Women We Love | Mis(S)conosciute

Mis(S)conosciute – Scrittrici tra parentesi è un progetto che sentiamo particolarmente vicino al non-groupismo. Perché a pensarlo, scriverlo e narrarlo sono tre donne: Giulia Morelli, Maria Lucia Schito e Silvia Scognamiglio. Perché raccontano le scrittrici non troppo note – ahimè – dell’universo letterario contemporaneo.

Quella S che spicca baldanzosa conferisce tutto il senso del progetto in podcast che le nostre amiche hanno concepito. Aprire una parentesi che contenga il racconto di angoli non esplorati (sufficientemente) di una immaginaria biblioteca declinata al femminile per farci scoprire storie di autrici, delle loro vite e soprattutto del valore delle loro opere.
Mis(S)conociute è un modo per accendere la curiosità e portarci alla scoperta di pagine, testi e pensieri.

mis(s)conosciute - Giulia Morelli, Maria Lucia Schito e Silvia Scognamiglio

La prima domanda che mi appare fondamentale: Come si sono incontrate Giulia, Maria Lucia e Silvia? E come è nata questa incredibile missione di educare il pubblico a muoversi in maniera curiosa e consapevole tra le pagine di autrici non mainstream?

Lavoriamo tutte e tre nella stessa grande azienda di telecomunicazione e lì ci siamo incontrate, ovviamente in modo del tutto casuale, e poi conosciute e… scelte!
Avevamo voglia di costruire qualcosa di nostro, un progetto culturale di scrittura in cui mettere in gioco le nostre competenze di autrici e producer – con background e gusti letterari diversi – e abbiamo scelto di farlo con un podcast, raccontando scrittrici che amiamo ma che per gran parte del grande pubblico sono sconosciute. La sfida è provare a raccontarle evocandone atmosfere e stile attraverso la narrazione che ne facciamo.

Più che “missione educativa”, definiremmo il progetto di “Mis(S)conosciute – Scrittrici tra parentesi” come un tentativo di espressione condivisa, un modo per esprimerci in quanto donne e diffondere la conoscenza di “vite parallele” dando voce, con la nostra voce, ad autrici che riteniamo ingiustamente sottostimate, perché irregolari, visionarie, libere e anche perché artiste femmine e quindi in qualche modo respinte – o mai prese in considerazione – dal canone.

Autrici, infatti: programmatica è la scelta di raccontare solo scrittrici femmine, perché riteniamo che la questione di genere, in Italia, sia più urgente che mai e sarebbe doveroso “superarla” – non solo sul piano letterario – nel modo corretto, con piena eguaglianza nel rispetto della differenza.

Come individuate le voci femminili nella letteratura che saranno protagoniste dei vostri racconti? E in che modo si svolge il vostro lavoro di narrazione, a parte leggere tantissimo 🙂

Finora, per i primi due episodi, abbiamo concentrato la scelta su autrici amate e studiate – Ahdaf Soueif e Sarah Kane – rispetto alle cui opere possedevamo una profonda conoscenza dei testi e delle fonti bibliografiche. Per le puntate in lavorazione, che rilasceremo nei prossimi mesi, ci siamo orientate sempre in base al nostro gusto ma svolgendo in parallelo anche un po’ di sano “scouting” sul presente – bazzicando riviste letterarie internazionali e leggendo in modo onnivoro! – rispetto ad autrici che ci ispirano ma che conosciamo meno bene o non abbiamo ancora letto e studiato.

Per dirne una, nella nostra wishlist redatta la scorsa estate avevamo inserito anche Olga Tokarczuk, che poi ad ottobre ha ricevuto retroattivamente il Nobel per la Letteratura 2018! E poi vorremmo dare spazio a tutte le forme della creazione letteraria raccontando romanziere, poetesse, saggiste ma anche drammaturghe, sceneggiatrici, fumettiste.

Rispetto al lavoro di narrazione in sé, non esiste un format rigido: il racconto muta in base a ciò che ci preme mettere in primo piano della poetica e della biografia delle Mis(S)conosciute protagoniste degli episodi. Importante è “incardinare” la narrazione attorno a dei nuclei concettuali o a delle immagini ricorsive che ci aiutano a strutturare un racconto fedele alle atmosfere e allo stile di scrittura dell’autrice scelta.

Le prime protagoniste dei vostri podcast sono state la scrittrice e commentatrice politica egiziana Ahdaf Soueif e la scrittrice drammaturga inglese Sarah Kane, prematuramente scomparsa. Chi sarà la prossima Mis(S)conosciuta? Potete anticiparci perché non possiamo perdere la sua storia?

Sì, i primi due episodi li abbiamo dedicati alle amatissime Soueif e Kane, cercando di rispecchiare nella forma narrativa del podcast il loro mondo letterario e le suggestioni che ci hanno trasmesso. La Mis(S)conosciuta, protagonista della puntata di febbraio, è Ingeborg Bachmann, scrittrice, poetessa e giornalista austriaca, donna straordinariamente intelligente e lucida e penna incredibile.  Centrale, nel suo mondo poetico e nella sua biografia, è la storia d’amore lunga una vita con il poeta Paul Celan, sopravvissuto alla Shoah. Una vicenda esistenziale e letteraria, la loro, potentissima e tragica, che costituisce la filigrana del nostro racconto.

Di certo chi ha ideato un podcast come Mis(S)conosciute – Scrittrici tra parentesi non è una groupie. Avete qualche altro punto del nostro manifesto da suggerirci?

In realtà, una cosa che ci sta molto a cuore è la “possibilità di espressione” che è trasversale a tutti i punti che elencate nel manifesto di I’m not a groupie: non si tratta quindi di suggerire un punto ex novo ma di integrare ciò che avete già messo bianco su nero.

Per noi tre “Mis(S)conosciute” rappresenta un modo nuovo e molto liberatorio di prendere voce, riaffermarsi, riconoscersi, mettersi alla prova. Portare avanti questo progetto corrisponde a dare corpo a un grande desiderio: quello di fare qualcosa che amiamo proprio come vorremmo farlo, senza dover rispettare tempi e modalità imposte da altri, dall’alto, con assoluta libertà e responsabilità. Ed è bellissimo creare qualcosa di proprio e farlo insieme, collaborando, un pezzo per una.

Un “podcast tutto per sé” ma aperto agli altri: non vogliamo essere autoreferenziali ma comunicative e vicine a chi ci ascolta, fermo restando che siamo solo all’inizio di quest’avventura, la strada è ancora lunga ma noi siamo motivate a continuare a raccontarci attraverso i libri che ci piacciono, a incuriosire nuovi possibili lettori, a aprire nuove prospettive sulla letteratura delle donne affinché venga finalmente considerata letteratura tout-court e a migliorare il modo in cui lo facciamo.

Tre donne meravigliosamente contemporanee che si occupano di autrici contemporanee, vi sfidiamo però a identificarvi con una protagonista di un grande classico. Insomma nelle pagine di quale libro potremmo trovarvi?

Essendo “Mis(S)conosciute” una sorta di chimera del podcasting, una creatura audio a tre voci, ognuna di noi è portatrice della sua propria identificazione letteraria.

Io, Giulia, direi Austerlitz, il protagonista che dà il titolo al romanzo di W. G. Sebald, uno dei più grandi della letteratura contemporanea. Una figura pacata ed elegante quanto tragica e sospesa tra memoria negata e costruzione impossibile d’un’identità nell’Europa del secondo Novecento. E poi tutti i personaggi de Le Onde di Virginia Woolf, flutti complementari d’un unico movimento cosmico, che è l’esistenza, tradotta in una miracolosa prosa ritmica.

Chiedermi di rispondere a questa domanda è sempre problematico! Sicuramente però uno dei personaggi della storia della letteratura cui io (Silvia) sono più affezionata è sicuramente Ursula Iguaràn, la nonna, bisnonna, trisnonna della famiglia Buendìa protagonista di Cent’anni di solitudine di Màrquez: una donna che tutto sa, immagina, prevede, intuisce. È il filo conduttore che lega tra sé le generazioni del romanzo, è lei che ha i piedi saldi nella realtà, è lei che lega il marito a un albero per impedirgli di fare pazzie, ma che con lui continua a essere amorevole e di conforto. Ursula, se non fosse il personaggio simbolo di un gigante della letteratura classica, sarebbe sicuramente una Mis(S)conosciuta di cui amerei raccontare le gesta: salda, forte, poetica, concreta e profonda.

Io, Maria Lucia, sarò molto molto banale: Piccole donne! Mai oserei paragonarmi a Jo March, ma di certo “da giovane” mi piaceva sognare di essere quella ragazzina forte e indipendente (malmostosa lo ero di sicuro!). Mi piacevano la determinazione e l’audacia con cui perseguiva le sue scelte, l’apparente noncuranza che era piuttosto una continua lotta contro una società che la additava solo perché era una donna libera. Vedo le nostre “Mis(S)conosciute” come tante Jo in carne e lettere: coraggiose portatrici delle proprie individualità.

Mis(S)conosciute: le puntate sono disponibili online 

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About Nunzia Arillo

Sociologa, communications manager e, soprattutto, napoletana. Costantemente impegnata nella lotta tra serio e faceto. Riempie la sua vita - con la stessa intensità - di innovazione, libri e caffè. Non si ferma davanti a niente, nemmeno di fronte all'etichetta "lavare solo a secco". Crede nella reincarnazione e nella prossima vita vorrebbe essere manichino da Bergdorf Goodman. E' sedotta dal lusso, ma conosce la parola "mercatino" in tutte le lingue del mondo. Scrive sempre e ovunque pure su rotoloni asciugatutto (true story), non meravigliatevi di trovare la sua firma su magazine di musica, moda e luxury. Mollerebbe tutto per seguire Ivano Fossati ma la sua unica divinità è Stevie Wonder. La mattina si sveglia con il sorriso ma non dovete parlarle prima del caffè. Adora i numeri dispari, ma le piace ordinare le cose per 10.

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