Ricette | Ode ai canederli

Sono durate solo tre giorni, ma le mie vacanze sono state bellissime.
Da tempo ho imparato a godere molto di tutto ciò che ad altri appare miseramente poco, per questo il mio brevissimo soggiorno in Alto Adige è stato come un sogno, di quelli che al risveglio ti lasciano appagata e sorridente.

Se il lavoro non ti lascia partire per le due canoniche settimane verso mete lontane, regalati un lungo weekend in un luogo incantevole, mi sono detta quando ho capito che quest’estate 2015 non sarebbe certo stata la stagione del riposo.
E per me, montanara ancora inesperta ma molto entusiasta, non c’è nulla di più rilassante di un paesaggio verde, frastagliato di picchi rocciosi e accompagnato dal suono dei campanacci di mucche al pascolo.

Per le mie vacanzine ho scelto la Valle Isarco.
Tra i prati di Laion ho sciolto i nodi dei pensieri più complessi e ho ritrovato il benessere fatto a pezzi dallo stress degli ultimi mesi milanesi.

i meravigliosi prati verdi di Laion
i meravigliosi prati verdi di Laion
il cielo blu sopra San Pietro di Laion
il cielo blu sopra San Pietro di Laion

Affacciata sui monti più belli d’Italia, ho festeggiato il mio compleanno, con dei meravigliosi canederli: in brodo, con lo speck, al formaggio, accanto al goulash, non ho potuto nascondere il mio amore per queste sfere nutrienti e golose!

Per questo ho sottoposto a interrogatorio un paio di autoctoni e ho portato a casa con me la ricetta dei veri canederli altoatesini, che al primo fresco autunnale cucinerò con grandissima gioia.
La condivido con voi, perchè una tale bontà non può non essere diffusa il più possibile.

Ingredienti per 4 canederli (cenetta romantica per due)

130 g di pane raffermo (si usano i panini come la rosetta)
80 g di Speck dell’Alto Adige (si usa anche il grasso, non buttatelo, sarebbe un sacrilegio!)
1 uovo
100 ml di latte
1/2 cucchiaio di cipolla, tritata finemente
1 cucchiaino di burro
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
1/2 cucchiaio di erba cipollina tritata
farina in minuscola dose
sale e pepe

Tagliare le rosette in piccoli cubetti di circa mezzo cm e lo speck a dadini fini.
Sbattete l’uovo con il latte, aggiungete sale e pepe e mettete in ammollo il pane, fino a quando non sarà ammorbidito (attenzione, non spappolato!).
Rosolare la cipolla nel burro ed aggiungere lo speck. Aggiungere il composto al pane ammorbidito, con il prezzemolo e l’erba cipollina.
Aggiungere quindi un po’ di farina: la quantità varia a seconda della consistenza del pane bagnato, sta a voi essere così attenti da non esagerare, per non rendere il canederlo stopposo. Di solito un cucchiaio raso di farina basta ad amalgamare il composto.
Mescolare e lasciare riposare per venti minuti.
Formare finalmente i knödel, prendendo un po’ di impasto con le mani bagnate e creando le palle di circa 6 cm di diametro (a me piacciono quelli piccoli, ma si possono fare anche molto più grandi). L’impasto va lavorato con molta delicatezza, ricordiamoci che con la dolcezza si ottiene sempre tutto, anche un buon canederlo!
Cuocere i canederli nel brodo per circa 15 minuti.
Potete servirli così, belli bollenti, oppure asciutti e ricoperti di burro fuso e formaggio.

Un buon canederlo può subito farvi sentire meglio, dopo una brutta giornata in ufficio.
Nell’attesa di partire per un altro meraviglioso weekend in Alto Adige.

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About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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