Musica | Joe Barbieri, cosmonauta tra le mie cicatrici

Il kintsugi (金継ぎ), o kintsukuroi (金繕い), letteralmente “riparare con l’oro”, è una pratica giapponese che consiste nell’utilizzo di oro o argento liquido o lacca con polvere d’oro per la riparazione di oggetti in ceramica (in genere vasellame), usando il prezioso metallo per saldare assieme i frammenti.
Wikipedia

La musica di Joe Barbieri è il kintsugi della mia anima.
E’ l’oro che ricuce le mie cicatrici e che rinsalda i miei pensieri bistrattati dalla vita quotidiana.

Joe lo sa che io ho bisogno della sua voce, delle sue parole, delle sue note, delle melodie che riesce a trasformare in magia e panacea dei miei piccoli mali.
Joe lo sa e non mi fa mai attendere troppo tra un disco e l’altro.
A tre anni di distanza da Respiro e a poco meno di due da Chet Lives!, è finalmente arrivato l’oro di Cosmonauta d’appartamento.

Non posso raccontarvi la musica di Joe, non sono abbastanza brava per farlo.
Vorrei però regalarvi una citazione per ogni canzone, augurandovi che diventino importanti per voi, come ora lo sono per me.

Il disco si apre con Itaca, attualissima nel rammentarci i viaggi della speranza dei nostri fratelli africani.
Il viaggio come necessità e salvezza.
Come desiderio di partire per rimettersi in gioco e ritrovare se stessi.
Viaggiare per sopravvivere o per imparare a vivere.

Io sono un migrante senza meta
la metà di un’occasione mancata che adesso non mai mancherà

Ci sono piccoli privilegi che rendono la mia vita un bel posto dove stare.
Chiedi alla polvere
l’ho imparata a memoria mesi fa, quando ancora non era ufficialmente nata.

E’ un dito nella piaga questa vita che si piega
ma nella tasca alla fine non ci sta

Esiste un algoritmo amoroso che ci fa innamorare di questa o di quella persona? Io in matematica ero una vera schiappa, sarà per questo che in amore ho sempre fatto una gran confusione!
La matematica di un sentimento è la risposta. Forse.

Vieni radicale bellezza
alchimia che sovverti la camera oscura della mia amarezza

Subaffitto, struggente e dolorosa, è il ricordo di due amanti, raccontato dalle mura che li hanno ospitati. Nostalgica, come un amore in bilico tra ciò che è stato e ciò che non può più essere.

Tutto è rimasto com’è, è un santuario di neve
devoto a un dolore che ci sopravvive e che statue di sale ci vedrà
per sempre

L’arte di meravigliarmi è il dogma prezioso che tutti dovremmo praticare.

Io per una volta cerco di abbandonarmi
di imparare da capo la lezione del sorriso e l’arte di meravigliarmi

La melodia di Facendo i conti è un viaggio nel tempo, attraverso gli anni del miracolo economico, quando l’Italia era un paese migliore, pieno di speranze, di sogni, di bellezza da ammirare. E’ un atto d’amore verso il nostro indimenticabile cantautorato.
Una ballata romantica che toglie il fiato.

Ma lasciami il gusto irragionevole di credere
l’assurda debolezza di decidere che nonostante tutto
è ancora insieme a me che il cielo chiede di vederti

Nel bene e nel male è un’allegra ode alla consapevolezza, al volersi bene e al rispetto, per se stessi e per tutto il mondo.
Lo ammetto, è la mia preferita.

Che parlino al vento, che dicano pure
non sia tua la casa del luogo comune
permettiti il lusso di un’altra opinione
è tuo il beneficio di poter cambiare

Tu sai, io so è l’incontro di due magnifiche interpretazioni: quella sofisticata di Joe e quella marcatamente espressiva di Peppe Servillo, due chansonniers che omaggiano l’esistenzialismo e la profondità di Jacques Brel.

A cosa devo il piacere di questo dolore di prima mattina
che mi sorprende di schiena a strapparmi un sorriso
come fosse una spina

Cicale e chimere è una deliziosa canzoncina, ricamata di leggerezza e luce, allegra e vivace come il sorriso di un bambino che impara a camminare.

Non vedo altre possibilità, in cambio prenditi i dischi dei Beatles
non li ho ascoltati poi mai chissà quanto
ma se te li prendi poi sei cosa mia

Il duetto con l’incantevole Luz Casal  in Un arrivederci in cima al mondo mi strappa ben più di una lacrima e mi ricorda la storia di quelle persone che non riescono a stare insieme, nonostante l’amore che li lega…

Forse, dopo tutto, come un seme come un frutto
resta ancora una scintilla che noi non abbiamo spento…

Il disco si chiude con la title track Cosmonauta d’appartamento, un gioioso choro accompagnato dal bandolim di Hamilton De Holanda.
E nel finale, ci sono anche io che canto, con tantissimi altri amici e ammiratori di Joe.

… ma io sono un po’ cosmonauta che va dove soffia il vento
però nel mio appartamento io voglio tornar
che va piano va lontano e lontano è una chimera
però quando viene sera il mio pensiero vola qui

Registrato tra Napoli, Rio de Janeiro, Parigi, New York, Copenaghen e Madrid, Cosmonauta d’appartamento è un intenso viaggio tra diverse culture e generi musicali di ogni parte del mondo: choro, tango, manouche, chanson, rap, flamenco, bossanova, magistralmente arrangiati ed eseguiti.

Io che ormai viaggio solo attraverso i libri, i sogni e la musica, non posso che essere grata a Joe Barbieri per questo suo dono, oro tra le mie cicatrici.

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About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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