Women We Love | La placida signora Mitì Vigliero

Dovreste darci un premio care non-groupies! Perché abbiamo fortemente voluto farvi conoscere Mitì Vigliero (noi la conosciamo già e l’adoriamo eh!).
Queste pagine e soprattutto questa rubrica sono nate che avevamo già in mente Mitì, la sua capacità di osservare l’umanità e la sua forza volitiva.

Quindi l’abbiamo un po’ inseguita, ci siamo un po’ incrociate tra i suoi impegni e traslochi e le nostre frenetiche attività. Nel cuore non abbiamo mai perso la speranza di raccontarvi un pizzico della sua storia. Chi bazzica da tempo nella blogosfera, avrà di certo sentito parlare di uno dei primi blog italiani Placida Signora, lo spazio da cui Mitì Vigliero ci raccontava il suo mondo.

Da quello spazio abbiamo imparato ad amarla, la nostra Placida Scrittora ligurpiemontese con la passione della Storia Italiana, delle Storie Piccole, del “Come eravamo”, del Folklore e della Cucina come si autodefinisce dalle sue pagine. E ora vi portiamo con noi nel suo mondo.
Fate piano e siate discreti, entriamo in casa della placida signora.

Mitì Vigliero con Mattia Poggi
photo credits | Fabio Castellano, tutti i diritti riservati.

Benvenuta Mitì, siamo felicissime di ospitarti tra le nostre Women We Love! Ti seguiamo da sempre e ci siamo sempre chieste cosa ci fosse dietro quel simpatico e vezzoso Mitì, poi abbiamo scoperto che all’anagrafe sei Maria Teresa Bianca Agata Anita. Un nome lungo e intrigante – ci siamo dette – deve nascondere sicuramente una di quelle belle storie che solo tu sai raccontare.
Ai miei tempi, ora non si usa quasi più, era tradizione ferrea battezzare i neonati con “nomi di famiglia”; nel mio caso nonna paterna (Teresa, anzi, Teresita), zia (Bianca), nonna materna (Agata), altra zia (Anita). E non contenti della sfilza onomastica si usava aggiungere un Maria, così, per omaggio.
Quindi potrete comprendere perché tutti mi chiamano, da quando son nata, sempre solo e semplicemente con le iniziali del primo nome, MiTì: per fare prima.

Sei genovese d’adozione ma ami Genova come se fosse la terra delle tue radici più profonde. Ricordiamo un tuo articolo in difesa del pesto, in cui scrivevi “sto studiando la convinzione subliminale per convincere lo Stivale e il resto del mondo che Genova c’è, esiste, è bella, intelligente e pure piacevolmente edonistica”. Se tutti noi difendessimo la nostra terra con la stessa foga, l’Italia sarebbe davvero il paese più bello del mondo, invece siamo spesso lamentoni e insofferenti. Qual è il segreto per mettere così tanta passione in ogni cosa, così come sai fare tu?
Non credo che esista un segreto, ma semplice amore per la vita e per i luoghi dove scorre. Ogni nostra azione non si svolge in una sfera asettica, staccata dal mondo, ma è intrisa dell’aria e dell’atmosfera in cui ci muoviamo. E le città e soprattutto le case (da perfetta cancerina la casa per me è fondamentale, vero nido) dove ho trascorso e trascorro la mia vita sono parte inscindibile di me, del mio carattere, di come sono, di ciò che faccio.
Sono nata a Torino  il 5 luglio del 1957; i miei, appena sposati, da Genova si erano trasferiti lì perché papà era ufficiale degli alpini ed era stato assegnato alla Caserma Montegrappa. A Torino sono vissuta sino al 1979; lì ho compiuto tutti gli studi sino alla laurea, lì sono cresciuta, mi sono “formata”. Trasferiti a Genova nel 1980, mi sono trovata in una città che era già mia, era già me perché ci vivevano tutti i nonni, materni e paterni, dove già avevo molti amici; è stato un naturale passaggio (e qui salta fuori sempre la cancerina) da un’acqua all’altra, dal Po al mare. E poi c’è il terzo luogo, quello che somma le mie radici; un piccolo paese del cuneese, della mia amata Provincia Granda, dove si trova la Casa dei miei antenati, dove ho trascorso le estati sin da piccolissima, dove è racchiusa tutta la storia della mia famiglia.
Questa immersione continua fra Liguria e Piemonte, tra storia passata e futura per me è rigenerante, è come una continua cura ricostituente che mi riempie di energia, attenzione e amore anche per le cose più piccole dell’esistenza; ogni giorno è una scoperta di qualcosa di nuovo e di bello. Non ci si annoia mai. Ecco, forse il segreto del mettere la passione in ogni cosa è proprio non annoiarsi mai.

photo credits | Fabio Castellano, tutti i diritti riservati.
photo credits | Fabio Castellano, tutti i diritti riservati.

Sei stata tra le antesignane della blogosfera e il tuo blog tra le prime finestre che si sono aperte sulla rete (2004 ndr). È evidentemente cambiato il modo di comunicare e di fare blogging dai tuoi esordi a oggi. Cosa ne pensi dei cosìddetti influencer? C’è qualche blogger che segui con piacere?
È cambiata moltissimo la “tecnica” del comunicare; i social hanno rivoluzionato completamente ogni forma di interazione. Il contatto e il dialogo coi lettori, che nei blog avveniva nei commenti, ora si sparge e disperde in altri spazi della rete. Devo ammettere che un po’ mi spiace; ero abituata a “ricevere” nella mia placida casa (anche qui, una casa!) ospiti e amici. Era un punto fisso di ritrovo, stabile, tranquillo… Poi gli accadimenti della vita mi hanno portata a dovermi occupare di molte altre cose, e il blog mi occupava troppo tempo. Per non perdere il contatto con gli amici e i lettori, nel mare dei social ho scelto solo Twitter perché immediato, veloce, rapido (mentre detesto Facebook, troppo caotico e rumoroso per il mio carattere). Ma spero di tornare presto al blog, che ho trascurato a lungo; ho tantissime cose nuove da raccontarvi, e i 140 caratteri twitteri non bastano certo!
Degli influencer non penso nulla di particolare; seguo moltissime persone di cui ho fiducia e stima da tantissimi anni e come ne scopro di nuove, serie e affidabili, entrano subito a far parte del mio mondo.
Blogger che seguo con piacere sono tanti, mi è difficile fare un elenco di nomi; e ormai li leggo un po’ dappertutto tranne che sui loro blog, che mi sembrano un po’ “in sonno” come il mio 😉

Mitì Vigliero
photo credits | Fabio Castellano, tutti i diritti riservati.

Qui su I’m not a groupie abbiamo un manifesto  creato per raccontare a chi entra in questo spazio la nostra identità e i valori in cui crediamo. Quale potrebbe essere il tuo manifesto? Vuoi regalarci un punto da aggiungere alla lista?
Il vostro manifesto mi piace molto e lo condivido completamente. Il mio… mah! Forse quello che scrissi come primo post  ormai tanti anni fa. Un punto da aggiungere alla vostra lista? Prendiamo le cose seriamente, ma senza dimenticare mai il sorriso (ADORIAMO! ndr).

Sei insegnante, poetessa, blogger, scrittrice, giornalista. Tante le strade che hai percorso e tanti i traguardi raggiunti. Hai ancora un sogno in un cassetto? Puoi svelarci qualche tuo progetto che vorresti realizzare?
Ho armadi interi pieni di sogni! Scherzi a parte, i progetti in ballo sono tanti. Il primo da realizzare per realizzarli però è quello di riuscire a fermarmi un po’, tirare il fiato dopo un lungo periodo di corse e impegni belli sì, ma che poco c’entravano col mio lavoro di autrice, riordinare gli appunti e ricominciare a raccontarvi tante storie belle.

Grazie alla placida signora per averci aperto le porte della sua “casa”.
Ogni promessa è debito, cara Mitì! Non vediamo l’ora di leggere nuove storie raccontate da te.
E voi, care non-groupies, seguitela su Twitter: @Miti_Vigliero.

About Nunzia Arillo

Sociologa, communications manager e, soprattutto, napoletana. Costantemente impegnata nella lotta tra serio e faceto. Riempie la sua vita - con la stessa intensità - di innovazione, libri e caffè. Non si ferma davanti a niente, nemmeno di fronte all'etichetta "lavare solo a secco". Crede nella reincarnazione e nella prossima vita vorrebbe essere manichino da Bergdorf Goodman. E' sedotta dal lusso, ma conosce la parola "mercatino" in tutte le lingue del mondo. Scrive sempre e ovunque pure su rotoloni asciugatutto (true story), non meravigliatevi di trovare la sua firma su magazine di musica, moda e luxury. Mollerebbe tutto per seguire Ivano Fossati ma la sua unica divinità è Stevie Wonder. La mattina si sveglia con il sorriso ma non dovete parlarle prima del caffè. Adora i numeri dispari, ma le piace ordinare le cose per 10.

4 thoughts on “Women We Love | La placida signora Mitì Vigliero

  1. Miti Vgliero ,l’ho incontrata X caso Twitter,e poi nel blog ‘placida signora’ , Me ne sono innamorata ,anche se nn è poi così” placida signora ” visti gli innumerevoli interessi

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