Motori | 5 luoghi comuni nelle coppie di fatto uomo-auto

esempio di perfetta coppia di fatto uomo-auto (photo credit | Blogo)

Alert: di seguito ovvietà e luoghi comuni a pacchi, figli di un tipo di cultura che le non-groupie aborrono, ma osservano. Ci scusiamo sin da ora per le banalità.

Vado a incominciare.

Mentre gran parte delle donne eterossessuali volta la testa al passaggio di un belloccio degno di nota, io faccio parte di quelle che voltano la testa quando scorgono il riflesso della carboceramica sotto il cerchio di una runflat da 21. Pare ne abbiano censite 28 nel 2015 di queste donne, una sono io e un’altra è la mia amica Maura, le 26 restanti le vorrei con me su Facebook.

Uomini discutibili con auto discutibili.
uomini discutibili con auto discutibili

Questo esercizio che compio da anni mi ha portata, con l’allenamento metodico, ad estendere la mia visuale periferica a tutta l’auto, fino ad arrivare al conducente. Potrebbe sembrare un atto puramente maschile, non fosse che sconfina nel mio emisfero destro sguazzando in un insano giudizio femminile, assolutamente iniquo e privo di fondamenti tecnici, ma che mi ha permesso di creare un piccolo database di coppie di fatto uomo-auto, coppie di cui mi sono ormai convinta dell’esistenza in multiple copie.

Ma andiamo a specificare meglio di cosa si tratta.

Il mercato dell’auto è ricco di modelli, colori e allestimenti, almeno quanto quello degli uomini (mercato?) è ricco di modelli (modelli?) ricorrenti, nel dettaglio:

  1. il bello e dannato con l’auto sportiva: di solito è un ex belloccio, con il pantalone troppo corto e troppo stretto, pochette nella giacca, stempiatura alta come alta era la temperatura della lampada abbronzante. Possiede una muscolosa M5 cabrio, di solito scura, nera o blu, lucida e scoperchiata anche a marzo, con relativa rigidità della muscolatura della spalla sinistra (quella che aziona il braccio appoggiato alla portiera);
  2. il pratico padre di famiglia: aveva un Audi A3 ben carrozzata quando ha conosciuto sua moglie, ma ora che hanno due gemelli, un altro figlio in arrivo ed il cane, ha optato per un’enorme monovolume dove ha perso la borsa del calcetto e gli sci, senza mai più ritrovarli. Pare infatti che non veda gli amici per partitella+birra del giovedì da anni e che l’ultimo Skipass lo abbia acquistato quando ancora c’era la neve a Sant’Ambrogio. Ovviamente la monovolume è finta americana di marchio italiano. E’ amaranto. La morte del piacere di guidare. Tuta Adidas in acetato a completare il quadro;
  3. il pischello senza patente: ha una super minicar, la devi controllare tutta tre volte, ma non ne trovi la marca ed il modello, non la capisci, non sai cos’è. Sai solo che è di un camouflage Lapo Indipendent ed ha le ruote di un Ciao. Il pischello però è molto self confident e recupera in Watt cio’ che manca in cavalli. Quando passa non vedi la giostra, ma la musica è proprio quella. Outfit d’ordinanza: pantalone cavallo basso, boxer in vista, tshirt smilza;
  4. il trentenne ticinese: qui penserete che io rasenti una forma di razzismo, invece è invidia! Non è un giudizio da italiana esterofila, perchè fanno molto bene anche nella bergamasca ed il Ticino forse non merita il primato. Lo svizzerotto in questione ha ancora la Subaro Impreza blu elettrico con i cerchi dorati, ci lavora ogni sabato, ha dato il nome ad ogni cavallo e la mostra con orgoglio nelle sue discese sulla Milano-Chiasso. Outfit non pervenuto.
  5. il possessore di SUV: non lo vedi bene in faccia perchè ha i vetri scuri, ma si aggira nel traffico con il piglio del capobranco. Ha un enorme coso nero, molto lucido e molto cromato, di solito un Range Rover Sport HSE, pedane incluse. Ci sale solo lui che è alto un metro e novanta, poi il resto non conta. Veste simil sportivo, camicia a quadri finto hipster, in realtà ha un mezzo da 100 mila euro e quindi regolatevi. E’ più educato nel parcheggio della mamma milanese area bastioni interna, ma comunque a Milano lo trovi in mezzo alle righe spartitraffico, in cerca di spazio.

Siamo già a cinque ed io devo andare a lavare la macchina, che più tardi piove e non vorrei trovarla con uno scrub di polvere mista a pioggia.

Restate sintonizzati, che nei prossimi giorni ve ne racconterò almeno altri cinque.

(Perdonatemi!)

Una cosetta ticinese
una cosetta ticinese (photo credit | Matteo Scardino)

About Agnese Scarito

Mamma di gemelli, digital pre-Social, sostenitrice del tacco 12 ma proprietaria di Birkenstock. Leggo, ascolto, scrivo e lavoro in ordine sparso. Ho fissazioni anziane come Mina, Cesare Pavese e le auto. Amo i cambi Steptronic ma la mia macchina preferita è una Giulietta del '59. Mi appassiono di quasi tutto, se chi me lo racconta ha passione. Quindi scrivo per passione.

6 thoughts on “Motori | 5 luoghi comuni nelle coppie di fatto uomo-auto

  1. Brava Agnese .
    Direi perfette definizioni uomo macchina .
    Io personalmente preferisco le moto . Che dici magari puoi fare anche un articolo moto/ uomo
    Alla prossima
    Grazie
    Stefy

    1. Grazie Stefy!
      Se mi ricordo un paio di dettagli, i motociclisti sono una categoria a parte e diversamente dall’auto, una moto la devi anche saper guidare se la scegli esagerata!
      Comunque potrebbe essere un’idea.
      Ti farò sapere! 😉
      A presto!
      A.

  2. Anche perche’ manca l’uomo smart (attenzione ben diverso dalla donna smart) tipologia/epidemia del Paese! Attendo con ansia ☺️

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