Tutto andrà bene <3

Una delle mie parole preferite è serendipità e una delle frasi che adoro sentire è andrà tutto bene.

Un semplice post-it ha unito la mia passione per il caso alla mia propensione per l’ottimismo. Piazza Duomo e il web sono gli altri protagonisti di questa storia.
Vi racconto cosa c’è dietro un gesto semplice e potente.

Un post-it giallo

Foto di Luca Romeo

Succede che sabato mattina sono in centro a Milano per seguire uno shooting e prestarmi anche come comparsa.
Molti i dubbi, volevamo fare il lavoro ma avevamo molte remore sulla sicurezza.
Distanze da mantenere, contatti da evitare e foto all’aperto sono state determinanti per le scelte finali. Il Corona Virus è un rischio concreto e nessuno di noi voleva essere veicolo di contagio, irresponsabile vettore, quindi ogni nostro gesto della mattinata è stato attentamente misurato.

Tutto questo in pieno centro di Milano, con una Piazza Duomo spoglia di turisti e orfana dei milanesi a spasso in un’assolata mattina feriale.
Luca, il fotografo che è con me, mi precede nel sopralluogo e torna alla mia postazione accanto alla Galleria con uno scatto che condivide subito: c’è un post-it giallo sulle barriere anti sfondamento della piazza (vi ricordate quando avevamo paura del terrorismo?) e il messaggio che riporta è Tutto andrà bene.

Instagram e il potere di una foto

Sia io che Luca condividiamo la foto dai nostri account Instagram, la foto compare anche sul feed di @imnotagroupie e raccoglie da subito molti like.
Oggi, ieri per voi che mi leggerete domattina, vengo contattata dall’anonima autrice del bigliettino che fortunosamente mi trova e mi scrive un messaggio privato. Serendipity!

Mi dice che le ho fatto un regalo, che le parole che ha letto nella caption della foto le hanno confermato che l’intento che aveva nel fare questo gesto è raggiunto. Perché c’è uno scopo dietro quel post-it, e tanti altri uguali, che lei sta disseminando per la città.

Questa donna empatica e generosa vuole restare anonima, perchè l’iniziativa è portata avanti da molti e nasce in un modo preciso, e lei non vuole in nessun modo appropriarsene.

Ecco cosa mi racconta di Tutto andrà bene:

Quando la mia amica, che è del gruppo della poetessa che ha lanciato la proposta, mi ha raccontato di questa idea (una settimana fa) me ne sono innamorata subito. Da quel giorno, ogni volta che esco (non tanto, ovviamente) mi porto sempre il blocchetto e il pennarello e ne semino un po’ in giro. L’altra sera, infatti sono passata da Piazza Duomo e ne ho lasciato un po’.

In questo periodo li sto usando anche per ribaltare la tristezza che sento dilagare: racconto questa cosa, se sono vicina metto un post-it sotto il naso, se no mando un whatsapp, e vedo sorrisi fiorire e sento voci rasserenarsi. È una piccola cosa ma sento che serve.

Svelato così il mistero del bigliettino e dei bigliettini che stanno facendo la loro comparsa a Bergamo, Brescia, Piacenza e in ogni dove. Un gruppo di poesia del bresciano, una poetessa che lancia un’idea, i suoi che la accolgono e il resto è virale. Sono molte le persone che hanno sparso bigliettini e hanno fatto loro questo piccolo gesto.

Vengono segnalati ovunque e basta seguire #tuttoandràbene per cadere in una galleria di immagini che incitano a non mollare e ad essere positivi.

Un virus è inarrestabile nella sua diffusione, prende strade imprevedibili, raggiunge persone impensabili, mette in rete sconosciuti e fa ritrovare conoscenti. Un virus buono, in questo caso, che si chiama empatia e cura, che è pensiero per il prossimo e balsamo per la paura. L’unico virus che vogliamo circoli e che aiutiamo a spargersi, ovunque, in ogni città, in ogni paese.

Cento, mille, diecimila bigliettini.

Perchè Tutto andrà bene se saremo empatici, attenti, se avremo cura e se l’unica cosa che abbandoneremo a favore del prossimo sarà un bigliettino e non il buon senso.

Per il virus, quello cattivo, lavatevi le mani, limitate i contatti il più possibile, siate responsabili e seguite le regole, facendo in modo che vada bene e trasformando il gesto di cura di un biglietto in un’azione concreta.

#Tuttoandràbene car* non-groupie!

 

About Agnese Scarito

Donna in progress, mamma di gemelli, femminista, digital tata e sostenitrice del tacco 12 ma proprietaria di Birkenstock. Leggo, ascolto, scrivo e lavoro in ordine sparso. Ho fissazioni anziane come Mina, Cesare Pavese e le auto. Amo i cambi Steptronic ma la mia macchina preferita è una Giulietta del '59. Mi appassiono di quasi tutto, se chi me lo racconta ha passione. Quindi scrivo con passione.

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