Seta colorata e leggende metropolitane: la magnificenza di Sonny Rollins

Nella mia ristretta cerchia di amici veri, si narra una leggenda: pare che assistere a un concerto di Sonny Rollins, cambi drasticamente la personalità dell’ascoltatore.
L’ho visto accadere più volte in questi anni.
Ragazze sempliciotte e umili, che escono da questa esperienza convinte di essere le migliori, le più colte, le più cosmopolite.
Musicisti anaffettivi che improvvisamente divengono coccolosi (ma forse, in questo caso, si tratta di un “carini e coccolosi” piuttosto farlocco, come per i pinguini di “Madagascar”).
Certo è che Sonny Rollins è davvero un colosso della Musica, tanto da rendere inconfondibile a tutto il mondo il soprannome “Saxophone Colossus”, derivante da uno dei suoi dischi migliori.
Prima di tutto, Rollins è un figo pazzesco, non solo in senso musicale.
Indossa casacche di seta colorate, che farebbero sembrare ridicoli molti altri, mentre la sua innata eleganza sa renderle stilose e di classe.
Ha capelli bianchissimi e sempre più afro, così cotonati da confondersi con le nuvole.
Gli occhiali scuri da vero divo, nascondono occhi belli e scintillanti come quelli di un ragazzino.
Si muove sul palco così fluido e potente, nonostante un evidente busto malamente camuffato dalla seta colorata.
Eppure Sonny è ormai un signore attempato che ha da poco compiuto 80 anni.
E’ un personaggio che ha vissuto tantissimo, ha suonato tutto e con tutti, ha imparato e si è evoluto meglio di chiunque altro.
Sonny Rollins è probabilmente il miglior improvvisatore di tutti i tempi.
Io ne sono perdutamente innamorata (ma va?).
A Sonny devo molto di quel che so del Jazz (che è pur sempre troppo poco, ahimè).
Negli ultimi giorni, vagamente tristi e difficili, ascoltare in loop “Moving Out”, “Plus 4”, “Tenor Madness” e “Saxophone Colossus” (li trovate tutti e anche di più in una bellissima raccolta Prestige) è stato quanto di più rigenerante potessi scegliere.
Sapere che c’è così tanta bellezza da ascoltare, non può che risollevare anche l’umore peggiore.
Grazie Sonny.
(e cerca di cambiare ancora e in meglio tutti i tuoi futuri spettatori e ascoltatori, ce n’è tanto bisogno!)


Come sempre, rubo qualche immagine al caro Roberto Cifarelli, che con la macchina fotografica non scatta, dipinge!

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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