Umbria Jazz 2010 – 4° giorno: mi dia un kg di banane e due meloni!

Io non faccio la fruttivendola.
Io organizzo grandi eventi a Milano, la città più complicata e caotica d’Italia.
Per questo credo di essere molto brava a risolvere problemi di logistica, con piglio piuttosto pratico e deciso, senza alcuna incertezza o disattenzione.
Faccio questa premessa per poter affrontare il più grande difetto di questo Festival: la gestione della biglietteria al Teatro Morlacchi.
Tutti i giorni devo sciropparmi minuti interminabili di coda, spesso sotto il Sole cocente di mezzogiorno.
Questo solo perchè pare sia impossibile arrivare e poter ritirare, in una sola volta, tutti i biglietti prenotati e pagati via Internet con mesi di anticipo.
Non si sa per quale arcano motivo sia possibile farlo per gli spettacoli all’Arena Santa Giuliana e improponibile pensarlo anche per il Teatro.
Misteri organizzativi.
Un dogma.
Fatto sta che questa sera abbiamo toccato l’apoteosi del disservizio e, siccome la premessa vuole che la sottoscritta se ne intenda un pochino (parecchio), mi sono permessa di esprimere una critica alla signora Giovanna, simpatica quanto la carta vetrata passata sul culo e presente alla biglietteria in quel momento.
Che posso dire?
Che la mamma dei maleducati ignoranti è sempre incinta e pare proprio che qui a Perugia abbia partorito parecchi neonati.
Peccato, davvero un peccato farsi passare la voglia di trascorrere le vacanze a Umbria Jazz.
Che dire poi dell’unico concerto visto oggi?
Cedar Walton e Bobby Hutcherson sarebbero stati perfetti, in duo su quel palco.
Purtroppo hanno avuto la pessima idea di farsi accompagnare da un contrabbassista anonimo e da un batterista fastidioso quanto due pinze elettriche attaccate ai capezzoli.
Si vede che oggi doveva andare così.
Brutta giornata a Perugia.
Domani sarà un giorno migliore, ne sono sicura.
Mi aspettano Renatino e Massimo a pranzo e i Manhattan Transfer per cena.
E della signora Giovanna, chissenefrega (segue pernacchia virtuale).

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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