Women We Love | L’amore di Pilar

Pilar è bellissima.
Romana di nascita, diplomata al Conservatorio in Canto e in Musica da Camera, vincitrice di numerosi premi che le riconoscono un talento innegabile, Pilar ha una voce luminosa come un raggio di sole.
Noi non-groupies la seguiamo da tempo e quando abbiamo ricevuto e ascoltato in anteprima il suo nuovo disco L’amore è dove vivo, abbiamo deciso di dichiarare apertamente il nostro amore per lei.

L’amore è dove vivo è il suo terzo disco, con le musiche di Bungaro, cantautore di cui Elena è da sempre innamorata, che per questa produzione ha scelto di collaborare con Antonio Fresa, musicista e artista che le non-groupies amano incondizionatamente.
Considerato poi che alle chitarre c’è il nostro talentuoso amico Federico Ferrandina, questo disco è un dono d’amore che ci rende felici.

I testi delle canzoni hanno firme importanti come Joe Barbieri, Pacifico, Sandro Luporini, Mauro Ermanno Giovanardi, Alessio Bonomo e Pino Romanelli.
Pilar stessa firma i testi di quattro canzoni, tra le quali emerge l’originalissima Autoctono italiano, che elenca grazie ad assonanze e metrica ben 73 nomi di vitigni autoctoni rigorosamente italiani.

Pilar - Women We Love

Ciao Pilar, grazie per aver accettato la nostra intervista. Ti seguiamo da qualche anno e siamo finalmente molto felici di potertelo dire.
Su Facebook sei molto generosa con chi ti segue, racconti la tua vita musicale e condividi esperienze e avventure con il tuo pubblico. Sei anche molto attiva nell’esprimere le tue opinioni su ciò che accade nel mondo. Che rapporto hai con i social e con il mondo virtuale?  Ti è mai capitata qualche brutta esperienza, qualche troll che ti abbia importunata e che abbia esagerato?

E’ certamente positiva e stimolante la possibilità che danno i social di condividere in modo diretto con il pubblico il proprio calendario artistico e umano. Non amo espormi su tutto, la mia vita privata rimane mia e trovo che una sana distanza sia obbligatoria. Come molti strumenti tecnologici i social network sono armi a doppio taglio da calibrare con cura, fortunatamente faccio parte della generazione “ibrida” – quella dei nativi analogici cresciuti con in tasca i gettoni delle cabine telefoniche – e quindi sono ben consapevole che la vita reale è sempre altrove. Qualcuno che mi contatta e che esagera c’è sempre, ma è davvero una minima parte. I messaggi che mi arrivano sono sempre molto belli, mi onora avere un pubblico così speciale.

L’amore è il filo conduttore del tuo nuovo disco. Amore passionale, amore per la vita, amore per se stessi e anche un grande amore per il vino.
Com’è nata la tua passione per la produzione vinicola? Se tu fossi un vino, quale saresti?

Musica e Vino/Cibo sono due elementi che si nutrono a vicenda, fratelli gemelli. La passione per la musica e quella per il buon mangiare e bere sono sempre andate di pari passo, è stata una sorta di educazione parallela. Fin da piccola partecipavo alla vendemmia in Umbria, dove affondano parte delle mie radici, mio nonno mi faceva sempre bere un dito di vino a tavola da quando avevo 5, 6 anni perché “Devi imparare”. Un vino preferito in assoluto non ce l’ho….dipende dai momenti…bianchi o rossi purché siano di grande qualità, altrimenti preferisco acqua liscia.

Pilar - Women We Love

Hai definito “L’amore é dove vivo” come “un disco di pancia” e “la mia fotografia di adesso”, quali obiettivi ti eri posta nella composizione dell’album? A che punto é questo “adesso” nel tuo percorso di vita e di artista?
Gli obiettivi reali erano quelli si sottrazione, di coerenza, di verità, di pensare molto ma ragionare poco. Con Bungaro, autore di quasi tutta la musica dell’album, e insieme ad Antonio Fresa (che ha firmato la produzione artistica insieme a Bungaro), volevamo arrivare a cucire delle melodie con testi di grandi autori (e ci sono arrivati quelli di firme autorevoli e luminose come quelle di Pacifico, Mauro Ermanno Giovanardi, Joe Barbieri, Sandro Luporini…), volevo espormi più come interprete che come autrice, perché già due anni fa sapevo che sarei arrivata a volere questo, oggi. E così è stato, così è. Come sto? Sto come le canzoni di questo disco, come le immagini che abbiamo scelto per questo progetto. Perché la crescita umana procede di pari passo con quella della creatività e non le prescinde, con uno strumento come la voce poi non si possono trovare scappatoie, la voce definisce come stai, fa tana prima lei.

Per il nostro blog abbiamo scelto di avere un manifesto, nel quale rivendichiamo la nostra libertà di pensiero e la nostra indipendenza da ogni conformismo di massa. Tu che sei sicuramente una non-groupie, aggiungeresti un punto al nostro elenco? Quali sono i valori a cui ti ispiri, nella musica e nella vita?
Mi piace pensare che gli elenchi siano mutanti in quanto scritti da esseri umani che quindi aggiungono o depennano voci fino a riuscire ad andare “a braccio”. In questo preciso momento, stasera, nel mio elenco di valori, sostantivi e principi ispiratori, ci sono: coerenza, incoscienza, il colore rosso, restituzione dell’ascolto, gratitudine, potersi guardarsi allo specchio la mattina e riso venere con pesto di foglie di cavolo nero.

Pilar - Women We Love

Quali sono i musicisti che hanno influenzato il tuo modo di percepire la musica e di conseguenza le tue produzioni? Siamo molto curiose di sapere qual è l’ultimo disco che hai comprato e se ti è piaciuto: vuoi essere la nostra pusher di novità musicali?
Ad influenzarmi fino a farmi venire la febbre ci sono stati Dalla, Mozart, De Andrè, Paolo Conte, Nina Simone, Annie Lennox, Fossati, Puccini, Antony and The Johnsons, Damien Rice… per citarne solo alcuni. Nuovi dischi comprati e molto piaciuti: Joe Barbieri, Mauro Ermanno Giovanardi, Mario Venuti, poi Paolo Nutini, Damien Rice, Meshell Ndegeocello. Durante la lavorazione dell’album invece ho ascoltato moltissimo Marc Ribot, Ravel e Melody Gardot. Il suo “The Absence” è un capolavoro.

Dopo questo lungo elenco di meraviglia perpetua, non possiamo che confermare: Pilar è una vera WWL!
Seguitela, ascoltatela, andate ai suoi concerti e amatela quanto noi.

About Elena e Nunzia

Abbiamo due teste, due cuori, due personalità. Ma spesso (quasi sempre) vediamo il mondo dalla stessa angolazione. Elena Giorgi e Nunzia Arillo: we're not groupies!

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