Women We Love | Francesca Chiappa, editoria e militanza

Francesca Chiappa è la direttrice editoriale di Hacca Edizioni.
Tutti i libri di Hacca hanno copertine bellissime e contengono parole indimenticabili.
Ho scoperto la loro esistenza frequentando la scatola lilla di Cristina Di Canio: il nostro primo incontro fu sancito dall’acquisto di “Non avere paura dei libri” di Christian Mascheroni, libro che ho tatuato sul cuore e che non manco mai di regalare agli amici più preziosi.

chiara_pasqualini_hacca_edizionicredits Chiara Pasqualini | tutti i diritti sono riservati

Una piccola casa editrice indipendente, che cura con amore e altissima professionalità ogni suo progetto, non può che avere a capo una vera WWL.
Ecco le nostre cinque domande per Francesca.

Educare a una lettura più profonda è una delle mission di Hacca.
La letteratura contemporanea non è sempre facile da approcciare e i libri che pubblicate non sono mai banali e superficiali.
Hacca ha però affezionati lettori e lettrici, che amano i vostri libri e i vostri autori.
Il segreto di questa magia?
Quando pubblichiamo i nostri libri, c’è un monito sempre presente: non tradire i nostri lettori.
Non tradirli significa per noi pubblicare con sincerità. Non pubblichiamo mai un libro perché dobbiamo farlo, ma solo se lo vogliamo fortemente in catalogo. Ecco, credo che questo i lettori lo intuiscano.

Le voci femminili nella letteratura italiana non sono molte, sia che si tratti di scrittrici che di figure professionali come la tua.
Cosa consiglieresti a una ragazza che sogna una carriera da editor?
Leggere tantissimo e poi?
Leggere ma guardare anche fuori dalla pagina, alzare lo sguardo per osservare quello che accade, essere sintonizzati con la realtà. E poi un costante esercizio all’ascolto. Perché l’editor fa questo: ascolta la scrittura, la raddrizza quando stona, la raccoglie quando si disperde, la solleva quando sembra stia cadendo.

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Al Salone del Libro di Torino di quest’anno è successo un fattaccio sgradevole, siete state derubate dell’incasso guadagnato fino al sabato. La domenica è scattata la solidarietà di colleghi e lettori ed è stato lanciato l’hashtag #tuttiperhacca. 
La qualità paga sempre, così come l’onestà intellettuale, almeno in termini di stima e affetto. Il problema in Italia sono le tasse e le leggi, che cercano sempre di affondare i piccoli imprenditori, anche quando si tratta di cultura. Hai un segreto per conciliare qualità e bilancio economico?
La qualità richiede tempo e cura. Sono aspetti imprescindibili per un catalogo come il nostro e come quello degli editori che stimiamo.
La qualità dei nostri cataloghi è la caratteristica che ci permette di sopravvivere. Spesso dobbiamo inventarci altro per trovare le risorse necessarie a dare il tempo e la cura necessari ai nostri progetti di raggiungere gli obiettivi, anche economici, che ci eravamo posti. Noi ad esempio offriamo servizi editoriali ad altre realtà, abbiamo un marchio dedicato all’editoria professionale, Nuova Giuridica, tutte attività che ci permettono di respirare. Ecco, il segreto è riuscire ad aspettare, avere la possibilità di misurare i risultati su un periodo più lungo.

Di certo chi si butta a capofitto in un’avventura come quella di Hacca, non è una groupie. Dopo aver letto il nostro manifesto, hai qualche altra manifestazione del non-groupismo da suggerirci?
Essere militante. Ognuno saprà dare a questa parola il senso più appropriato. In questo periodo mi sto concentrando a capire cosa richiede, cosa comporta, essere militanti. E soprattutto verso cosa. Ed è una bella ricerca.

Sei una donna contemporanea, che si occupa di letteratura del nuovo millennio, ma se tu dovessi scegliere di essere rappresentata da un classico, che libro saresti?
Scelgo “Il secolo breve” di Eric J. Hobsbawm. Ho una formazione storico-politica, e uno sguardo spesso rivolto al Novecento, ma cerco anche di farmi contaminare da approcci e discipline diversi. Questo libro ha acceso una grande passione, che conservo e che alimento.

Quanti spunti e suggerimenti nascono dalla chiacchierata tra due non-groupies!
Grazie a Francesca e ai libri di Hacca edizioni, vere bellezze editoriali (e non solo).

[articolo redatto da Elena Giorgi]

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La redazione delle non-groupie è un luogo scoppiettante, dove le idee si accavallano, bisticciano, prendono forma e si liberano nell'etere. Tante menti diverse, che mettono i propri pensieri a disposizione l'una dell'altra, per creare post che raggiungano altre non-groupie ma anche tutti quei maschi che credono nel non-groupismo come stile di vita.

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