Musica | Buon compleanno Miles Davis

Oggi è il compleanno di Miles Davis, santo protettore di questo blog e mio grande, immenso amore.

Miles Davis

Miles Davis

Moltissime amiche attratte dal jazz ma spaventate all’idea di partire con il disco sbagliato, mi hanno spesso chiesto di dare loro qualche suggerimento per iniziare una piccola discografia. Premetto sempre che io non sono così colta da poter dare consigli con l’accuratezza di un vero musicologo, ma di certo è l’istinto che muove i miei gusti e ciò che mi piace e mi appassiona spesso ha senso anche per chi ha fiducia in me.

Per festeggiare questa giornata così importante, ho deciso di raccontarvi a modo mio tre dischi di Miles, il primo Miles, quello del jazz e del cool, prima delle evoluzioni straordinarie che lo portarono verso le sonorità elettroniche di Bitches Brew.

Cookin’

Registrato nel 1956 per la Prestige, è il primo di quattro album nato dalle due sedute di registrazione di Miles con il suo storico quintetto composto da John Coltrane al sax tenore, Red Garland al pianoforte, Paul Chambers al contrabbasso e Philly Joe Jones alla batteria.
Si trovarono in studio e iniziarono a suonare per un’ora e mezza, senza interruzioni e senza mai ripetere lo stesso brano, come se si trovassero in un jazz club con il pubblico di fronte.
Da quella ora e mezza di musica furono tratti anche Relaxin’, Workin’ e Steamin’ with the Miles Davis Quintet.
Fu l’ultimo lavoro in casa Prestige Records e contiene la sublime My Funny Valentine.
Dovete ascoltarlo per capire che il jazz è sì improvvisazione, ma non è mai e poi mai improvvisato.

Cookin' - Miles Davis

Kind of blue

Nel 1959 Miles Davis registra l’album che diventerà uno dei più venduti nella storia del jazz. Perchè dovreste ascoltarlo? Pensate a sette musicisti (Miles Davis alla tromba, Julian “Cannonball” Adderley al sax contralto, John Coltrane al sax tenore, Wynton Kelly al pianoforte in Freddie Freeloader, Bill Evans al pianoforte, Paul Chambers al contrabbasso e Jimmy Cobb alla batteria) che si trovano in studio senza aver fatto alcuna prova e che hanno davanti a sé solo delle bozze di melodia sulle quali improvvisare. Tenetelo a mente per tutto l’ascolto e poi, alla fine, ditemi se questo non è genio creativo allo stato puro.
E’ stato il disco che per primo mi ha fatto innamorare di Miles e porto tatuato sulla schiena un pezzetto di Blue in green, per non dimenticarmi mai che certi amori sono per sempre.
So what è il mio brano del lunedì mattina, un rituale a cui difficilmente rinuncio. Se lo ascolterete almeno una volta, mi darete ragione.

Kind of blue - Miles Davis

Sketches of Spain

Pubblicato nel 1960 ma registrato in due sessioni a partire dall’anno prima, è nato dalla collaborazione tra Miles Davis e il compositore Gil Evans.
E’ facile intuire che si tratti di musiche spagnole e spagnoleggianti, alcune tradizionali riarrangiate da Evans, una di Manuel De Falla e un movimento del Concierto de Aranjuez di Joaquin Rodrigo. Gli arrangiamenti di Evans erano così complessi da mettere in seria difficoltà i musicisti e Miles dovette intervenire chiedendogli di rendere la vita un poco più facile a tutta l’orchestra.
E’ jazz o non è jazz? Per i puristi dell’epoca – ma anche per quelli odierni – Davis s’era piegato a fare musica più commerciale e facilmente udibile da un grande pubblico.
Io la trovo così piacevole ed entusiasmante che, francamente, non m’importa di etichettarla.

Sketches of Spain - Miles Davis

Buon compleanno Miles e buon ascolto a tutti voi.

Miles Davis

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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