Sulle tracce del Conte di Cagliostro

Conte di Cagliostro a San Leo

CAGLIOSTRO
Palermo, 2 giugno 1743 – San Leo, 26 agosto 1795

Giuseppe Giovanni Battista Vincenzo Pietro Antonio Matteo Franco Balsamo.
Si chiamava così il famigerato Conte di Cagliostro.
Se siete romagnoli, ne avrete già sentito parlare e sicuramente da bambini vi avranno portato in gita a San Leo, la roccaforte dove il Conte fu rinchiuso e trovò la morte.

Ma partiamo dall’inizio.

Chi era Cagliostro?

Un furbo e sedicente truffatore, con il pallino per il libero pensiero, per noi che siamo in grado di razionalizzare gli eventi.
Il diavolo in persona, per chi in quell’epoca temeva il giudizio della Chiesa e il potere rivoluzionario dell’illuminismo.

Cagliostro nacque a Palermo e fin dai tempi della scuola si dimostrò irriverente e poco incline alle gerarchie e alle consuete dottrine.
Poco più che ventenne, si trasferì a Roma e si sposò con una giovanissima bella ragazza, Lorenza, che userà spregevolmente per guadagnare denaro e per introdursi in certi ambienti, costringendola alla prostituzione, pratica che a quei tempi era considerata quasi usuale. Alla vita lasciva di Lorenza, si aggiungevano gli espedienti truffaldini di Cagliostro, che falsificava documenti, diplomi, sigilli, pergamene.
Insomma, una coppia astuta e pronta a tutto, pur di non conformarsi a una vita fatta di lavoro onesto e dedizione religiosa.

Era piuttosto evidente che i due non si amassero, ma fossero uniti dalle mere circostanze.
Lorenza tentò di sfuggire alla mano del marito, ma lui l’accusò di abbandono del tetto coniugale dopo che lei lo aveva denunciato per induzione alla prostituzione. La partita finì patta e i due rimasero ancora insieme.

Ma quando si trasformò Giuseppe Balsamo in Conte di Cagliostro?

Quando fu iniziato alla Massoneria e riuscì a spacciarsi per alchimista, idromante, mago e quant’altro.
Continuando a viaggiare frequentemente, più perchè scoperto nelle sue vesti truffaldine che per proprio desiderio, Cagliostro arrivò a incontrare altri massoni e appassionati di alchimia.
S’inventò il Rito Egizio, un Ordine massonico-religioso, che cercò addirittura di far riconoscere al Papa.

E qui, forse, iniziò il suo declino.
Figuriamoci se la Chiesa di allora avrebbe potuto concedergli tutto questo potere, ben lontano dalla devozione ecclesiastica e dall’oscurantismo!

Come finì Cagliostro a San Leo?

Conte di Cagliostro a San Leo

Conte di Cagliostro a San Leo

L’Inquisizione iniziò a indagare su di lui. C’era solo l’imbarazzo della scelta tra le accuse: massoneria, alchimia, pratica della magia oscura, bestemmie, truffa, eresia, induzione alla prostituzione.
Fu un attimo e il Conte di Cagliostro fu processato e incarcerato nel 1789 a Castel Sant’Angelo a Roma.
Nel 1791 arrivò il trasferimento nella magnifica roccaforte di San Leo, sulle colline del Montefeltro.
La rocca era invalicabile, perfetta per contenere tutta la magia di Cagliostro, che continuava a terrorizzare il clero, convinto che Satana l’avrebbe aiutato a fuggire.

Conte di Cagliostro a San Leo

Conte di Cagliostro a San Leo

Conte di Cagliostro a San Leo

Conte di Cagliostro a San Leo

Dopo un brevissimo soggiorno in una cella che potremmo considerare più umana, oggi cosparsa di monetine e banconote, omaggiate dai tanti devoti del Conte, Cagliostro fu trasferito nel Pozzetto, una cella minuscola, a cui si poteva accedere solamente da una botola nel soffitto, da cui il prigioniero venne calato.

Un luogo oscuro e claustrofobico, la cui unica fonte d’illuminazione era una piccola finestra, protetta da tre ordini di inferriate, non fosse mai che il mago Cagliostro riuscisse a trasformarsi in altro per fuggire da quei minuscoli pertugi!

Conte di Cagliostro a San Leo

Conte di Cagliostro a San Leo

Conte di Cagliostro a San Leo

Conte di Cagliostro a San Leo

Cosa accadde al Conte imprigionato?

Impazzì.
Come chiunque altro avrebbe fatto al suo posto.
Questa fu di per sé un’ammissione di umanità e non certo di diabolico potere, no?
Ma la follia, le crisi mistiche, le frequenti ammissioni di pentimento, non bastarono a ridargli la libertà.
Il Conte di Cagliostro morì il 26 agosto del 1795, una data che per molti massoni è diventata importante.
Lo dimostrano i fiori e gli omaggi lasciati sul tavolaccio dove il Conte dormiva e dove fu ritrovato in coma. Il suo letto di morte.

La fama e il culto del Conte di Cagliostro restano immortali.
La roccaforte di San Leo racconta la sua storia, oltre ad ospitare attrezzi di tortura e a nascondere segreti indicibili.
Una visita assolutamente da fare, accompagnati dalla guida multimediale di un tablet che vi racconterà tutto quello che vorrete sapere, non solo sul Conte.

Io non sono poi così sicura che Giuseppe Balsamo Conte di Cagliostro fosse un uomo malvagio.
Di certo non era onesto fin nel midollo, ma probabilmente fu perseguitato con cotanta ferocia più per il suo non credere e non piegarsi alla Chiesa che per i suoi atti diabolici.
Alla fine, Cagliostro era un libero pensatore, un illuminista, un uomo che credeva nel potere degli uomini e non nel divino.
Un ostacolo per chi voleva soggiogare il popolo a suon di preghiere.
Lo trasformarono in martire, oggi venerato da chiunque creda nella magia, ed è questa l’unica certezza che porto con me, abbandonando la fortezza al tramonto.

Conte di Cagliostro a San Leo

Conte di Cagliostro a San Leo

VISITARE IL MUSEO DELLA FORTEZZA

San Leo si trova in provincia di Rimini. La Fortezza sovrasta il piccolo e suggestivo paese.
ingresso intero: 9 euro (con guida multimediale inclusa)
ingresso ridotto (sotto i 14 anni): 3 euro
Per informazioni: www.san-leo.it

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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