Vinitaly 2015 | La mia giornata tra i vini

L’edizione 2015 di Vinitaly s’è appena conclusa, lasciando dietro di sé migliaia di operatori e appassionati di vino più che soddisfatti.

La mia giornata dedicata alle delizie dell’enogastronomia italica è iniziata con il #ValcalepioBloggerTasting, dove sono stata accolta e coccolata dal Consorzio Tutela Valcalepio, ed è proseguita fino a sera, tra stand regionali e food corner ricchi di prelibatezze cucinate dai migliori chef.

Al Bistrot Enolitech, organizzato in collaborazione con Brand Events Italy (quelli di Taste of Milano), ho incontrato il mio amico Andrea Provenzani, chef del ristorante Il Liberty di Milano, che mi ha fatto assaggiare la già nota Tartelletta calda con mortadella, stracchino e pistacchi e una deliziosa Pancia di maiale laccata al miele, peperoncino e birra e tartare di gamberi rossi.

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Una delle aree che hanno maggiormente attirato la mia attenzione è stata Vinitalybio, dedicata alla produzione di vino biologico e biodinamico certificato, un argomento che ho sempre desiderato approfondire.
L’Italia è il primo produttore europeo di vini biologici, con  l’11% della superficie vitata e una produzione potenziale di 5 milioni di quintali di uva da vino, mentre i vini naturali, hanno numeri piccolissimi ma comunque in aumento, l’1,64% della superficie vitata nazionale e lo 0,74% della produzione enologica.
Questo salone nel salone, organizzato in collaborazione con Federbio, ha ospitato una settantina di aziende, piccole e temerarie produttrici che credono e difendono i valori della natura.

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Correndo tra un padiglione e l’altro, da una regione all’altra, sono passata accanto a bottiglie davvero speciali, che hanno immediatamente attirato il mio sguardo: le elegantissime etichette della linea 12 e mezzo, prodotte dell’azienda vinicola pugliese Varvaglione, si ripropongono in edizione limitata, con lo slogan Wine meets Fashion.
Ecco quindi che il serio pied de poule veste il gusto deciso del Primitivo, lo spigato va a nozze con la delicatezza del Negroamaro, mentre la freschezza della Malvasia indossa dei frivoli pois.

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Uscendo dal padiglione Puglia mi sono imbattuta in un altro vino dal significato speciale: un Rosso del Salento IGP, prodotto da Alessandra Quarta sotto il nome di QU.ALE, un progetto nato per provare a fare del mondo un posto migliore in cui vivere.
QU.ALE è il primo vino democratico, che ha moltissime caratteristiche straordinarie, tra cui l’utilizzo esclusivo di bottiglie in vetro leggero e di materiali riciclati o riciclabili al 100% e la possibilità di devolvere a una ONLUS di propria scelta – registrandosi al sito www.qualevino.it – il 5% del ricavato della vendita della bottiglia acquistata.
Quando un vino è buono, in ogni senso.

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Gli ultimi minuti a Verona ho voluto spenderli andando a salutare i vini della mia terra.
Al padiglione dedicato all’Emilia Romagna ho voluto incontrare e salutare l’azienda agricola Randi, produttrice di quel vino che amo regalare a tutti gli amici milanesi, facendo in ogni situazione sempre un’ottima figura: il Bursòn.
“La storia del vino Bursòn nasce da una felice intuizione di Antonio Longanesi che nel suo podere nei pressi del comune di Bagnacavallo (RA) era solito trascorrere le giornate invernali al capanno da caccia che era situato nei pressi di un “roccolo”, una quercia a cui si arrampicava una vite selvatica. Questa vite sconosciuta incuriosì il Longanesi per la dolcezza e la capacità di rimanere sana fino a tardo autunno. A metà degli anni ‘50 la famiglia Longanesi decise di rinnovare gli impianti lasciando il vecchio metodo estensivo fatto di filari sostenuti da alberi, per passare alla viticoltura moderna moltiplicando questa vite selvatica garantendone la sopravvivenza.
Con le prime raccolte Antonio volle provare di fare il vino con questa uva e con grande stupore scoprì che era in grado di fare un vino da 14 gradi, un risultato impensabile da raggiungere con l’uva della pianura romagnola. Da quel momento Antonio iniziò a far girare il vino per il paese e fin da subito cedette questa vite ai suoi compaesani diffondendola.”

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Un po’ traballante, più per la stanchezza che per la quantità di vini assaggiati, in serata ho ripreso il treno verso Milano.
Arrivederci a Vinitaly 2016.

Ho scritto questo post ascoltando:

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Ha fondato www.lalettricegeniale.it per dedicarsi con slancio e perseveranza ai libri e alla lettura. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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