Travel | Un weekend lungo in Provenza

Sono portatrice sana di infinito amore per me stessa.
Per questo, mentre stavo soffocando a Milano nel bel mezzo d’agosto, ho pensato a che tipo di compleanno avrei voluto trascorrere e ho scelto la Provenza.
Niente avrebbe potuto rendermi più felice di un viaggio in automobile, attraverso una terra che amo profondamente!

La Provenza, quella delle cartoline con i campi di lavanda, l’ho visitata più volte.
Grasse, Saint Rhemy de Provence, Aix en Provence, Salon de Provence, Arles, Avignone, sono tutte mete che ho già toccato e di cui conservo ricordi magnifici.
Allora, perchè non concentrarsi sulla (a me) sconosciuta Alta Provenza?
Detto fatto! Ho improvvisato una piccola valigia, con vestiti comodi, costume e ciabattine per eventuali tuffi nei fiumi e giacca pesante e scarponcini per le quasi certe scarpinate tra le gole.
Via, si parte a bordo della mia piccola ma tenace Kia Picanto arancione, revisionata di fresco, per non trovarsi a piedi alla prima salita tra i tornanti.
Sono tornata viva, vegeta e arricchita di meraviglia e bellezza, per questo oggi voglio prendervi per mano e portarvi con me, nel ricordo di questo breve viaggio, che potrete percorrere anche voi in soli tre giorni.
Un weekend lungo da improvvisare in ogni momento dell’anno, anche se l’estate rimane uno dei periodi più favorevoli.

Si parte da Milano, direzione Novara e poi Torino. L’idea è quella di svalicare in terra straniera passando dal Colle del Monginevro, a 1854 metri d’altitudine, ricco di storia, tra Galli, Romani, Cartaginesi e truppe Napoleoniche.
Passato il colle, si arriva in pochi minuti a Briançon, suggestiva cittadina patrimonio dell’Unesco, famosa per le sue fortificazioni e per i paesaggi montanari verdi che trasudano antichità. Ma non è questa la nostra meta principale, quindi ci fermiamo solo per pochi minuti, giusto il tempo di guardarci intorno e scorgere i massicci forti e sentire sulla nostra pelle il famoso microclima di cui parlano tutte le guide.

La nostra meta sono le gole di Barles e per arrivare a esse la mappa ci dice che da Briançon mancano ancora 2 ore e 15 minuti di viaggio.
Ci rimettiamo sulla strada, scegliendo di fermarci a mangiare un panino vista lago.
Non un lago qualsiasi, ma la terza più importante riserva d’acqua artificiale in Europa, talmente grande da non riuscire a vederne gli estremi opposti: il Lago di Serre-Ponçon.

Provenza

Si riparte verso la storia più antica. Voglio andare a caccia di ammoniti e le gole di Barles ne sono ricchissime!
Il paesaggio è terrificante e toglie il fiato. Ci troviamo lungo una strada, la D900A, scavata tra altissime e inquietanti pareti, che hanno affascinato tutti i geologi del mondo, arrivati a decretare che, visti i tanti reperti archeologici rinvenuti, un tempo l’area di Barles doveva essere sepolta dalle acque e toccata da un clima tropicale. Parliamo di circa 300 milioni di anni fa e vi assicuro che il panorama che affronterete non farà altro che ricordarvelo, curva dopo curva.

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ammoniti

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Dopo tante ore in automobile, è giunto il momento di riposare.
Scegliamo di fermarci a dormire a Digne-le-Bains, cittadina famosa per essere circondata dai campi di lavanda e per le sue acque termali.
Una passeggiata nel centro storico, affascinante e decadente, fino ad arrivare alla sopraelevata e massiccia cattedrale Saint-Jérôme de Digne, da cui potrete ammirare i colli che circondano la città.

 Digne-les-Bains

 Digne-les-Bains

 Digne-les-Bains

Cathédrale Saint-Jérôme de Digne

Cathédrale Saint-Jérôme de Digne

 Digne-les-Bains

A Digne potrete visitare il Museo della Lavanda e la Maison Alexandra David-Néel, dedicata alla famosa esploratrice che, a cavallo del XX secolo, girò il mondo e in particolare l’Asia, ritornando in Francia carica non solo di esperienze ma anche di oggetti, costumi e arte, ora esposti nella sua casa museo.

Il mattino dopo si riparte da Digne, direzione gole del Verdon.
Ovviamente si va a caccia di lavanda, anche se il periodo della sua massima fioritura è passato da qualche settimana. I francesi, però, non finiscono mai di stupirmi e voglio pensare che l’unico campo ancora lilla fosse un omaggio per il mio compleanno.

lavanda

Provenza

Un tuffo in quel profumo che mi ricorda tanto la colonia che da bambina mia zia mi passava dietro le orecchie, poi di nuovo in macchina, senza pensare a ulteriori tappe prima di giungere tra le gole.
E’ quindi casuale la sosta in un piccolo paese gioiello, Moustiers-Sainte-Marie, che cattura immediatamente la mia attenzione ancora prima di giungervi, grazie alla sua posizione arroccata sul monte e ben visibile da lontano.

Moustiers-Sainte-Marie

Nel 1981 Moustiers è stato classificato come uno dei più bei villaggi di Francia e non posso che confermare che questo titolo sia più che meritato. Famosa per essere la città delle maioliche, conta circa 700 abitanti e vive accogliendo calorosamente i turisti, che giungono da ogni parte del mondo per visitare le botteghe d’arte e le strette viuzze così caratteristiche e ricche di colori vivaci.

Moustiers-Sainte-Marie

Moustiers-Sainte-Marie

Moustiers-Sainte-Marie

Moustiers-Sainte-Marie

Moustiers-Sainte-Marie

C’è una leggenda a Moustiers-Sainte-Marie. Racconta del cavalier Blacas, crociato fatto prigioniero dai Saraceni, che promise che, qualora fosse riuscito a tornare vivo al suo paese, avrebbe sospeso una stella dorata tra le due scarpate rocciose.
Voi nella foto qui sotto potete appena intravederla, come un minuscolo puntino immerso nel blu, ma la stellina c’è e oggi misura 125 centimetri di larghezza.

Moustiers-Sainte-Marie

Si riparte, in pochi minuti saremo a La Palud sur Verdon, il punto di partenza della Route des Cretes, un anello stradale che per 23 kilometri circumnaviga le gole dello spettacolore canyon.
Il più bel paesaggio che io abbia visto, nella mia vita da viaggiatrice tapina.

Le Gorges du Verdon

Le Gorges du Verdon

Le Gorges du Verdon

E’ qui che dovrete sfoderare gli scarponcini da montagna, per potervi infilare nei sentieri che vi permettono di stare a pochi passi dal baratro.
Io mi sono messa alla prova, nonostante il vuoto non sia uno stato a me congeniale.
Quale modo migliore per festeggiare i miei primi 42 anni?

Le Gorges du Verdon

Le Gole del Verdon e le loro pareti a strapiombo sul fiume, sono alte fino a 1500 metri, immerse in una natura lussureggiante e rigogliosa. Tantissimi i rapaci che volano a pochi metri dai visitatori e stupefacente è il colore del fiume Verdon, tra il cobalto e lo smeraldo.
Indimenticabile.

Ancora una notte fuori e un solo grande desiderio: sentire freddo.
Lo sapete che io odio il caldo e l’estate, quindi non vi sembrerò troppo strana raccontandovi che un altro dei regali che mi sono fatta per il mio compleanno è stato scegliere di dormire ad Auron, un piccolo paese a tre ore dalle Gorges du Verdon e a pochi kilometri dal Colle della Bonnette, dove passa una strada che è considerata il più alto punto di circolazione automobilistica in tutte le Alpi.
Freddo e tornanti, ecco da dove voglio passare per tornare in Italia.

Auron ci accoglie con un cielo dorato, dopo che abbiamo percorso una strada costeggiata da stupefacenti montagne rosse.
Il freddo è frizzante, non inaspettato ma pungente. Era esattamente ciò che desideravo e mi godo la nottata ammirando le montagne e la Luna che, all’alba, va a riposare sulle cime.

Provenza

Provenza

L’indomani si raggiungono i 2860 metri del Colle della Bonnette, dove le marmotte non sono affatto timide e i motociclisti si scattano foto ricordo accanto alla stele che dichiara l’altitudine.
Il panorama è magnifico, una landa infinita di verde e blu.

Provenza

Provenza

E’ tempo di tornare in Italia.
Un bellissimo compleanno, esattamente come lo desideravo.
Per i 43, cosa mi regalerò?

INFO UTILI

In totale ho percorso 992 km e sono stata in auto per 16 ore.
A Digne-les-Bains ho dormito all’Hotel Central e cenato alla creperie Le Fleur de Sel (Ruelle Saint-Michel 1), piccola, accogliente, nascosta dal circuito cittadino dei ristoranti turistici.
Ad Auron ho dormito e cenato all’Hotel Edelweiss, camera piccola ma confortevole e ristorante molto buono ma un pochino caro.
Per il pranzo, fermatevi in una delle centinaia di boulangerie che troverete lungo la strada e acquistate la tradizionale baguette. Allo stesso modo acquistate salumi e formaggi nei piccoli negozi locali et voilà, il pranzo al sacco è pronto!

itinerario Alta Provenza

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Ha fondato www.lalettricegeniale.it per dedicarsi con slancio e perseveranza ai libri e alla lettura. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

2 thoughts on “Travel | Un weekend lungo in Provenza

    1. Maettina, la Provenza è davvero magnifica, soprattutto nella stagione della lavanda!
      L’Alta Provenza è stata una scoperta, me ne sono davvero innamorata, ho sempre in mente le gole del Verdon e la vastità di quel paesaggio, un po’ lunare e un po’ amazzonico.
      Insomma, è amore vero!
      Spero che tu possa vederlo presto.
      Grazie per gli auguri!
      Un bacio grande.

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