Women We Love | Cristina Di Canio, una libraia superstar

Per presentare questa nuova woman we love, io e Nunzia dobbiamo fare l’ennesima premessa: Cristina Di Canio è una nostra amica e le vogliamo molto bene.
D’altronde, chiunque passi dalla scatola lilla (è così che Cristina ama definire la sua piccola libreria in via Sannio a Milano) se ne innamora immediatamente!

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Cristina ha un dono. Sa trasmettere un entusiasmo raro e non solo per quanto riguarda i consigli letterari.
Sì, è una libraia straordinaria, acuta, intelligente, coinvolgente, ma è anche una persona incredibile, piena di energia e voglia di fare.
Chiunque entri a Il Mio Libro, non può che rimanerne colpito.
Cristina ti prende per mano e ti racconta cosa troverai tra le pagine di un libro, nel frattempo – mentre scegli quale volume acquistare – improvvisa un aperitivo che diventa subito una festa, così ti ritrovi a conoscere altre persone, sempre speciali, e stringi nuovi legami, nuove amicizie.
Vi sembra poco per una una città come Milano, dove a malapena ci salutiamo con i vicini di casa?
Cristina Di Canio è magica.
Per questo è la nostra woman we love di questa settimana (e di tutta la vita).

Ciao Cristina, benvenuta tra le non-groupies. Ormai sei una libraia famosa: eri già finita sui giornali quando hai deciso di aprire la tua libreria, come esempio di coraggio e intraprendenza per molti giovani; poi hai lanciato l’hashtag #librosospeso e si sono mobilitati tutti i giornali e parecchie televisioni, anche internazionali, per raccontare la storia del libro sospeso; oggi sei anche sulla copertina di un libro edito da Marcos y Marcos.
Qual è il segreto per emergere in un mondo, quello delle librerie indipendenti, che è spesso difficile da portare avanti?
Ciao, grazie innanzitutto per avermi chiesto di rispondere alle vostre domande WWL, seguo la vostra rubrica ed essere stata scelta mi ha fatto davvero molto piacere.
Il segreto? Oddio… forse proprio il fatto che non ci sia. Ogni giorno lo vivo con spontaneità e soprattutto condividendo esperienze e sogni con i lettori, questo fa sì che la libreria non sia vista solo come luogo in cui si acquistino libri, ma come il salottino di casa propria.

La tua piccola libreria è nota per gli innumerevoli eventi che organizzi. Insieme abbiamo fatto Segreta è la notte e ricordo che è stato un successo di pubblico, anche grazie ai super scrittori che vennero a trovarci (Piersandro Pallavicini, Daria Bignardi, Massimo Carlotto, Marco Malvaldi, Sebastiano Mauri e Vincenzo Costantino). Tu sei molto amata anche dagli autori, che passano a trovarti sempre molto volentieri, sia che scrivano per i colossi editoriali sia che lo facciano per piccole case editrici indipendenti, e gli incontri nella scatola lilla sono sempre speciali. Quanto lavoro c’è dietro le quinte? Tutto fila sempre liscio o ci sono difficoltà che il pubblico non riesce a percepire?
In questi 5 anni ho avuto la fortuna di conoscere tanti autori italiani. La mia idea di libreria è proprio quella di un luogo in cui libri, parole, lettori e autori possano incontrarsi e così organizzo spesso serate in cui lo faccio accadere. Hai ragione, gli eventi segreti sono stati davvero seguitissimi e ben riusciti! All’inizio non è stato semplice invitare gli autori, mille barriere da abbattere per arrivare a concordare l’incontro; ma io sono ariete e non c’è stimolo migliore di una barriera no? Ti dirò ariete faccia di tolla, quindi mix perfetto.
È capitato sovente che chiedessi direttamente agli autori di passare nella mia scatolalilla e, una volta avuto il loro benestare, informassi la casa editrice concordando la data.
Provare provare e provare sempre. In questo i social sono davvero utili. È pur vero che, dopo il #librosospeso, anche gli editori hanno avuto maggior attenzione per la mia piccola realtà di quartiere e ora quando chiedo di poter ospitare un loro scrittore sono sempre molto disponibili. Essere a Milano poi aiuta sicuramente. Prima o poi da Milano gli autori passano e io cerco di “intercettarli” quando sono in città per altro, così da regalare ai lettori incontri con i loro autori preferiti.

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Abbiamo appena ricordato alcune tappe degli ultimi due anni nella scatola lilla e sono stati davvero intensi, qual è stata l’emozione più forte? L’incontro o l’evento che ti ha fatto pensare che un pezzo di quel sogno che avevi era tra le tue mani?
Io mi emoziono spessissimo, quasi tutti i giorni, perché qui in libreria ne succedono di ogni. Già il fatto di esser chiamata per nome dai lettori mi emoziona. Non si tratta di andare in libreria, ma di andare da Cristina come se fossi a casa. Non conosco il nome dei miei vicini di casa, ma so quelli di tutti i miei clienti (anche se clienti è una parola che non mi piace, ci vedo meglio un’idea di famiglia allargata). E proprio questa famiglia mi ha fatto commuovere a novembre quando ho festeggiato all’Ohibò il quarto anniversario della libreria. Centinaia di persone venute ad abbracciarmi e a fare festa con me. Quando sono salita sul palco e ho ricevuto l’applauso è stata un’emozione fortissima e lì sì ho pensato: guarda te un sogno cosa può fare!

Come già sai, noi non-groupies abbiamo un nostro manifesto, al quale costantemente ci ispiriamo. Tu sei la libraia non-groupie per eccellenza: c’è un punto che aggiungeresti al nostro elenco? Da che cosa ti lasci ispirare quotidianamente?
Direi… siamo noi a scrivere la nostra storia!

Non stai mai ferma, sia fisicamente che mentalmente. Sappiamo che in pentola bollono molte novità. Dove ti immagini tra un anno? Sarai ancora nella scatola lilla o allargherai maggiormente i tuoi orizzonti?
Sì tante novità! Dove mi vedo tra un anno? Mmm… ti direi COME mi vedo tra un anno: sicuramente felice e pronta a nuove sfide!
Vale come risposta?

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Abbiamo capito che ci sono segreti che Cristina non può ancora svelare…
Se abitate a Milano, amate leggere e avete voglia di conoscere personalmente questa favolosa donna, andate a trovarla.
Magari un venerdì sera, dopo il lavoro, per iniziare bene il weekend.
Con birra e patatine, molto probabilmente troverete anche me.

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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