Le indimenticabili ragazze toste delle serie TV

*** ATTENZIONE ***
IN QUESTO POST POTREBBERO ESSERCI SPOILER DELLE SERIE TELEVISIVE CHE NON AVETE ANCORA VISTO
(MA IO CHE VI CONSIGLIO DI RECUPERARE)

Se vi chiedete quale sia la mia serie televisiva preferita di sempre, vuol dire che non leggete abbastanza questo blog.
Lo sanno anche gli snob intellettuali che si vantano di non avere la tv, che io vado pazza per Grey’s Anatomy.
Ve l’avevo confessato QUI, raccontandovi anche che sono sempre più convinta di poter operare a cuore aperto qualche malcapitato che si senta male in mia presenza.
Non è un caso, infatti, che i miei personaggi preferiti tra le corsie del Grey Sloan Memorial Hospital siano due donne cazzutissime, spietate e pronte a tutto.
La prima è la mitica Cristina Yang, straordinaria cardiochirurga con il senso materno di un carciofino sott’olio e dotata di ironia e sagacia degna dei vecchietti del Muppet Show.

La seconda è la chirurga neonatale Nicole Herman, interpretata magnificamente da una graffiante e superba Geena Davis nell’undicesima stagione della serie.

Ripensando a questi due personaggi, m’è venuta una gran voglia di raccontarvi quali siano state le ragazze toste delle serie televisive che ho amato di più e che hanno fatto parte della mia formazione da telespettatrice seriale.

Buffy The Vampire Slayer

Buffy The Vampire Slayer

Non ero proprio una ragazzina ai tempi di Buffy l’ammazzavampiri, serie andata in onda negli Stati Uniti tra il 1997 e il 2003. In Italia la prima puntata fu trasmessa nel 2000 e a quell’epoca ero una ventiseienne con un lavoro e una lunga serie di problemi sentimentali.
Avrei forse dovuto snobbare la storia di questa liceale interpretata da Sarah Michelle Gellar, che arriva nella piccola cittadina di Sunnydale dopo essere stata espulsa da un liceo di Los Angeles per aver dato fuoco alla palestra. Un ragazzata, hanno pensato il preside e il corpo docenti, ma la realtà aveva visto Buffy combattere contro i vampiri che avevano invaso la scuola e sferrare l’attacco finale dando fuoco alla struttura, per riuscire a salvare se stessa e i compagni.
Peccato che nessuno si fosse accorto di questa invasione, trasformando quindi la nostra eroina sedicenne in una scapestrata studentessa ribelle, costretta a cambiare vita in compagnia di una madre altrettanto ignara dei poteri della figlia.
Buffy è la prescelta per il ruolo di Cacciatrice ed è quindi costretta a combattere ogni giorno, per salvare gli umani dai terribili predatori vampiri.
E lo fa in modo stiloso e molto rock.

Nonostante la serie si svolga in un liceo, tra tardo adolescenti sia umani che vampiri, Buffy The Vapire Slayer è divenuta in poco tempo un cult anche per gli adulti (o per quelli come me, che a 26 anni si fingevano adulti ma adoravano riguardare le vecchie puntate di Beverly Hills 90210).
Non mancava nemmeno la storia d’amore struggente e romantica, capace di farci sognare e sospirare: chi di noi non ha perso la testa per il tenebroso vampiro Angel, che resta buono e innocuo fino a quando non si lascia andare alla passione carnale con la nostra Buffy, riportando alla luce istinti primordiali malvagi e terribili?

Come va a finire?
Non ve lo dico, ma sappiate che io non sono mai stata del #teamSpike.

Kalinda Sharma

Kalinda Sharma

Parliamo di The Good Wife, una delle migliori serie degli ultimi dieci anni, pluripremiata a ragione e da rivedere ogni volta che si può.
Rai4 durante l’estate l’ha rimessa in onda e io, per non perdere l’abitudine, l’ho riguardata con lo stesso entusiasmo della prima volta.
In molti hanno amato la protagonista interpretata da Julianna Margulies, quella brava e mite moglie e madre, finita sui tabloid per il tradimento del marito, che dal 2009 al 2016 – in sette stagioni – si trasforma in donna determinata e indipendente.
A me, sinceramente, l’avvocatessa Alicia Florrick non è stata mai simpatica e nemmeno per un minuto mi sono sentita solidale con lei. Non voglio poi commentare la sua grande storia d’amore con il suo capo Will Gardner, perchè se ci penso mi prudono ancora le mani.

Io voglio parlarvi di lei, dell’investigatrice dello studio legale in cui lavora Alicia: la sexy, scaltra, coraggiosa e determinata Kalinda Sharma.
Interpretata magistralmente da Archie Panjabi, Kalinda si svela puntata dopo puntata, rivelandosi una donna dai tanti segreti, bisessuale senza vergogna, talmente indipendente da non avere legami affettivi (o almeno è così, fino a quando non conosce Alicia e Cary Agos, altro personaggio meraviglioso, di cui sento sempre la mancanza).

Con il passare delle puntate scopriremo che Kalinda ha un passato non semplice da cui fuggire e da cui proteggersi, e per questo, se possibile, l’ameremo ancora di più.
Scopriremo che la sua amicizia con Alicia è così profonda da scatenare in lei i primi veri sensi di colpa di una vita fatta (apparentemente) di durezza e cinismo.
Poi, un giorno, sarà costretta ad andarsene e a lasciarci con l’amaro in bocca, perchè senza Kalinda, senza la sua giacchetta di pelle e i suoi stivali, The Good Wife non sarà più la stessa cosa.
A me manca ancora.

Samantha Jones

Samantha Jones

È la più provocatoria di tutte. La più simpatica, la più libera, la più oltraggiosa e la più realista.
È sicuramente il personaggio femminile che più di chiunque altro ci ha deliziati con le sue battute esplicite sul sesso e gli uomini.
È Samantha Jones e per me il suo nome fa rima con femminismo.

Siamo nel 1998 e negli Stati Uniti va in onda la prima puntata di una serie televisiva che cambierà il modo in cui gli uomini guardano le donne.
Una serie molto più realistica di ciò che si vorrà mai ammettere.
Sex and the city è ambientata a New York e racconta l’amicizia tra quattro donne molto diverse tra loro ma unite dalle stesse disavventure sentimentali e sessuali. Pare che trovare un uomo sano, intelligente, piacevole e non pazzo e squilibrato, sia un’impresa titanica e… COME DAR LORO TORTO?
La protagonista principale è Carrie Bradshaw, giornalista poco più che trentenne, che racconta al mondo storie di sentimenti e sesso negli anni 2000, dalle pagine della sua rubrica sul New York Star.
E brava Carrie, innamorata del fetente Mr. Big, che ci sfrancuglierà los balotas per ben sei stagioni.

Il mio amore e la mia devozione, però, vanno tutte a Samantha, interpretata dalla divina Kim Catrall.
L’unica donna capace di dire la parola “pompino” con la stessa classe con cui la Regina Elisabetta porge il saluto alla nazione.
Femmina intraprendente, professionista delle PR in grado di firmare contratti di altissimo livello, Samantha non nasconde di essere un pochino più anziana delle sue tre amiche, tanto da vantarsi del suo passato trasgressivo trascorso nel mitico Studio 54.
Ha sdoganato in tv il sesso orale, i sex toys, il sesso a tre, le orge, i superdotati, e – soprattutto – le relazioni tra uomini giovani e donne più mature.
Non ha mai permesso a nessuno di giudicarla e se n’è fregata alla grandissima di chiunque volesse imbrigliarla e limitarne la libertà.
E quando ha combattuto contro il fottutissimo cancro, non ha avuto timore di parlare dei terribili effetti collaterali della chemio, tra i quali ci sono pure la secchezza vaginale e il calo del desiderio.

Samantha Jones è il mio idolo e nessun complimento per me è più gradito “parli come Samantha”.
E vi assicuro che non sono solo le parole ad accomunarci.
Samantha, I love U.

Grace Hanson

Grace Hanson

Vi basta guardarla per pochi secondi per capire il perchè io abbia perso la testa per Grace Hanson, la co-protagonista di Grace and Frankie, serie televisiva prodotta da Netflix, di cui vi ho già parlato QUI.
Si può arrivare a 70 anni con così tanta classe e bellezza?
Io forse no, ma Jane Fonda sì, e lo ha fatto con cotanta grazia da riuscire a farci credere che anche per noi sia possibile.

Grace è quella gelida, la moglie viziata, quella che non si concede mai un momento di debolezza e che ha un passato da integerrima imprenditrice di successo.
Tutto questo suo essere crolla nel momento in cui viene messa al corrente dal marito che ora lui è gay e vuole pure il divorzio, per stare con il suo socio/amante (marito di Frankie).

Si può ricominciare a vivere alla soglia della terza età?
Certo, si può. Magari indossando splendidi pantaloni con le pinces, golfini di cashmere, camicie di seta candide come la neve e magnifiche perle.
Elegantissima anche quando si sente tragicamente a pezzi, Grace/Jane è una guru per tutte le donne che pensano che la vita dopo una certa età non possa riservare sorprese.
Lei le sorprese le affronta, le domina e le volge a proprio favore.
E mentre lo fa riscopre il suo ruolo di madre, amica e amante.
Sì, c’è pure il sesso in Grace and Frankie e mi piace immaginare che questa serie geniale sia l’evoluzione di Sex and the city.
Ragazze per sempre, sempre alle prese con problemi d’amore.

Karen Walker

Karen Walker

Karen Walker è indubbiamente la santa patrona di tutte le amanti della vodka.
E presentarla così non rende abbastanza giustizia a questa peperina dalla voce stridula, pregna di alcool e battute taglienti!
Il cinismo di Karen è una pietra miliare di tutte le serie televisive che siano mai state prodotte, il suo essere disturbante e snob oltre ogni livello morale è da considerarsi patrimonio della (dis)umanità.
Ma chi è Karen?
È la politicamente scorretta co-protagonista di Will & Grace, la sit-com che per otto stagioni ci ha fatto ridere di gusto, raccontandoci la pazza amicizia tra Grace, nevrotica arredatrice d’interni, e Will, avvocato gay, con le intrusioni di Jack, attore gay fallito e fannullone impertinente, miglior amico di Will e devoto ammiratore della nostra eroina.
Insieme i quattro hanno dato vita a una delle serie più amate degli anni 2000, venerata al punto tale dai fan di tutto il mondo da aver costretto il network NBC a produrre un revival che vedrà la messa in onda della prima puntata proprio il prossimo 28 settembre.

Perchè adoro Karen?
A parte per l’amore comune che nutriamo per la vodka, trovo in lei quella sfacciataggine tipica di chi della vita ha capito tutto!
Il suo matrimonio con il ricchissimo e obeso (quanto invisibile) Stanley e il suo rapporto d’amore/odio con la domestica Rosario arricchiscono di sfumature irriverenti un personaggio così assurdo da risultare davvero realistico.
Karen lavora per Grace, ma passa il tempo a mettersi lo smalto, ingoiare pillole e Martini, a prendersi gioco di tutti coloro che incontra.
Nella sua follia, Karen Walker è una vincente e non si può non volerle bene.
E Megan Mullally, l’attrice che le ha dato corpo e voce, alla soglia dei 60 anni è semplicemente favolosa.
Non vedo l’ora di rivederle in tv.

Alexis Colby

Alexis Colby

Non potevo non chiudere questo lungo post dedicato alle ragazze toste delle serie tv senza citarne una delle capostipiti: la leggendaria Alexis Colby, interpretata dalla magnifica Joan Collins.
Finalmente posso dire che ero piuttosto piccolina quando la vidi comparire in televisione, nella soap opera Dinasty. Avevo nove anni e fu colpo di fulmine per il suo portamento, per i suoi abiti di classe, per i cappelli eleganti, per i gioielli costosi e scintillanti e per quel suo modo di tenere la sigaretta, con il braccio alzato e distante dal viso.
Alexis Colby, è la prima perfidissima moglie di Blake Carrington, ricco e potente magnate del petrolio, che sarà cacciata dal letto coniugale per tradimento.
Memorabile il litigio con tanto di spintoni e tirate di capelli tra Alexis e la piagnona Krystle, seconda moglie (ed ex segretaria) di Blake.

Alexis è snob, arrogante, calcolatrice, un’arrampicatrice sociale che nasconde segreti inenarrabili, una madre possessiva ma assente, una donna di cui non ci si può mai fidare.
Ed è soprattutto una tenace e determinata ragazza tosta, al punto da sopravvivere alla terribile caduta che avviene nell’ultima puntata della soap, trasmessa negli Stati Uniti nel 1989.
Alexis è una gatta, ha nove vite e le ha usate tutte per farsi strada nel mondo, costi quel che costi.
Non l’ho mai dimenticata e confesso che un po’ del suo arrivismo mi avrebbe fatto comodo in parecchie situazioni.

Ho forse dimenticato qualcuno?
Per voi, quali sono le migliori ragazze toste delle serie TV?

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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