Musica |E tu sai cos’è la Blue Note?

Cos’è il Jazz? Amico, se lo devi chiedere, non lo saprai mai.
Louis Armstrong

Caro Satchmo hai proprio ragione, ma come la mettiamo con chi non ha il TUO talento e non ha la MIA sora?

Se non siete parenti di Armstrong e non avete seguito questo blog fin dalle sue origini come me, probabilmente per voi la musica jazz è tutto un mondo da scoprire. Magari avete già approcciato ai virtuosismi di Miles Davis o alla bellissima malinconia di Chet Baker, ma non ne sapete di più.

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Non ne conoscete le origini, dal ragtime, al blues e nemmeno avete mai sentito parlare della varietà di stili e sotto generi che hanno caratterizzato tutto il secolo scorso: il dixieland della colorata New Orleans, lo swing delle grandi orchestre degli anni trenta, il bebop, il jazz freddo degli anni cinquanta, fino al free jazz, alla fusion, all’acid e al nu-jazz.

Vi siete persi? Non vi preoccupate in edicola c’è una soluzione per costruire la vostra discoteca jazz, la Blue Note Jazz Collection.
La storia del jazz moderno in 70 uscite provenienti dal catalogo di una delle etichette più importanti, la Blue Note. Fondata nel 1939 da Alfred Lion e Francis Wolff, immigrati ebrei tedeschi che arrivarono in america e rivoluzionarono la scena jazz. Nei loro archivi si trovano le registrazioni dei nomi più importanti; infatti la collezione è costituita da 70 volumi monografici corredati da altrettanti cd, grazie ai quali ripercorrere la storia del jazz e dei suoi protagonisti.
In un percorso ideale, rivivrete esecuzioni, performance e le tappe più importanti che hanno segnato e costruito la leggenda del Blue Note, grazie alla selezione e alla scelta editoriale del critico musicale Riccardo Bertoncelli.

Ogni settimana avrete appuntamento con Miles Davis, Herbie Hancock, Sonny Rollins, Art Blakey, John Coltrane, Bud Powell, Lee Morgan, Horace Silver, Hank Mobley, Wayne Shorter, Thelonious Monk e tanti altri. E se come me siete scordarelli e non avete un simpatico edicolante che vi tiene da parte l’uscita, potete abbonarvi sul sito deagostini.com/bluenote.
Io credo che approfitterò dell’offerta che ho visto online: sconto del 50% sul primo invio con i fascicoli 2 e 3, oltre a due gadget targati Blue Note, la mug per gustarsi un tè durante gli ascolti e il pratico carica batterie per portare in giro il vostro amore per il jazz.

Tornando alla blue note, ecco come l’hanno spiegata a me!
La nota blu – tipica solo del jazz e del blues – corrisponde a Mi Sol e Si della scala di Do suonata o cantata in maniera calante, ovvero abbassata di un semitono. L’aggettivo blue è strettamente connesso alla maliconia e alla leggera tritezza che viene associata a questo suono indefinito e tipico della musica afro-americana. Avete presente quando i chitarristi stirano le corde con i polpastrelli, e la chitarra piagnucola una nota? Quella è la blue note.

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About Nunzia Arillo

Sociologa, communications manager e, soprattutto, napoletana. Costantemente impegnata nella lotta tra serio e faceto. Riempie la sua vita - con la stessa intensità - di innovazione, libri e caffè. Non si ferma davanti a niente, nemmeno di fronte all'etichetta "lavare solo a secco". Crede nella reincarnazione e nella prossima vita vorrebbe essere manichino da Bergdorf Goodman. E' sedotta dal lusso, ma conosce la parola "mercatino" in tutte le lingue del mondo. Scrive sempre e ovunque pure su rotoloni asciugatutto (true story), non meravigliatevi di trovare la sua firma su magazine di musica, moda e luxury. Mollerebbe tutto per seguire Ivano Fossati ma la sua unica divinità è Stevie Wonder. La mattina si sveglia con il sorriso ma non dovete parlarle prima del caffè. Adora i numeri dispari, ma le piace ordinare le cose per 10.

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