Motori | Quando l’auto è donna

Quando l’auto è donna le gabbie dei gender diventano ancora più strette. Peggio dell’uovo di Pasqua con sorpresa per lui o per lei.

È anche vero che sono campionessa regionale di luoghi comuni e l’ho dimostrato raccontando degli uomini e delle loro macchine, due volte.

Ma siete mai entrate in una concessionaria per acquistare un’automobile? Avete mai provato il fastidio cosmico nel constatare che il venditore vi stava indirizzando verso l’auto da femmina? Io sì. E non mi è piaciuto. Mi ha rovinato un bel momento e me ne sono andata delusa.

L'auto per le donne per antonomasia: la Lancia Y.
l’auto per le donne per antonomasia: la Lancia Y.

Cosa guidano le donne?

Ci sono modelli di auto in commercio che sono stati completamente declinati al femminile. Fate un giro sul sito della Lancia Y per capirlo: sembra un eCommerce di vestiti, con modelle e farfalline, caratteri armoniosi e ghirigori delicati. Con lo stesso approccio, alcuni venditori, appena varchi la soglia del salone, ti accompagnano con entusiasmo verso i modelli che ritengono possano rispecchiare una donna, eppure non è così. Non so se ho avuto io delle esperienze isolate, ma mi sono guardata intorno per capire. E confermo che l’auto non è donna, è unisex.

Come mai questa errata considerazione? Perchè il mio target è ancora incastrato in un certo tipo di vettura e perchè, nonostante l’evidenza, un certo tipo di macchina è considerato femminile. L’unico modo per avere una risposta è osservare le donne per strada e vedere con i miei occhi cosa guidano.

Ci  sono le ragazze giovani, spesso con utilitarie piccole e molto carine, colori chiari, accesi oppure modelli bi-color. Peluche sul cruscotto e girasoli sulla cappelliera. Non tutte, ma sicuramente molte hanno un modo più spiritoso di vivere l’auto. Io aborro, ma lo posso accettare, nella mia forma di integralismo non è contemplato neanche il cavo del telefono non ripiegato.

Photo credit | The Roman Post
photo credit | The Roman Post

Ci sono le mamme con l’auto super efficiente, spaziosa, spesso una station wagon o un SUV. Allestite per affrontare lunghe giornate con servizio taxi di figli a scuola e allo sport, stiva per la spesa, gestione dei nonni e degli animali di famiglia, trasporto rifiuti urbani e modalità Ikea friendly. Spesso la seconda auto di famiglia, quella piccola e agile, la guida l’uomo di casa, quando c’è.
Ci sono le signore, con le loro auto pulite e in ordine (niente briciole e avanzi di merendine come le colleghe mamme più giovani), perfette nelle manovre dopo anni di esperienza. Ordinate nel traffico e sicure nella gestione delle corsie.

Photo credit | The Happy Blog
photo credit | The Happy Blog

Ci sono le appassionate, con la macchina importante, la passione per i cavalli e la velocità, che spesso guidano e non lasciano guidare. Quelle che hanno portato di tutto ed in qualsiasi condizione. Quelle che potrebbero fare commenti sugli uomini al volante, ma non li fanno perchè sanno che sarebbe sessismo al contrario. Quindi lavorano per la parità dei sessi, anche al volante.

Insomma ci sono un sacco di donne per strada ogni giorno, che dimostrano come l’auto sia trasversale e come certe battute sulle donne siano solo una leggenda. Le statistiche parlano di  donne con meno incidenti, la mia osservazione parla di donne e uomini parimenti impediti nel parcheggio. Quindi con orgoglio inveisco senza imbarazzo di genere sulle une o sugli altri.

Di donne al volante

Capisco che è carino farne parodie, Tess Masazza è splendida nei suoi video sul tema, ma teniamo ben presente che è solo uno spunto per ridere, in realtà non c’è fondamento. Lo abbiamo capito? 😉

L’unico tema legato alle macchine su cui vedo preponderanza maschile è il tuning. In questo ambito di donne non ne ho incontrate. La donna allestisce la macchina all’inizio, non aggiunge un pezzo alla volta come in un Lego. Ha meno il gusto del gioco, si sporca meno le mani, se un led o uno scarico catturano la sua attenzione, semplicemente cerca una carrozzeria, ma non gioca al piccolo meccanico dopo un acquisto su eBay.

Anche nei Saloni dell’auto abbiamo problemi di gender, binomi auto e coscialunga, auto e modella un po’ svestita sono ancora la norma. Eppure a quelle fiere ci vanno un sacco di donne. E un sacco di gay.
Non capisco.

photo credit | Fashion DMG
photo credit | Fashion DMG

Anche la stampa è ancora per un pubblico maschile, le riviste parlano tutt’ora all’uomo, ma sembra che in televisione qualcosa stia cambiando e così ci sono donne che testano i motori e ne parlano in diverse trasmissioni.

E online?

Online grandi soddisfazioni e blogger interessanti. Finalmente al femminile.

Da tempo seguo le anime di Auto a spillo, con Lisa Dalla Via e Valentina D’amico. Segni particolari: tacchi vertiginosi e burlesque per la prima, palo da pole dance e bilanceri per la seconda. Nel mezzo prove, viaggi, Millemiglia, Targa Florio. Non so bene cosa invidiare a queste due fanciulle tra il fisico, le scarpe, gli eventi motorsport o le auto che guidano.

Un progetto più recente è quello di Giulia Paganoni e Monica Secondino, con Donne in auto due donne di età diverse che portano in ogni prova auto un diverso punto di vista, uno più fresco e l’altro più maturo, con racconti di viaggio in un vero e proprio diario di bordo. Il sito è alle prime battute, ma mi piace come affronta questi temi, le ragazze le conosco da tempo online e le leggo volentieri in questa nuova impresa.

photo credit | Donne in auto
photo credit | Donne in auto

Il mio sogno sarebbe un programma al femminile come Top Gear, rigorosamente nella versione UK. Non so se vorrei essere Jeremy o il misterioso Stig, di cui fossi in voi, leggerei la fantastica storia. Quanto mi divertirei e quanto si potrebbe raccontare delle donne con la passione per i motori.  Altroché le macchine con lo specchietto illuminato solo lato passeggero…  Su Amazon Prime Video una serie dedicata ai protagonisti delle prove più pazze, in giro per il mondo con auto impossibili.

top_gear_imnotagroupie

Direi che il mito della donna al volante è stato ampiamente sfatato.

Care non-groupie, vi aspetto sull’asfalto!

About Agnese Scarito

Mamma di gemelli, digital pre-Social, sostenitrice del tacco 12 ma proprietaria di Birkenstock. Leggo, ascolto, scrivo e lavoro in ordine sparso. Ho fissazioni anziane come Mina, Cesare Pavese e le auto. Amo i cambi Steptronic ma la mia macchina preferita è una Giulietta del '59. Mi appassiono di quasi tutto, se chi me lo racconta ha passione. Quindi scrivo per passione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *