Serie TV | Netflix ci porta a Marseille

Giuro che non avrei voluto, ma nella vita vera ho toccato la politica molto da vicino.

Sarà per questo motivo che poi mi sono appassionata alle serie televisive dedicate a presidenti, ministri, sindaci e amministrazioni? Ognuno reagisce come può, io ho preso il telecomando e ho iniziato a fare zapping.

Ho iniziato un milione di anni fa, seguendo fino all’ultima puntata West Wing, innamorata del comunicatore Samuel Norman “Sam” Seaborn / Rob Lowe.
Poi, in epoca più recente, sono arrivati Scandal e quella gran gnocca (di testa e di fisico) di Olivia Pope, mentre devo ammettere che quello stronzo di Frank Underwood non è riuscito a far breccia fino in fondo nel mio cuore con la sua House of Cards, forse perchè nello stesso periodo ero impegnata ad ammirare la prima ministra Birgitte Nyborg di Borgen, che ho amato fino all’ultima puntata.

Capirete che con una simile incipiente deviazione verso i temi del potere e del comando, ho stappato una bottiglia di champagne quando ho saputo dell’esistenza di Marseille, la prima serie francofona prodotta da Santa Netflix.

Marseille

Marsiglia è una città che amo profondamente. Per me è la Napoli di Francia, città magnifica e piena di contraddizioni, tra bellezza infinita e decadenza, ricca di persone generose e solari ma anche di criminalità spaventosa.
Ed è esattamente questo che vediamo nelle prime otto puntate di Marseille, una città che rimane a galla grazie all’impegno ventennale di un Sindaco sposato – prima ancora che con una fragile moglie violoncellista – con la politica e l’amministrazione pubblica. Un primo cittadino che ha la faccia di una delle mie passioni giovanili (sì lo so, non prendetemi per pazza), l’armadio a quattro ante Gerard Depardieu.

Marseille

Il Sindaco Tarot ha governato per vent’anni e ora, ignaro delle conseguenze, vuole lasciare spazio al suo delfino, il vicesindaco Lucas Barres, uno stronzo doppiogiochista senza scrupoli e disposto a tutto, che scopa in giro chiunque possa dargli potere – donne e uomini – e che non teme di immischiarsi con crimini e criminali.
Il biondo e impomatato Benoît Magimel interpreta Barres e all’inizio mi aveva convinta che la sua faccia da pesce lesso monocorde fosse un terribile errore di casting, poi, nel corso delle puntate, ho compreso che l’inespressività non è tanto dell’attore quanto parte di un personaggio freddo, calcolatore e senz’anima.
Per fortuna il nostro Gerard si accorgerà in tempo del grosso rischio di lasciare in mano Marseille a un essere così malvagio e correrà ai ripari ricandidandosi nel ruolo di sindaco.

Non è perfetto Tarot, anzi. Fin dalla prima scena vi accorgerete che ha terribili vizi e un ermellino al posto dello stomaco, abituato da anni a sopportare tutti i compromessi e il male della vita politica. Ma l’amore per la sua Marsiglia gli dà slancio e gli regala il fascino necessario a diventare un eroe, fragile ma pur sempre dalla parte di ciò che ci sembra giusto (ma lo sarà davvero?).
Una Marsiglia che, se avete avuto la fortuna di visitare almeno una volta, riconoscerete in ogni scorcio, assolata e vivace, ma anche cupa e feroce.

Tra segreti nascosti e svelati, assassini, spacciatori, tradimenti, sesso in ogni luogo e tanta fragilità umana, Marseille mi ha conquistata nonostante le diverse critiche lette online.
Aspetto la seconda serie e rinnovo il mio amore a Gerard, anche se oggi assomiglia a un capodoglio e stringe la mano a Putin.

Marseille

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Ha fondato www.lalettricegeniale.it per dedicarsi con slancio e perseveranza ai libri e alla lettura. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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