Milano | La vigna di Leonardo

A Milano, tra le tante bellezze artistiche e museali, c’è un luogo incantevole, che ha aperto i battenti nell’anno di Expo 2015.
Ed è proprio da quel momento che io desideravo visitarlo, continuando a inserirlo in ogni mia to do list, fino a quando, complice la visita di mia sorella e della mia nipotina, la scorsa settimana ho deciso di fare la turista in città, concedendomi finalmente il tempo di ammirare i saloni della Casa degli Atellani e la rediviva vigna di Leonardo.

Vi starete domandando: Leonardo Da Vinci possedeva una vigna?!?
Ebbene sì! Fu Ludovico il Moro a regalargliela nel 1489 ed era collocata nel giardino della Casa degli Atellani, proprio di fronte alla Basilica di Santa Maria delle Grazie, baluardo sforzesco simbolo di quel periodo rinascimentale.
Chi erano gli Atellani? Una famiglia di fedelissimi cortigiani, pronti a schierarsi e a difendere i possedimenti sforzeschi.

Nel XX secolo l’antica dimora di Corso Magenta fu trasformata dal famosissimo architetto Piero Portaluppi, che spesso citiamo quando vi raccontiamo le bellezze di Milano.
Portaluppi riprogettò e ristrutturò spazi e ambienti, regalandoci quella che oggi è un’imperdibile dimora da visitare, sia che siate turisti sia che, come me, siate milanesi curiosi e affamati di storia.

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Pagando un biglietto da 10 euro, vi verrà consegnata un’audioguida, che vi accompagnerà durante la visita alle sette tappe studiate per far rivivere la magnificenza del Rinascimento, ma anche il lusso del più recente Novecento.
Partendo dall’ingresso, con la famosa Sala dello Zodiaco, in cui si possono ammirare magnifici affreschi raffiguranti segni zodiacali e i simboli della volta celeste.

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Si passa poi dalla Sala del Luini, per affacciarsi a sinistra sulla Sala dello Scalone, opera lignea progettata dal Portaluppi quando la dimora fu acquistata dal senatore e ingegnere Ettore Conti.

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Alla destra della Sala del Luini, invece, si apre l’affaccio sullo Studio di Ettore Conti, magnate dell’industria elettrica italiana, famoso anche per essere stato uno dei pochi a tenere testa al Duce Mussolini.
Lo studio è così ricco di decorazioni e di preziosi libri, da essere persino abbagliante nella sua magnificenza.

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Magnificenza che vi toglierà il fiato varcando la soglia del giardino.
Nella bella stagione, con Sole e cielo azzurro, il verde del prato e della curatissima vegetazione diventa quasi fastidioso.
Un fastidio da percorrere fino in fondo, per trovarsi finalmente davanti agli occhi la vigna di Leonardo, o meglio la ricostruzione di quella vigna così cara al genio, rimessa in piedi grazie al materiale organico ritrovato dal professor Attilio Scienza, esperto di dna della vite. Il professore è riuscito a risalire a ciò che coltivava Leonardo, la Malvasia di Candia Aromatica, che oggi è stata ripiantata secondo i filari originali.

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La visita dura poco meno di trenta minuti ed è sempre meglio prenotarla, soprattutto nel weekend.
La Casa degli Atellani e la vigna di Leonardo sono in Corso Magenta 65 a Milano.

QUI trovate tutte le informazioni necessarie per organizzare questo tuffo nel passato della storia milanese.

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Ha fondato www.lalettricegeniale.it per dedicarsi con slancio e perseveranza ai libri e alla lettura. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

3 thoughts on “Milano | La vigna di Leonardo

  1. Meraviglia pura, ci siamo stati a marzo, in occasione, tocca sempre cercare occasioni, del soggiorno a Milano di un’amica romana di mio marito, amica storica si conobbero in Grecia 30 anni fa, io non l’avevo ancora incontrata, e siamo rimasti ammaliati da questo scrigno che si cela dietro un bar.
    Fummo particolarmente fortunati perchè senza prenotare, senza fila, entrammo alla visita delle 16.30 di domenica, in ogni caso da vedere, per stupirsi e riempirsi gli occhi e il cuore. Mi è piaciuta un sacco.
    Poco distante S.Maurizio al Monastero Maggiore, Chiesa sconsacrata di rara bellezza, definita La cappella sistina di Milano, immancabile pure lei
    #amoMilano.

    1. Sandra, andiamo troppo d’accordo, amiamo spessissimo le stesse cose!
      San Maurizio è un capolavoro, ogni tanto vado a godermi qualche concerto, immersa tra gli affreschi di quelle sacre mura!

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