Life | One way or another

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One way or another.

Ho sempre pensato che le notizie e gli eventi si dividessero sostanzialmente in 3 categorie: positive, negative e neutre. Ovviamente la valutazione l’ho sempre fatta in base all’incidenza sulla mia vita.
Quindi un determinato evento x può essere buono, non buono o neutro a seconda degli effetti positivi o negativi su di me e sulla mia esistenza.

Tutto questo preambolo – mi scuso, oramai lo sapete tutti che ho la correllatite acuta – per dirvi che qualche giorno fa, per la prima volta in vita mia, mi è capitato qualcosa che ha scompigliato le carte e le categorie.

Ho avuto una notizia che dovrebbe essere positiva ma al contempo sono incavolata nera. Quindi a tutti gli effetti è una positiva-negativa. E al di là dell’accaduto in sé, che spero di potervi dire presto perché per ora sono tenuta al riserbo, c’è qualcosa che mi ha mandato il cervello in tilt.

Non siamo davanti al classico caso di notizia che tutti gli altri pensano sia buona per te, mentre a te fa schifo. No no, é proprio una notizia che anche per me è da considerarsi come un passo verso il miglioramento della mia vita. E allora? Non so che dirvi, se ci penso la mente passa in modalità irrazionale e manda in loop cartelli stradali che gridano ONE WAY.

Scegli!
One Way: una sola strada. Bene o Male, Positivo o Negativo. E io sono 72 ore precise che macero, passeggiando metaforicamente di fronte a questo bivio.

Allora mi fermo e penso che è solo un normalissimo sentimento ambivalente e, per essere una che studia l’ambivalenza da anni, dovrei andarne addirittura fiera. Eppure questo double-bind mi sta distruggendo. Così stanotte ho ripreso in mano Derrida, Watzlawick e Baumann. Nemmeno i miei feticci hanno avuto risposte per me.

E’ l’impasse che mi stringe nella sua morsa, mettendomi di fronte alla mia incapacità di giudicare se non per mezzo di logiche e parametri già testati. Mi osservo come in uno specchio in mezzo a mille cartelli che indicano strade a me ignote e infiniti circoli di proiezioni si creano e crescenti stadi di dèrangement si avvicendano.

Che fare? One way or another.
Ma perchè solo una? Perchè non tutte oppure proprio nessuna?
Allora scelgo di non scegliere e di godermi la vista da questo bel bivio, di respirare profondamente e lasciare che la vita fluisca. Qualcosa accadrà e se non sarò io a farla succedere – che poi non è mai così – poco importa.

Chiudo i libri e apro la finestra.
Vita, sono pronta, dai stupiscimi.

C’avevi troppo ragione, caro John Lennon.

Life is what happens while you are busy making other plans.

Ho scritto questo post ascoltando:

About Nunzia Arillo

Sociologa, communications manager e, soprattutto, napoletana. Costantemente impegnata nella lotta tra serio e faceto. Riempie la sua vita - con la stessa intensità - di innovazione, libri e caffè. Non si ferma davanti a niente, nemmeno di fronte all'etichetta "lavare solo a secco". Crede nella reincarnazione e nella prossima vita vorrebbe essere manichino da Bergdorf Goodman. E' sedotta dal lusso, ma conosce la parola "mercatino" in tutte le lingue del mondo. Scrive sempre e ovunque pure su rotoloni asciugatutto (true story), non meravigliatevi di trovare la sua firma su magazine di musica, moda e luxury. Mollerebbe tutto per seguire Ivano Fossati ma la sua unica divinità è Stevie Wonder. La mattina si sveglia con il sorriso ma non dovete parlarle prima del caffè. Adora i numeri dispari, ma le piace ordinare le cose per 10.

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