Serie TV | Cinque buoni motivi per guardare The Family

Tra una settimana esatta, il canale FOX inizierà a trasmettere anche in Italia la mia nuova passione televisiva: The Family.
La serie, negli Stati Uniti in onda su abc, è scritta da Jenna Bans, sceneggiatrice della scuderia di Shonda Rhimes e già produttrice esecutiva di Grey’s Anatomy e Scandal.

The Family

Da qualche giorno seguo le puntate in streaming, sul sito di abc, e mi sono fatta talmente prendere dalla tragica vicenda della famiglia Warren che in meno di due serate mi sono messa a pari con la programmazione americana, arrivando alla decima puntata, trasmessa domenica 1° maggio.
Ne mancano solo due al finale di stagione e sono curiosissima di sapere che ne sarà di Adam, dei suoi fratelli e della vera protagonista di questa storia, la madre Claire Warren, candidata a governatrice del Maine.

Ma facciamo un passo indietro e vediamo da dove parte il dramma di questa tipica famiglia americana.
Adam (Liam James), ormai diciottenne, ritorna a casa dopo dieci anni dal suo rapimento. Claire, poco prima della tragedia passata, si era candidata nel consiglio comunale, con l’incondizionato supporto del marito John (Rupert Graves), del figlio maggiore Danny (da ragazzo Rarmian Newton, da adulto Zach Gilford) e della figlia preadolescente Willa (da ragazzina Madeleine Arthur, da adulta Alison Pill). Dopo le indagini svolte dall’agente Nina Meyer (Margot Bingham), finisce in carcere il vicino di casa Hank (Andrew McCarthy), già pregiudicato per molestie a dei ragazzini. Hank confessa di aver ucciso Adam e la famiglia Warren si rassegnerà a una vita nel ricordo del bambino assassinato.
Passano dieci anni, Claire Warren ora è sindaco di Red Pine, John gira gli Stati Uniti tenendo conferenze sul proprio libro, che spiega come superare il dolore di un lutto, Willa segue la madre come ufficio stampa e Danny è un disoccupato alcolizzato. Adam ritorna dopo dieci anni, a sconvolgere un precario equilibrio familiare. Dove è stato? Chi l’ha rapito e tenuto segregato? Non certo il povero Hank, in carcere ingiustamente da troppi anni.
Il ritorno di Adam coinciderà con un altro grande avvenimento: Claire si candiderà a diventare governatore del Maine.

Da questo momento, tutto sarà rimesso in discussione, con colpi di scena, ricostruzioni, flashback e tutto quanto vi aspettate da un thriller fatto bene.

Perchè guardare The Family?

IL PLOT NARRATIVO
Tutto gira intorno a un argomento terrificante: la pedofilia.
Adam è stato rapito, Hank è un pedofilo e viene condannato per averlo ucciso, dopo averne probabilmente abusato. Ma Adam ritorna, quindi Hank – almeno questa volta – è innocente. Un altro pedofilo ha segregato il ragazzino, abusandone per dieci lunghi anni.
Vi viene in mente qualcosa di più terribile? Ben due molestatori di bambini nella piccola cittadina di Red Pine.
Passerete tutto il tempo della serie a domandarvi se davvero conoscete i vostri vicini di casa. Scioccante e morboso.

LA SCENEGGIATURA
Continui salti temporali, tra presente e passato, tengono incollati allo schermo. Vorrete sapere tutto ma proprio tutto ciò che si nasconde dietro ogni singolo membro della famiglia Warren, prima, durante e dopo il misfatto. Vorrete essere nella testa di Claire per capire se è davvero una buona madre o se usa le sue disgrazie per fare carriera politica. E Willa? Oh, Willa, quanto c’è da scoprire dietro la tua ossessione religiosa! Segreti ovunque, scritti e raccontati benissimo. Farete il tifo per quelli considerati cattivi e vorrete prendere a schiaffi i cosiddetti buoni.

IL SESSO
C’è ed è piuttosto promiscuo. E non mi riferisco solo a quello terribile, subito dal povero Adam.

IL CAST
Joan Allen, pluricandidata agli Oscar, è favolosa, così come l’altra prima donna Alison Pill, una Willa odiosa, bacchettona, gelida ma fragilissima. Liam James, un Adam con occhi enormi, teneri e sconvolti, merita una menzione speciale: non deve essere affatto facile interpretare un adulto di quasi diciannove anni, con l’animo di un ragazzino mai cresciuto e stuprato ripetutamente, con gravi difficoltà a distinguere tra finzione e realtà.

ANDREW MCCARTHY
Lo amavo infinitamente ai tempi di Bella in rosa con Molly Ringwald e me lo ritrovo qui, con un’espressione di cartone, le rughe affaticate, gli occhi sbarrati, pedofilo triste e consapevole. Hank è un personaggio straordinario e McCarthy gli rende giustizia, scena dopo scena.
Vorrete abbracciarlo, anche se vi sembrerà folle.

Quindi, che fate? Lo guardate The Family?

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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