Life | Sull’amicizia

A quarant’anni credo di essermi fatta un’idea precisa sull’amore, ma non ancora sull’amicizia.

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La mia storia e le storie di altre donne, che ho conosciuto e vissuto, mi hanno aiutato a far pace con amori lontani, passati, recenti e di già anche quelli futuri. Ma l’amicizia è un’altra cosa.

L’ amica della scuola

La mia prima storia di amicizia nasce sui banchi, alle medie, ed è un amore totalitario ed esclusivo. Io e lei contro il resto del mondo. Telefonate infinite, che mi accompagnano tutt’ora nelle mie storie di amicizia, momenti esclusivi, mille mila avventure condivise ed il gusto delle prime volte, in un’età ricca ogni giorno di momenti zero. Con lei il primo grande ostacolo di una storia al femminile: un uomo.

Eh sì, perchè poi una delle due si innamora, si concentra per la prima volta su un altro rapporto e l’altra soffre l’abbandono. Questa amicizia c’è ancora, il tempo ci ha allontanate, a volte ci siamo dimenticate, ma in realtà nei momenti importanti ci siamo sempre state e quando ci rivediamo siamo sempre io e lei. Lei che guida la bici ed io dietro in piedi. Sempre.

Gli ultimi anni di scuola sono stati teatro dell’allargarsi delle amicizie, del gruppo, della compagnia. Ma anche a quel tempo c’era l’amica d’elezione, quella che più di tutte ti coglieva e ti capiva, quella con cui ridevi di più, parlavi di più e sentivi di più. Lei è quella per cui ho sofferto, quella che quando ha avuto un momento della sua vita difficilissimo mi ha allontanata.

Perchè quando tutto va male e tutto fa male, abbiamo paura soprattutto delle persone che ci vedono ed il nostro dolore è chiaro e vero attraverso i loro occhi. Io non ero lì a vederla, lei non doveva ammettere quanto stava male. Amicizia sfumata, che continua nei miei sogni tutt’ora: dietro le mie palpebre, la notte, noi siamo ancora amiche e passiamo insieme tanto tempo. Quante corde di questo momento ha toccato l’ultimo libro della nostra cara Wondy ed il suo libro Breve storia di due amiche per sempre.

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L’amica dei problemi veri

Gli anni della scuola finiscono. Entri ufficialmente nel mondo dei grandi e rimbalzi come una pallina tra nuove esperienze, nuovi lavori, nuovi amori. Ed i problemi diventano ufficialmente dei problemi seri, serissimi. Matrimoni che finiscono, figli che nascono, lavori che preoccupano, genitori che si ammalano e muoiono. Parlare non è solo una necessità, è salvezza. In quei momenti un’amica a cui raccontare il tuo punto di vista senza remore e senza giudizi è fondamentale.

Le telefonate restano infinite ma sono notturne, perchè il giorno non ti lascia aria e spazio e le ore per te stessa le rubi al buio ed al sonno. Pianti, sospiri, richieste di aiuto. Spesso un’amica non è una soluzione e non ha le soluzioni, ma il solo fatto di rielaborare insieme cio’ che succede è fondamentale. Così le situazioni accadono ed evolvono, con uno spettatore e biografo che affianca il nostro punto di vista. Un sostegno indispensabile che spesso alleggerisce, con una risata stupida, anche la peggiore delle giornate.

Gli amici everywhere

L’età adulta aiuta anche nell’accettazione di sé, della propria vita e delle altre persone. Viene meno la necessità e la falsa sicurezza di rapporti esclusivi, si apprezzano le qualità che più persone possono mettere a disposizione. Un’amicizia non è solo il cestino dei nostri problemi ma è soprattutto condividere momenti ed esperienze. Un’amicizia è fare cose insieme. C’è stato un momento nella mia vita in cui le donne e gli uomini che ho incontrato sono diventati perle delle stessa collana, ognuno con il punto di vista utile per una determinata situazione o per un  determinato argomento.

Quanti mondi che ho scoperto, che ricchezza appartenere a più persone in giro per il mondo. Sono riuscita ad abbandonare la quotidiana frequentazione come indice di qualità di un’amicizia ed ho iniziato a godere di ciò che le persone mi offrivano quando potevano. Coltivando anche io il rapporto come potevo. Raccogliendo tanto, tantissimo. Dando tanto, tantissimo.

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Ed una special mention la voglio dare all’amicizia tra uomo e donna. La bellezza di un’intimità diversa, una condivisione di esperienze diverse, ai lati opposti della comprensione, con canoni di comunicazione che non hanno più sesso e modalità puramente femminili ma che sono la base atavica: ci capiamo quindi siamo amici

I miei amici maschi mi hanno spesso salvato dal credermi nella categoria che ha ragione, che sa comunicare, l’unica che può vantare amicizie profonde. Sbagliavo spesso e non lo capivo, non riuscivo a mettermi in panni che poco conoscevo e non vedevo le cose in modo asciutto.  Le spallate, le poche parole ed i fatti concreti, lo stare insieme per il cazzeggio purissimo non sono prerogative maschili, io le ho portate a casa con molta soddisfazione, pensando a torto che non portassero con se parole molto serie e cariche di passione amicale, che invece ci sono state.

Ma c’è un MA

Il MA è lasciar andare le persone, accettare che i rapporti finiscano, non esigere per forza delle spiegazioni e non pretendere ciò che non esiste: il sempre. Sembra facile? No, non lo è stato e non lo è.

Per nulla. Pianti, riflessioni, paure, fiducia infranta, fianchi scoperti. Non è stato semplice arrivarci e non ancora ci sono completamente arrivata. Ma continuo a dirmi che un rapporto va curato ma non è  un lavoro, che ci vuole impegno per amare ma che amare deve essere spontaneo, che essere mia amica non da diritto a nessuno di dare un nome ai miei comportamenti. E con queste domande poste regolarmente a me stessa, coltivo amiche e amici e cerco di mantenere l’equilibrio tra il mostrare tutta la mia anima ed il tenermi un pezzetto nascosto per salvarmi in ogni evenienza.

Mi salvo? No. Soffro come un cane quando un amico esce dalla mia vita, si porta via le mie fragilità, le mie confidenze ed erode la mia fiducia nel mondo, ma spesso mi lascia molto di più: quello che siamo stati. Ed in più una rete salda fatta di più persone, mi aiuta a fare pace con il mondo e pian piano mi riporta sempre in tasca il coraggio di essere quella che sono, anche quando il mio essere ha portato alla chiusura di un rapporto.

Ho pensato per molto tempo che le amicizie finivano per come sono fatta, senza mettere sulla bilancia che molte iniziavano e crescevano per lo stesso motivo. Quindi la soluzione non era cambiare, la soluzione era accettare il cambiamento, che porta con se scelte, fatte e subite. E scegliere è perdere un pezzo per acquisirne di nuovi, è prendere una strada per lasciarne un’altra.

Fiordaliso vuol dire amicizia sincera
Fiordaliso vuol dire amicizia sincera

L’amicizia per me è una cosa seria, molto seria. Anche queste pagine vivono grazie all’amicizia, chi vi scrive da qui ogni giorno condivide molto di più che riunioni di redazione. Essere qui ci fa investire molto di più del nostro tempo e dietro l’impegno costante e l’ispirarsi a vicenda c’è la forte volontà di passare ogni giorno insieme semplicemente perchè è molto più bello del non farlo.
Una calda amicizia non-groupie.

About Agnese Scarito

Mamma di gemelli, digital pre-Social, sostenitrice del tacco 12 ma proprietaria di Birkenstock. Leggo, ascolto, scrivo e lavoro in ordine sparso. Ho fissazioni anziane come Mina, Cesare Pavese e le auto. Amo i cambi Steptronic ma la mia macchina preferita è una Giulietta del '59. Mi appassiono di quasi tutto, se chi me lo racconta ha passione. Quindi scrivo per passione.

6 thoughts on “Life | Sull’amicizia

  1. sì, capire che si possa semplicemente percorrere un tratto di strada insieme e poi lasciarsi senza drammi, nè litigate, solo perchè si è esaurito ciò che ci teneva unite è difficile ma necessario. Io ho fatto una gran fatica in tal senso.

  2. Più si diventa grandi, più si accumulano esperienze, grazie bellissimo excursus sull’argomento, si soffre e si sceglie come in amore perché anche nell’amicizia ci si scopre e ci si dona incondizionatamente con la consapevolezza che nulla e per sempre, ma e sempre una lezione…

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