Life | Un’invincibile estate


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Mia cara, nel bel mezzo dell’odio
ho scoperto che vi era in me un invincibile amore.
Nel bel mezzo delle lacrime
ho scoperto che vi era in me un invincibile sorriso.
Nel bel mezzo del caos
ho scoperto che vi era in me un’ invincibile tranquillità.
Ho compreso, infine, che nel bel mezzo dell’inverno,
vi era in me un’invincibile estate.
E che ciò mi rende felice.
Perché afferma che non importa
quanto duramente il mondo vada contro di me,
in me c’è qualcosa di più forte, qualcosa di migliore
che mi spinge subito indietro.
Albert Camus

Questo post potrebbe chiudersi anche così. Solo con queste parole di Camus.
Che racchiudono tutto quello che ho sopportato e scoperto di me e del mondo.
Nel bel mezzo di me ho trovato un’invincibile forza che mi ha permesso di accettare i ceffoni senza vacillare, o almeno solo un poco.

Perchè caduta non sono caduta mai e se pure fosse successo, sono sicura che avrei scoperto di essere capace di rialzarmi. Come con le cadute in motorino e l’adrenalina che scorre a mille e ti fa rimettere in piedi e correre fino a casa. Come con il vetro dell’auto rotto per la seconda volta da ladri balordi e pure un po’ stupidi e la mia risata scema e avvilita. Come con la multa, le tasse e tutte quelle spese che non hai previsto e il tuo conto oscilla sulla linea del rosso. Come con una frase letta per caso da qualche parte che ti racconta di un voltafaccia e dell’ennesimo twist of fate. Come con le ingiustizie, come con la rabbia, la burocrazia,  i call center, il servizio clienti, la maleducazione, gli intrighi di potere.

Ogni volta ho sentito come una voce, nel bel mezzo di me e delle mie lacrime, qualcosa che partiva dal centro del petto come se fossi un ventriloquo: “Non ti ucciderà nemmeno questo e nemmeno stavolta“.

Perchè ogni volta che ho compreso che non potevo lasciarmi andare, che una caduta non significava essere morta, mi sono concessa di vivere ancora.
Di rubare la forza ai sassi, alle rocce. Di imparare la resistenza dal mare e dal vento.
Che le speranze e i sogni nascono giusto un passo dopo quell’inciampo. Cominciano dal mettere le mani a terra per rialzarsi.
E che accettare non significa arrendersi.
Mai.

Ho scritto questo articolo ascoltando

About Nunzia Arillo

Sociologa, communications manager e, soprattutto, napoletana. Costantemente impegnata nella lotta tra serio e faceto. Riempie la sua vita - con la stessa intensità - di innovazione, libri e caffè. Non si ferma davanti a niente, nemmeno di fronte all'etichetta "lavare solo a secco". Crede nella reincarnazione e nella prossima vita vorrebbe essere manichino da Bergdorf Goodman. E' sedotta dal lusso, ma conosce la parola "mercatino" in tutte le lingue del mondo. Scrive sempre e ovunque pure su rotoloni asciugatutto (true story), non meravigliatevi di trovare la sua firma su magazine di musica, moda e luxury. Mollerebbe tutto per seguire Ivano Fossati ma la sua unica divinità è Stevie Wonder. La mattina si sveglia con il sorriso ma non dovete parlarle prima del caffè. Adora i numeri dispari, ma le piace ordinare le cose per 10.

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