Travel | I Sacri Monti di Lombardia e Piemonte

Ho sempre trovato noiosa la domenica, un giorno che dovrebbe essere una festa ma che, invece, subisce quell’alone di malinconia tipico di qualcosa di bello che sta per finire.
Così, stanca di aspettare l’arrivo del lunedì guardando i soliti (bellissimi) palazzi milanesi, ho deciso che le mie domeniche dovranno essere spesso dedicate a scoprire mete raggiungibili da Milano in meno di due ore! Luoghi dove io possa rifugiarmi per un’intera giornata e dove imparare nuove storie, esplorare paesaggi mai visti e scoprire nuovi sapori.

Ad agosto, mentre tutto il mondo si riposava e io ero ancora in ufficio a tirare la carretta, m’è capitato sotto gli occhi un articolo del Post, che elencava i 49 luoghi speciali d’Italia.
Ho preso l’agenda e ho iniziato a segnare quelli che avrei voluto visitare (praticamente tutti), partendo da uno che mi aveva immediatamente colpita: i Sacri Monti di Lombardia e Piemonte.

Certo, per visitarli tutti ci vuole ben più di una domenica sola, ma da qualche parte bisognava pure iniziare, così, approfittando di una gita nel Monferrato per andare a gustare dell’ottimo tartufo, ho deciso di iniziare questo pellegrinaggio dal Sacro Monte di Crea.

Facciamo un piccolissimo passo indietro: cosa sono i Sacri Monti?
Sono gruppi di cappelle dedicate alla cristianità e ai misteri della fede, incastonati in magnifici paesaggi collinari e immerse nei boschi,.
I Sacri Monti sono nove, sono stati costruiti tra il XVI e il XVII secolo e nel 2003 l’Unesco li ha dichiarati patrimonio dell’umanità, per le loro notevoli doti di bellezza, virtù e gradevolezza.

Al di là dell’aspetto meramente religioso, che ne fa meta di pellegrinaggio, i Sacri Monti sono monumenti architettonici preziosi, che traducono in arte la grandiosità del divino e l’operosità dell’uomo.

Il Sacro Monte di Crea sovrasta il Monferrato ed è dedicato alla vita della Madonna.
Sono ventuno le cappelle che ne raccontano la storia, alle quali si aggiungono le prime due, dedicate a Sant’Eusebio.
Armatevi di scarpe comode e fiato e percorrete il cammino che vi porterà a visitarle tutte.
Le cappelle non sono fisicamente accessibili, le statue che custodiscono al loro interno sono visibili solo attraverso un cancello chiuso da un lucchetto, ma questo non fermerà la vostra curiosità, ne sono certa.

La mia visita è avvenuta in un giorno di nebbia fittissima, non ho quindi potuto ammirare il paesaggio delle colline circostanti e della catena alpina, ma quella bruma lattea ha sicuramente aumentato la suggestione di trovarsi in un altro tempo, lontano dal presente.
Per un attimo, lo confesso, ho persino avuto paura di chi avrei potuto incontrare salendo verso il Paradiso, l’ultima cappella, che con ben trecento statue raffigura l’incoronazione di Maria.

La mia passione per il filone gotico del regista Pupi Avati, mi ha fatto addirittura immaginare che il misterioso Arcano Incantatore (il protagonista del film del 1996) si nascondesse tra le fronde, provocandomi non pochi brividi e sussulti.
I Sacri Monti sono stati costruiti dall’uomo per inneggiare al bene divino, ma a Crea ho sentito fluire tutta la forza della natura, l’energia dell’impalpabile, che l’uomo può trasformare in bene o in male.
Quel senso di occulto che spesso si prova accanto al mistero della vita.

Scesa dal monte, per riportarmi a una dimensione più umana e reale, mi sono abbuffata con un buon piatto di agnolotti al tartufo.
Perchè, perdonatemi se risulterò blasfema, nulla mi avvicina di più al divino del buon cibo annaffiato da ottimo vino.

Sacro Monte di Crea
Sacro Monte di Crea
Sacro Monte di Crea
Sacro Monte di Crea
Sacro Monte di Crea

Sacro Monte di Crea
La XXIII Cappella, detta Il Paradiso

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *