Tech | The Big Hack

Non so per voi ma per me Ottobre è il mese della big – combo!
Tutti gli eventi, le manifestazioni, i progetti si agglomerano in questi 31 giorni che quasi non ci si crede sia possibile farceli stare dentro. Futuro Remoto 2016, The Big Hack, Maker Faire Rome, SMAU Milano, Italy-China Innovation Week sono i primi 5 motivi per cui sono 12 giorni che lavoro senza fermarmi mai, nemmeno nel weekend.

E il bello è che ho anche un sorriso enorme stampato sul viso, perchè ognuno di questi mi porta a scoprire cose bellissime e a conoscere persone entusiasmanti.

The big hack 2016

La sfida più bella di questo mese è stata sicuramente l’organizzazione di The Big Hack, l’hackaton maker più grande d’Italia! Mettete tanti maker, sviluppatori, designer e chiudeteli in un tendone per 36 ore nella piazza più bella d’Italia – piazza del Plebiscito – e sfidateli a trovare soluzioni innovative per risolvere i problemi della Pubblica Amministrazione e delle aziende nazionali.
E ne vedrete delle belle…

Organizzato da Innova Camera e Città della Scienza, con la collaborazione di Codemotion, grazie all’impulso della Regione Campania, con la collaborazione della Regione Lazio, Eni e IBM per la formulazione delle challenge, il Big Hack è stato ospitato all’interno della 30^ edizione di Futuro Remoto.

Per due giorni mi sono trovata in mezzo a 150 smanettoni – tra i 7 anni del più giovane e i 70 del più “anziano” – che raggruppati in 12 team hanno progettato senza sosta per primeggiare nelle sfide lanciate.  E che emozione è stata!

La maratona

Qualcuno si è preparato già qualche idea da casa, come startup già in attività, classi intere di scuole superiori o fablab, ma altri sono gruppi di amici o sconosciuti che sono venuti a vedere “l’effetto che fa“.

Ai partecipanti è stato richiesto di rispondere alle sfide, sfruttando risorse specifiche tra cui gli open data regionali, la piattaforma ENI o quella di IBM BluMix. Tutto per creare qualcosa che migliori la vita delle persone o la qualità dei servizi di aziende e PA.

La sfida più importante è stata arrivare davanti alla giuria domenica sera con una demo funzionante, quindi con software pronto, design definito e un pitch che spacca. E se tenete conto che lo scorso weekend a Napoli c’è stato sia il sole d’agosto, sia la pioggia incessante e gelida, potete capire come gli hacker dopo 36 ore fossero ridotti uno straccio, ma prontissimi a battagliare.

Ma vale la pena perché i premi in palio sono importanti: un viaggio di 5 giorni a Shenzhen in occasione della Maker Faire, buoni Amazon, due voucher tecnologici, una postazione di coworking nel FabLab di Città della Scienza e abbonamenti ai servizi cloud Bluemix.

Come si vince un hackaton? Semplice, inventando cose, programmando computer e connettendoli alle cose costruite 🙂 Il tutto senza fermarsi e in una condizione di cattività. Le challenge hanno riguardato temi caldi come Ambiente, Turismo, Calamità Naturali, Agricoltura 4.0, Sanità e Mobilità.

Così sono nate una trappola per cinghiali, un sensore per l’umidità delle piante, una app per coinvolgere i ragazzi alla scoperta dei beni culturali della propria città, una webcam con intelligenza artificiale che individua le coltivazioni malate.

I Vincitori

La sfida Ambiente l’ha vinta Obelix 2.0, un sistema di monitoraggio e cattura selettiva dei cinghiali contro i danni all’agricoltura in Cilento provocati dalla sovrappopolazione dei cinghiali, realizzato da un team di sviluppatori campani, generatosi all’interno del Big Hack. Per il Turismo in Regione Campania ha vinto Skimbux, un sistema di gamification nei contesti monumentali di Napoli, realizzato da un team di studenti dell’Itis Galileo Ferraris di Scampia (Napoli).

Per la challenge ENI, che farà volare i vincitori fino a Shenzen per l’edizione della Maker Faire in Cina, si sono aggiudicati i biglietti il team romano HPI e il team campano HrinCloud. Per la Regione Lazio, premiato il progetto Localcare per l’assistenza ai malati con patologie gravi. Per la challenge IBM, i tre finalisti continueranno a battagliarsi a Milano durante l’IBM Business Connect. Tra cui il progetto iLeaf, del Fablab dell’Università Federico II di Napoli con la foglia sensore stampata in 3D che controlla l’umidità del terreno e accende dei LED nel sottovaso, per chiedere di essere innaffiata.

Chissà se i bei progetti riusciranno a diventare qualcosa di più e trovare la strada del mercato… Però di una cosa sono certa, l’esperienza è stata una prova importantissima e la dimostrazione che l’unico modo per cambiare le cose è solo iniziare a immaginarlo e progettarlo. E se ti diverti non guasta. Per me è così…

(photo credits: Codemotion)

big hack - imnotagroupie

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About Nunzia Arillo

Sociologa, communications manager e, soprattutto, napoletana. Costantemente impegnata nella lotta tra serio e faceto. Riempie la sua vita - con la stessa intensità - di innovazione, libri e caffè. Non si ferma davanti a niente, nemmeno di fronte all'etichetta "lavare solo a secco". Crede nella reincarnazione e nella prossima vita vorrebbe essere manichino da Bergdorf Goodman. E' sedotta dal lusso, ma conosce la parola "mercatino" in tutte le lingue del mondo. Scrive sempre e ovunque pure su rotoloni asciugatutto (true story), non meravigliatevi di trovare la sua firma su magazine di musica, moda e luxury. Mollerebbe tutto per seguire Ivano Fossati ma la sua unica divinità è Stevie Wonder. La mattina si sveglia con il sorriso ma non dovete parlarle prima del caffè. Adora i numeri dispari, ma le piace ordinare le cose per 10.

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