Yoko Ono | La più odiata dalle groupie

Sfogliando il Calendario Pirelli 2016 alla pagina di Ottobre troverete una splendida donna fotografata da Annie Leibovitz. La donna in questione è Yoko Ono, che a ottantatré anni ha trovato ancora il modo di farsi invidiare dalle donne di mezzo mondo.

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Minuta, eppure sfrontata. Normale eppure magnetica. Ecco come ci appare dopo tanti anni Yoko Ono. Odiata dai beatlesiani di ogni età ed etichettata come arrivista e senza scrupoli. Per anni è stata additata come la causa della rottura del gruppo rock “più famoso di Gesù Cristo” (cit.).
Tantissime le offese da “non si sa cosa faccia” a “è una dilettante” fino a “è una semplice parassita”.

Anche in casa mia, papà beatlesiano me l’ha sempre dipinta malissimo. Eppure malgrado tutta la cattiva stampa di cui ha goduto, sono sempre stata attratta dall’amore che John e lei mostravano al mondo. Uniti, indivisibili, più forti dell’opinione altrui, delle critiche.

John Lennon e Yoko Ono si incontrarono nel novembre del 1966, all’epoca la Ono era artista affermata e si preparava a inaugurare la mostra Unfinished paintings and objects. John era ancora sposato con Cynthia la sua prima moglie. Due anni dopo divorziò per sposare Ono sulla rocca di Gibilterra. La loro storia d’amore durò per 11 anni, con progetti musicali, proteste, dischi, fino al 1980, anno in cui John Lennon venne ucciso a New York.

In moltissime canzoni, John parlò del suo amore per Yoko Ono: The Ballad of John and Yoko, quando era ancora nei Beatles, in Oh Yoko!Dear Yoko e in God. Dolcissima menzione anche in Julia, canzone dedicata alla madre, che contiene un verso Ocean child calls me, so I sing a song of love (La bambina dell’oceano mi chiama, così canto una canzone d’amore).  In giapponese kanji il nome di Yoko Ono significa bambina dell’oceano.

Dopo la morte di Lennon, Yoko Ono ritorna a occuparsi di musica e di arte con la realizzazione di installazioni.  Nel 2000 la Japan Society di New York le dedica una retrospettiva presentata poi in sette musei del Nord America. Nel 2003 ha partecipato alla Biennale di Venezia e l’anno successivo espone con una personale al Museum Kampa di Praga.

Raccontata così sembra semplice eppure Yoko Ono ci ha messo del suo per farsi odiare per la sua figura controversa. Le ingerenze nei rapporti tra i Beatles, le liti con il primo figlio di John dopo la morte di John. Le scaramucce legali con Paul McCartney, fino alle accuse di lucrare sull’assassinio del marito.  Andando a ritroso l’accusano anche di aver iniziato Lennon alle droghe, eppure secondo me il loro fu un amore vero e sincero. Di quelli che durano anche oltre la vita, quegli amori in cui ognuno riesce a esprimersi, liberamente. Un amore dove non c’è spazio per gli altri. Forse questo accelerò la crisi dei Beatles, forse diede a John quel coraggio e quella forza propulsiva di distruggere per ricominciare. Per essere se stesso.

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About Nunzia Arillo

Sociologa, communications manager e, soprattutto, napoletana. Costantemente impegnata nella lotta tra serio e faceto. Riempie la sua vita - con la stessa intensità - di innovazione, libri e caffè. Non si ferma davanti a niente, nemmeno di fronte all'etichetta "lavare solo a secco". Crede nella reincarnazione e nella prossima vita vorrebbe essere manichino da Bergdorf Goodman. E' sedotta dal lusso, ma conosce la parola "mercatino" in tutte le lingue del mondo. Scrive sempre e ovunque pure su rotoloni asciugatutto (true story), non meravigliatevi di trovare la sua firma su magazine di musica, moda e luxury. Mollerebbe tutto per seguire Ivano Fossati ma la sua unica divinità è Stevie Wonder. La mattina si sveglia con il sorriso ma non dovete parlarle prima del caffè. Adora i numeri dispari, ma le piace ordinare le cose per 10.

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