Women We Love | Valentina Tomirotti così com’è

Valentina Tomirotti è una giornalista e blogger. La seguiamo da un po’ di tempo e amiamo molto la sua intelligente ironia e il coraggio che dimostra in ogni cosa che fa.
Da 33 anni Valentina convive con la displasia diastrofica, una rara patologia genetica che, tra le altre cose, fa sì che i suoi arti siano molto corti e che lei non possa camminare.
Valentina ha un sorriso contagioso ed è femmina fin nel midollo, appassionata di moda e creatività, così come potrete leggere sul suo blog Pepitosa.
Da poco è balzata agli onori della cronaca per essere stata la protagonista sensuale e carnale del progetto Boudoir Disability, creato in collaborazione con la fotografa Micaela Zuliani.
Dopo essere stata sulle pagine di Vanity Fair, Corriere delle Sera e altre testate nazionali, Valentina ha accettato con entusiasmo di essere una nostra WWL.
E noi, onorate, l’abbiamo intervistata con gioia.

Valentina Tomirotti

Ciao Valentina, benvenuta tra le non-groupie! Ti seguiamo da un bel po’ di tempo e ammiriamo la tua determinazione e la tua fierezza, sei una donna vera, che ha parecchie cose da dire. Nella biografia sul tuo blog si legge che sei “giornalista di nascita e vocazione”. Quando hai capito che la comunicazione era la tua strada? Com’è stato l’inserimento in un mondo – quello del giornalismo – per nulla semplice e molto competitivo?
Studiare comunicazione e scegliere di diventare giornalista, secondo me, è a tutti gli effetti capire di avere una vocazione. Comunicare non è per tutti, puoi imparare la base, ma per riuscirci pienamente, devi poi metterci del tuo o rimani l’ennesima persona che vuole dar aria alla bocca. Ecco, su questo io sono molto decisa, ho qualcosa da dire e voglio farlo per far capire che il rovescio della medaglia esiste sempre ed è bello scoprirlo e imparare a conviverci. L’inserimento in questo mondo è dato un cammino semplice: ho iniziato a mettere nero su bianco tutto quello che volevo e mi sentivo di dire, certo a mio modo, che non sempre è giusto e digeribile, ma credo di riuscire a trovare un mio spazio, come un pulpito a piano terra, dove non giudico dall’alto ma parlo ad altezza di tutti coloro che vogliono ascoltare. Non mi aspetto mai nulla in cambio, mi basta avere voglia di mettermi in gioco ogni giorno.

Hai un carattere molto forte, sei capace di non arrenderti di fronte alle difficoltà e per questo riesci a infrangere parecchi tabù sulla disabilità. Hai voglia di raccontarci quando ti sei resa conto che avresti potuto fare la differenza nel pensiero comune, che spesso non vuole andare oltre la carrozzina di un disabile?
Non me ne sono resa conto, è arrivato e basta, credo che il merito sia anche di Micaela Zuliani (fotografa di Portrait de femme). Io volevo delle semplici fotografie, diverse, ma non avevo considerato ad estremizzarne il concetto. Lei ha proposto l’estremo, per la società in cui viviamo, e io ho accettato perché in fondo questa sono io. Se si attende il momento giusto non si scardina nulla, serve l’effetto shock, serve far sbatterci gli occhi su queste foto. Ho solo deciso di essere la persona adatta per farlo, serve consapevolezza e un grado di accettazione tale da sopportare tutto ciò di buono o cattivo che può tornare indietro.

Valentina Tomirotti in Boudoir Disability
Boudoir Disability – photo credit Micaela Zuliani

Con Boudoir Disability hai dichiarato al mondo intero che ti piaci così come sei: sensuale, erotica, ironica, divertente e divertita. Sei molto più a tuo agio tu nel tuo corpo, di buona parte delle donne che conosco e questo m’è apparso subito come un insegnamento prezioso, portato avanti con classe e intelligenza. Il tuo progetto ha raccolto molti applausi e complimenti, ma anche alcune critiche. Qualcosa in particolare ti ha ferita? C’è un prossimo muro che vorresti abbattere?
Come dicevo prima servono spalle larghe, che non vuol dire essere una spugna, ma proprio come una spugna riesco a trattenere il buono e far scivolare ciò che fa più male. Ciò che ferisce è la mancanza di accettazione di chi è diverso (per molteplici aspetti), da parte di alcune categorie di persone che si prendono l’onere o l’onore di erigersi a detentori della verità assoluta. Purtroppo nel mio caso, ancora più grave, le critiche sono arrivate da donne, che sinceramente non mi rappresentano. Qui si va avanti comunque, perché non si può piacere a tutti, ne sono convinta, quindi il prossimo passo è continuare a portare avanti il messaggio che se si vuole, tutto è possibile, anche per chi ha limitazioni di qualsiasi genere.

Il nostro manifesto del non-groupismo sembra tagliato su misura per te, che sei una vera non-groupie in ogni cosa che fai. C’è un punto del nostro elenco che senti maggiormente tuo? 
Sicuramente il punto 5: Non abbiamo nulla da insegnare. Però abbiamo molto da condividere. E’ la verità, qui nessuno insegna o ha in mano la chiave per farcela in modo indolore, ma la condivisione è importante perché in qualche modo aiuta l’altro in difficoltà.

Valentina Tomirotti

Spesso ci piace chiudere le nostre interviste alle Women We Love facendo un gioco. Tu che sei un’eroina del presente, se potessi scegliere di essere una protagonista eroica del passato, reale o di fantasia, chi ti piacerebbe e perchè? E se ti chiedessi di scegliere di indossare i panni di un uomo per ventiquattro ore, chi vorresti interpretare?
Domanda difficilissima! Come donna forse Wonder Woman che non si stanca mai nonostante tutto quello che fa e risolve, ma come uomo sicuramente MacGyver, perché vorrei sempre trovare la soluzione con quello che ho a disposizione.

Mercoledì 25 maggio alle 20, Valentina Tomirotti e Micaela Zuliani sbarcheranno a Milano a Le Trattoir alla Darsena, con l’evento Prima di fotografare, GUARDA!, un dibattito aperto e moderato da Francesca Barra su cos’è la diversità, la consapevolezza dell’essere e del coraggio di accettare l’altro guardandolo prima, fotografandolo poi.
Una serata speciale, con donne straordinarie.

Noi non-groupie cercheremo di non mancare e vi racconteremo la serata sui social.
Ma, prima di tutto, andremo ad abbracciare Valentina, la nostra nuova WWL.

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

3 thoughts on “Women We Love | Valentina Tomirotti così com’è

  1. Ho condiviso questo post con queste parole:
    “Quelli che voi chiamate disabili, io li chiamo super-abili.
    Questa donna ha un paio di marce in più e non sono certo quelle della sua carrozzina! Standing ovation!”
    Probabilmente il mio occhio è allenato dal fatto che i miei migliori amici sono disabili, ognuno con la sua storia e il suo caratteraccio (chi più, chi meno 😛 ), ma sono inarrestabili. La loro agenda è più piena della mia! A volte mi sconvolge l’insensibilità dei bipedi, pur facendone parte. Quando sono incazzata con solito suv parcheggiato sul posto giallo senza tagliando, gli auguro di sedersi, almeno per un po’, e capire cosa si prova. Sono pure convinta che diventerebbero persone migliori di quello che sono!

    1. Sai, Barbara, io credo che il più delle volte non ci sia malizia o cattiveria in chi parcheggia nei posti riservati… credo ci sia solo una grande ignoranza e una scarsa capacità di essere attenti ed empatici verso il mondo!
      Non è certo una giustificazione, ma siamo spessi disattenti nei confronti del mondo, con eccessiva leggerezza non siamo in grado di confrontarci con la realtà e di conseguenza commettiamo errori gravissimi.
      Sono le persone come Valentina a fare la differenza. Si espongono, lottano e ci fanno aprire gli occhi. Ci scuotono e ci fanno dire “oh ma quanto sono imbecille? non devo farlo mai più!”.
      Io sono felicissima di aver ospitato su questo blog una persona così forte, speciale e straordinaria.
      Grazie a Te per la condivisione, è bello averti qui con noi, sempre.

  2. Valentina, non avrai nulla da insegnare, ma mi hai dato una gran lezione! Grazie! Ho fatto anch’io della condivisione la mia marcia, grazie davvero, sì, nessuno ha la ricetta per farcela in modo indolore, ma di sicuro tu hai gli ingredienti per ottenere un ottimo piatto! Ti abbraccio anch’io!

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