Motori | Due anni di noi

Oggi sono 2 anni.

È la prima volta dopo tanto tempo che dura così tanto nella mia vita ed è tutta mia.
Per molti anni ho cambiato ogni pochi mesi: sempre diverse, sempre nuove, sempre di passaggio.
Tutto transitorio, vietato affezionarsi.
Tutto veloce, vietato fermarsi.

I miei figli pensavano fosse normale cambiare 4 auto all’anno. Io pensavo non mi sarei più saputa fermare. La noia mi spaventava. Attaccarmi, mi spaventava.
Chi mi conosce sa che la chiamo ‘il mio primo sorriso del mattino’, chi non mi conosce si stupisce del mio attaccamento. In pochi mi capiscono, e guarda caso sono tra i miei più cari amici. Sono a disagio se non è pulita, se ha un graffio, se è ammaccata soffro.

Ho passato in macchina mesi interi della mia vita. Ho guidato di notte per esserci al risveglio dei miei figli.
Dalla macchina ho cantato ninne nanne al viva voce, con la macchina ho raggiunto amori lontani e amici sperduti.
In macchina ho allattato e una volta ho anche dormito in autostrada, ferma in un parcheggio, esausta alle 2 del pomeriggio, insieme ai bambini piccolissimi, sola.
Ho mille ricordi di strade, ricordo le singole curve e la musica di ogni viaggio che mi portava verso qualcosa in cui speravo. Ricordo il brano della prima volta che sono partita sola dopo la separazione dal padre dei miei figli e ricordo dove ho parcheggiato quando ho divorziato. Ricordo il parcheggio in cui sono stata lasciata e ricordo quanti km ho fatto l’ultima volta che sono stata bene in un week end romantico.
Ricordo le persone che ho chiamato durante viaggi difficili e quelle che ho chiamato perché mi aiutassero a far volare il tempo verso mete bellissime che non vedevo l’ora di raggiungere.

In macchina urlo forte quando sento male, non mi ascolta nessuno e mi scarico. In macchina piango, posso singhiozzare e nessuno sente. E abbasso i finestrini quando vado forte per darmi la carica e canto, cosa che non posso fare davanti a nessuno.
Non sono capace, morirei di imbarazzo. Il giro tangenziale est-tangenziale ovest è stato il mio Xanax per anni. Il pieno alla macchina, la mia coperta di Linus.
Ad ogni momento buio è corrisposto un giro notturno in auto.

Saper guidare qualsiasi cosa e saperla poi anche parcheggiare è un insegnamento di mio padre: puoi avere solo ciò che sai gestire.
Non è attaccamento alla macchina, è molto di più.
Non è un oggetto, è uno strumento di indipendenza.
È il mio teletrasporto.

Ho avuto il cambio in auto per anni. Perché per anni ho avuto bisogno di scappare all’improvviso.
Ora mi muovo ancora tanto, ogni tanto scappo ancora e quando inizia l’autostrada sto sempre bene. Ho dove tornare, per quello amo partire.

Auguri ragazza, abbiamo un contratto ancora per due anni, ed avere la certezza della durata minima del nostro rapporto è la cosa migliore che ci poteva ( o potesse?) capitare.

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About Agnese Scarito

Mamma di gemelli, digital pre-Social, sostenitrice del tacco 12 ma proprietaria di Birkenstock. Leggo, ascolto, scrivo e lavoro in ordine sparso. Ho fissazioni anziane come Mina, Cesare Pavese e le auto. Amo i cambi Steptronic ma la mia macchina preferita è una Giulietta del '59. Mi appassiono di quasi tutto, se chi me lo racconta ha passione. Quindi scrivo per passione.

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