Motori | Di Giulie, Giuliette e Stelvio

Vi presento Giulietta.
Era la fine degli anni ’50 e le linee erano affusolate, eleganti e sinuose.
Una grande griglia cromata, l’inconfondibile scudo che caratterizzava il bellissimo sguardo di una macchina affascinante, la mia preferita.

Un bellissimo esemplare di questo sogno di auto, in versione prototipo firmato Pininfarina, lo potete trovare al Museo dell’Alfa Romeo di Arese, di cui presto vi parlerò.

Alfa Romeo Giulietta Cabrio
photo credits | www.johnywheels.com

Nasco alfista, figlia di alfista, con il gusto per la trazione posteriore e la guida sportiva. Una lunga serie di Giulia Super in casa mia, foto con la Giulietta ed un papà sbarbato in bella vista sul comò.
Per me Giulietta  è spider e Targa Florio, eleganza e prestazioni, carattere e italianità.
Mi sono traslata nel nuovo millennio con la nuova Giulietta, sicuramente una delle auto più belle della sua categoria, con innegabile linea del Biscione e motorizzazioni e prestazioni all’altezza.

Ma c’è un ma… ancora niente trazione posteriore. E io ho ceduto a una tedesca per disperazione, per noia, per crisi del settimo anno, perchè aspettavo fiduciosa un cambio di rotta nelle Alfa Romeo, che forse inizia a vedersi solo adesso con l’arrivo della Giulia.
Finalmente un’ammiraglia a trazione posteriore con una versione Quadrifoglio da 510 cavalli, su cui io ed il mio amato Jeremy di Top Gear ci troviamo assolutamente d’accordo.

Certo, parliamo di un V6 e di un budget importante, ma tutto il carattere dell’Alfa romba finalmente libero in una macchina che nulla ha a che fare con una coupè sportiva fuori portata.

“La Giulia è meglio della BMW Serie 3!”
“Le italiane lo fanno meglio.”
“Non puoi dirti un intenditore di auto se non hai mai avuto un Alfa Romeo.”

Jeremy – TOP Gear

Giulia_jeremy_imnotagroupie

Top_gear_jeremy_imnotagroupie

Non ho mai capito perchè una casa di automobili così importante e con una storia così ricca, dal DNA innegabilmente sportivo, non abbia una comunicazione forte che la renda un brand aspirazionale alla pari delle compagne d’asfalto tedesche. Eppure all’estero e soprattutto negli Stati Uniti il brand è amato e gode di grande rispetto. Possedere un’ Alfa dovrebbe coccolare l’immaginario di qualsiasi patentato, un prodotto italiano di carattere che dovrebbe renderci orgogliosi di averla parcheggiata sotto casa, e invece questo gusto non l’abbiamo colto, lasciandoci ammaliare da cori interi di sirene tedesche.
Colpa degli italiani che non sanno apprezzare le auto di casa o demerito di Alfa Romeo, che non ha saputo valorizzarsi a dovere?

Alfa Romeo Giulietta

Nel frattempo io aspetto di provare su strada la Stelvio.
Dopo anni di auto sfilate, più o meno belle, di berline, piccole sportive, potenti ammiraglie e altri progetti poco chiari, ecco arrivare il primo SUV della casa.
Questa Giulietta grassa e muscolosa, appesantita nella linea e spero non nelle prestazioni, arriva a sfidare un segmento sconosciuto del brand che un tempo aveva dimora ad Arese.
La Stelvio è bella, mi piace, mantiene l’eleganza della Giulietta nonostante i kili di troppo ed io la attendo con ansia come compagna di viaggio.

Non sono entrata in dettagli tecnici care non-groupie, ma se avete domande, sono aperta ad una chiacchiera da alfiste con bicchiere di vino da meditazione a contorno!

Alfa Romeo Stelvio

markettafree

About Agnese Scarito

Mamma di gemelli, digital pre-Social, sostenitrice del tacco 12 ma proprietaria di Birkenstock. Leggo, ascolto, scrivo e lavoro in ordine sparso. Ho fissazioni anziane come Mina, Cesare Pavese e le auto. Amo i cambi Steptronic ma la mia macchina preferita è una Giulietta del '59. Mi appassiono di quasi tutto, se chi me lo racconta ha passione. Quindi scrivo per passione.

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