E tu lo sai di essere una non-groupie?

Le t-shirt di I’m not a groupie

Ogni volta che ci chiedono come si chiama il nostro blog e pronunciamo I’m not a groupie, vediamo comparire espressioni variegate sul volto dei nostri interlocutori.
Dubbi, perplessità, a volte meraviglia.
Chi sa cosa siano le groupie, non capisce perchè abbiamo sentito il bisogno di dire che non lo siamo.
Chi non sa cosa siano le groupie, uguale.

La storia del nome del blog risale a una delle vite precedenti di Elena: essere una donna piuttosto appariscente e allo stesso tempo amare la musica jazz pare siano caratteristiche ossimoriche per chi frequenta l’ambiente musicale. Pertanto, nel 2010, Elena lancia provocatoriamente questo blog, dimostrando ironia e una bella dose di faccia tosta, ascoltando e raccontando a modo suo diversi cd e parecchi concerti.

Con il tempo questo spazio virtuale è cresciuto ed è diventato qualcosa di più di una provocazione.
Questo è il nuovo corso del blog, che da voce individuale si è trasformato in racconto collettivo, in espressione di un modo di essere che abbiamo sintetizzato nel nostro manifesto. E che a ben 6 anni dalla sua fondazione è un luogo di incontro e di umanità. Di narrazione di vari e differenti modi di essere donna senza essere groupie. Di amore per la vita, per l’arte, per i libri, per la musica, per il cinema. Di resistenza, persino. Resistenza all’ovvio e all’omologazione. Di affermazione perchè, come diciamo noi, si può essere speciali anche in una vita normale.

Il giorno del nostro sesto compleanno virtuale, Nunzia – da vera appassionata di t-shirt – ha avuto un’idea: perchè non indossare la nostra filosofia di vita?
Così sono nate le magliette di I’m not a groupie, che ci fanno sorridere e sentire speciali.

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Noi però non volevamo che questa sensazione fosse solo nostra, così, dopo esserci guardate in foto – Elena sulla terrazza di casa a Milano e Nunzia sul divano a Napoli – abbiamo deciso che avremmo voluto dedicarle a tutte le non-groupie che ci seguono e frequentano questo spazio, che consideriamo la nostra casa.

I'm not a groupie tshirt | Nunzia non-groupie sora

Vinci una maglietta!

Che ne dite se, per continuare a festeggiare il nostro sesto compleanno, il regalo ve lo facessimo noi?
Raccontateci  – in un commento a questo post – un breve aneddoto su come e perchè anche voi vi sentite non-groupie.
Il 27 aprile noi sceglieremo il racconto più convincente e una di queste t-shirt potrà essere vostra!

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Se poi vorrete acquistarle per voi o per regalarle alle vostre amiche non-groupie, trovate le nostre tshirt su Teeser, la prima piattaforma che consente di esprimere la propria creatività sulle magliette e di condividerle nella community e sui social. Scaricate la app e cercate il profilo di Nunzia, troverete tutte e tre le nostre grafiche e potrete scegliere tra diversi modelli: regular, croptop, rolled e rowcut.
Pochi click e con la consegna in 48 ore, indosserete subito tutta la vostra non-groupie attitude.

Aspettiamo i vostri commenti e non vediamo l’ora di potervi dire YOU’RE NOT A GROUPIE!

About Redazione

La redazione delle non-groupie è un luogo scoppiettante, dove le idee si accavallano, bisticciano, prendono forma e si liberano nell'etere. Tante menti diverse, che mettono i propri pensieri a disposizione l'una dell'altra, per creare post che raggiungano altre non-groupie ma anche tutti quei maschi che credono nel non-groupismo come stile di vita.

29 thoughts on “E tu lo sai di essere una non-groupie?

  1. Nella mia vita, mi sono sempre sentita una “NON”.
    NON al posto giusto, NON al momento giusto, NON perfetta, NON brava.
    a volte, NON amata.
    Una NON mattina, ho capito che… NON era una debolezza, NON se decidevo che NON lo sarebbe stato.
    Chiaro, NO(N)?

    Sono una NON, dal midollo alla punta del mio naso
    Ci ho aggiunto un po’ di fucsia, ed eccomi qua: NON groupie.
    E che Miles mi abbia in gloria.

    1. Consuelo, hai vinto una maglietta!
      Riceverai a casa quella con la scritta “I’m not a groupie. I’m a superstar!”, facci sapere che modello preferisci e la taglia!
      Grazie di essere una Non-Groupie!

  2. What’s a girl like you, doin’ in a place like this? avvrebbe cantato Frank Zappa!
    Ma non si riferiva certo a me! Da sempre fuori dal gruppo. A cominciare dall’adolescenza: niente jeans, per non omologarsi, niente facili mode del momento! Fino a far schiantare i miei genitori, con una scena degna di “Indovina chi viene a cena”!
    Ma oggi più che mai, non parte del gruppo che non pensa con la propria testa, che accetta qualsiasi compromesso per lavorare, che ingoia qualsiasi rospo pur di esserci.
    Insomma sono una NON e ne sono fiera!!!

  3. L’episodio risale a moooolti anni fa. Gita scolastica di 5 a Parigi, serata in discoteca, una che all’epoca pare fosse la più sensazionale d’Europa, c’eravamo stati un paio di sere prima e niente, mi ero addormentata su un divanetto. Riluttante a tornarci ma incapace di sottrarmi, esprimo la mia non groupietudine andandoci in pantaloni di velluto a coste turchesi, e impiegando pochissimo tempo a prepararmi, le altre tutte in gonna, tempi epocali davanti a specchi e guardaroba. E quando mettono i lenti uno sconosciuto francese – lo ricordo bellino – viene lì e mi sceglie per un lento.
    MOI? Che parevo vestita per andare a funghi. OUI!

  4. Vite parallele: quando gestivo una webzine sulla musica rock emergente, fuori dai locali mi chiedevano se non mi vergognassi ad attaccarmi a tutti i gruppi che suonavano. Abbelli, io quei gruppi li intervistavo, o li facevo suonare direttamente! Quindi, capisco bene: ma essere una NON GROUPIE è una cosa che va oltre: significa non accontentarsi delle briciole, spendere tempo e denaro per i propri sogni, per vederli realizzati. Io ho cambiato lavoro in tre anni, durissimi, dove ho dovuto rimettere in gioco tutta la mia vita e ricominciare a studiare sodo, e ad aggiornarmi. Oggi sono freelance. E non ho bisogno di attaccarmi a nessuno 😉

    Siete magiche!

  5. Durante una presentazione di un libro ho fatto un intervento e ho pronunciato con accento pugliese la parola “cOsa” e ovviamente ho suscitato la simpatia di tutti perchè, diciamolo, ho una parlata divertente a quanto pare! E io cosa ho fatto per migliorare la situazione? Ho esordito con la segunente frase: “Sono orgogliosa della mia cOsa”! Ilarità generale…beh come dire esprimo tutto quello che penso anche senza scansare gli equivoci… 😀

  6. A 5 anni vogliono la poesia recitata davanti ai parenti. Sto zitta e faccio come voglio.
    A 10 anni non si gioca con i maschi, non si corre per i prati, gioca con le bambole! Annuisco ma faccio come voglio.
    A 15 anni ma giochi ancora con le bambole? Esci con le amiche! Sospiro ma faccio come voglio.
    A 17 anni esco con le amiche, ma devo aprire più libri che c’è la maturità. Sbuffo ma faccio come voglio. Divoro romanzi a tradimento (mica hanno specificato che libri…)
    A 20 anni dicono che sono troppo sui libri e che dovrei divertirmi con altro. Accendo un computer e faccio come voglio.
    A 22 anni lamentano che uso troppo il computer, che non è un passatempo femminile e dovrei uscire di più. Mi trovo un fidanzato, mi iscrivo ad Informatica e faccio come voglio.
    A 24 anni ascolto loro e mi trovo un lavoro. Va da schifo. Faccio come voglio: mi licenzio, ricomincio gli studi, mollo il fidanzato e comincio a scrivere.
    A 26 anni ho una crisi di groupie: scrivo un’introduzione per una raccolta di testi di fans di Michael Jackson e apro una fanzine su Radio DeeJay, ancora su carta. Ma mi annoio. Faccio come voglio e chiudo tutto.
    A 28 anni, dopo la laurea ed un lavoro co.co.co.chicchiricchì.coccodè che però è così comodo vicino a casa, che così papà sta tranquillo, faccio come voglio e mi faccio assumere a Milano.
    A 32 anni, mandando in crisi l’albero generazionale, compro casa da sola e poi a sorpresa vado a convivere. Faccio come voglio, tranne che nell’arredamento (io la cucina la volevo BLU, sia chiaro!)
    A 34 anni ascolto loro e mi sposo. Che quando ascolto loro faccio sempre delle gran cazzate…
    A 37 anni mi sono comprata una moto. Mia madre disperata. Sono arrivata ad un pelo dalla patente, ho scoperto di avere un futuro da stuntwoman in cadute acrobatiche. Come cado io da ferma non ce n’è. Ho dovuto sospendere per altri motivi, ma faccio come voglio e per i 50 mi regalerò una custom rosa. Già lo so.
    A 40 anni ho ripreso a scrivere ed ho aperto un blog. Lavoro ancora con i Milanesi, ma ho ridotto le trasferte grazie ad Internet, che finalmente è anche un passatempo femminile. In palestra almeno 2 volte a settimana, ho appena rispolverato le mie racchette da tennis e sorrido quando sento delle trentenni sconsolate esclamare “eh, ma alla mia età, oramai, dove vado??”

    Imparate a fare quello che volete, e non vi ferma più nessuno.

    PS: Se per caso passate a Padova, l’8 maggio c’è la Pink Run, maratona tutta in rosa. Però eh, fate come volete!

      1. A dire il vero l’applauso va tutto alla mamma. In fondo la prima non-groupie di famiglia è lei. Nemmeno quando cerca tuttora di perpetrare insegnamenti millenari, ci crede veramente! 🙂

  7. I’m not a groupie è uno stile di vita, non solo un claim. È lo slogan che ogni Donna che si rispetti, e che rispetti se stessa, dovrebbe tatuarsi nell’anima.
    Sono Visual Designer, felicemente coinvolta nell’impermanenza del lifelong learning. Amo il mio lavoro, ma proprio nel Business ho incontrato uomini che danno ancora per scontato il binomio Donna=Groupie. Perché l’imprenditore è Uomo, il Manager pure.. e tu da Groupie vuoi saperne più di loro quando si parla di affari?
    BeH care mie, dopo qualche dritta ben assestata si arrendono all’evidenza e allora si, puoi dirlo forte: I’m not a Groupie!
    Fiera di aver fatto a meno, nella vita e nel Business, di abbassare la testa. Che poi oH.. visto mai mi cascasse la corona? 😛

    P.S.: Gli uomini non sono tutti così eH.. c’è per fortuna da ammetterlo 🙂

    1. Ciao Simona, hai vinto una maglietta!
      Riceverai a casa quella con la scritta “I’m not a groupie. I’m a superstar!”, facci sapere che modello preferisci e la taglia! Ti abbiamo appena inviato una mail.
      Grazie di essere una Non-Groupie!

  8. Non mi sento una groupies perché devo sempre fare di testa mia, anche quando sbaglio 🙂
    Elogio la lentezza e il non seguire il branco milanese che corre sempre.. Credo che ci sia quasi sempre una spiegazione a tutto e in mancanza di questo leggo i Peanuts e qualcosa succederà
    Mi piace pensare di essere considerata dagli altri accogliente e confortante proprio per questo atteggiamento, come i biscotti per snoopy..
    E allora..
    I’m not a groupies
    I’m a chicolat chips cookies

  9. Come al solito siete state favolose con i vostri commenti, per noi è stato davvero difficile scegliere la vincitrice del nostro contest!
    Così, sommerse dalla bellezza delle vostre dichiarazioni di non-groupismo, abbiamo deciso di premiare ben DUE di voi:
    diamo il benvenuto alle Non-Groupie CONSUELO e SIMONA!
    Vi regaleremo la maglietta “I’m not a groupie. I’m a superstar!”, aspettiamo solo di sapere che modello preferite (scollo? maniche?), la vostra taglia e il vostro indirizzo.
    Riceverete tutto a casa. Peccato che nel pacco non potremo mettere anche un nostro abbraccio e un cocktail per festeggiare con voi, ma sappiate che da Napoli e da Milano abbiamo fatto un brindisi in vostro onore!
    Grazie a tutte le non-groupie che hanno partecipato, restate qui con noi che presto avremo altre occasioni per giocare insieme a voi.

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