Women we love | Angela Varani, arte e passione

Angela Varani ci piace tantissimo, tanto che le avevamo già dedicato un post, dichiarando un grande amore per le sue illustrazioni.
Non potevamo, quindi, non sottoporla alle nostre cinque domande, per farvela conoscere ancora meglio e per gridare al mondo intero che questa giovane artista ha davvero molto da dire, non solo con i suoi disegni.

Ciao Angela, bentornata su queste pagine! Le non-groupie ammirano chi ha talento artistico ma sempre si domandano: come si scopre un’attitudine? Tu quando ti sei resa conto di riuscire a disegnare e dipingere così bene?
Ciao non-groupies, mia madre dipinge. Questo credo sia stato l’inizio.
Avere qualcuno che ti corregge la prospettiva dei disegni già da quando hai tre anni inizialmente ti fa incazzare tantissimo. Consumi tutti i pennarelli blu e verdi per fare l’orizzonte nei paesaggi, ma poi ti accorgi (molti anni dopo) che, forse anche per quello, guardi il mondo con occhi diversi. Tutto è disegnabile. Ne estrapoli la struttura e le cromie. Diventa il tuo modo di viverlo. Il mondo.
Immagino di aver avuto una predisposizione. Quello sì.
Ho poi scoperto di averne l’esigenza. Di farlo per me, di voler dire qualcosa, ed essere in grado di tirarlo fuori solo disegnando. Mica per forza qualcosa d’importante. Anche solo come sto, o come vorrei stare. E ho deciso, ad un certo punto, tra un Nescafé e l’altro, di farne anche una professione, di provarci perlomeno.
Grazie per il “disegnare e dipingere così bene”, sono sempre lusingata ed emozionata nel ricevere complimenti. E non ho mai imparato a gestirli.

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Nel tuo blog ami giocare con la parole Arte, declinando la tua vita in nome delle tue numerose passioni. Se tu ti ritrovassi improvvisamente su un’isola deserta, cosa vorresti avere con te: carta e matita, un libro, l’iPod? 
In realtà, solo l’idea di trovarmi su un’isola al caldo torrido, sotto ad un sole cocente e in mezzo ad insetti mi mette un po’ d’ansia… che sia deserta, quello invece è ok! Ahahah!
Vorrei avere il mio iPhone per poi viverne il lutto dell’esaurimento della batteria? Non lo so.
Forse vorrei uno strumento musicale per imparare a suonarlo, ne avrei il tempo. Magari un contrabbasso. Qualcosa di poco ingombrante e impegnativo, insomma!
Poi sì, colori, carte e pennelli.
Pennelli più che altro, perché carta e colori finirebbero anch’essi e dovrei trovare (e vi assicuro che lo troverei!) il modo per colorare con pigmenti naturali su supporti di fortuna. Ma almeno avrei i pennelli.
Poi vorrei un libro di storia dell’arte, un giallo “classico”, anzi due. Ma vorrei anche un paio di noir, un libro di filosofia e anche uno di quei romanzi leggeri “da donne” che mi faccia piangere un po’. Posso averne tre di noir?
Ed infine, la cosa alla quale terrei di più: una foto che mi ritragga felice con chi amo e una sua dedica sul retro.
Troppa roba?

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Non sei solo un’illustratrice straordinaria, sappiamo anche che ami cantare e che lo fai molto bene.
Hai a disposizione il palco del Madison Square Garden, hai davanti a te una platea straripante di fan e la tua performace andrà in mondovisione. Che canzone vorresti cantare per dire a tutto il mondo “io sono così!”?
Aiuto. Grazie ancora per il complimento, ma in realtà io credo di essere solo una persona intonata. Amo la musica, tantissimo. Non potrei farne a meno. E proprio per questo motivo adoro ascoltare chi ha qualcosa da dire e il talento per dirlo come si deve. Non di certo io.
Mi diverte tantissimo cantare, come al 90% (credo) delle persone, e me la canto e me la suono a casa da sola, o nel relax di una serata con gli amici. Senza pretese. In più non c’è una canzone dalla quale io mi senta rappresentata. O meglio, ce ne sono tante e dipendono da ciò che vivo. La mia vita ha una colonna sonora vasta e variegata, non una canzone sola.

Momento non-groupie anche per te cara Angela e vorremmo sapere cosa ne pensi del nostro manifesto delle non-groupies. Hai qualche altro punto da suggerirci? Qualche altra manifestazione del non-groupismo?
Il vostro manifesto sembra scritto davvero anche per me. Punto per punto.
In più, credo che potreste parlare anche della consapevolezza di sapere che tipo di donne siamo. Senza avere la presunzione di essere giuste, ma la speranza di poterci aggiustare sempre un po’ di più.

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Infine, non possiamo chiudere questa chiacchierata virtuale senza chiederti a bruciapelo “cosa bolle in pentola?” Raccontaci i tuoi progetti per il futuro, che stai preparando? Qualche anticipazione solo per noi?
Ora sto gestendo le commissioni (tante, grazie, davvero grazie!) di ritratti, che sembrano essere diventati una costante piacevole tra i progetti di illustrazioni che mi piacerebbe realizzare.
Vorrei iniziare un progetto incentrato sui libri. Su chi li scrive e chi li legge. Su chi li regala soltanto e chi li conserva come cimeli della propria vita.
In contemporanea aggiungerò saltuariamente al blog delle strisce illustrate. Che seguiranno i miei umori.
Non bolle in pentola, ma desidererei fare una graphic novel, e prima o poi spero succeda.
Poi da un po’ di tempo sto preparandomi per condurre un workshop, ma per questo progetto è meglio che mantenga un alone di mistero!

Allora, aspettando che il mistero si sveli, v’invitiamo a seguire Angela sul suo blog, dal divertentissimo sottotitolo “illustratrice illustrante, non illustre blogger”.
L’ironia prima di tutto!
Per questo e molto altro, Angela Varani è una vera WWL.

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Ha fondato www.lalettricegeniale.it per dedicarsi con slancio e perseveranza ai libri e alla lettura. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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