Life | Hillary, una non groupie?

Ormai siamo al rush finale, mentre scrivo in piena maratona notturna, aspettando l’elezione (speriamo) della prima Presidente donna degli Stati Uniti: Hillary Clinton. Nonostante il discutibile avversario, la campagna elettorale spietata e le ombre che la contraddistinguono da sempre, è indubbio che stiamo per assistere ad un evento storico. Perchè una donna alla Casa Bianca nel 2016 è ancora un evento storico, come lo è stato il suo colorato predecessore Obama.

hillary_clinton_imnotagroupieNon ho le competenze per entrare nel merito di questa elezione, mi interessa però fare una riflessione sulle donne del momento in politica, in un mio personalissimo fil rouge.

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Nella visione della campagna americana, una grande semplificazione è la candidata donna contro un avversario uomo misogino. Due estremi assurdi che credo siano un urlo dello stato in cui ancora versa il ruolo femminile. Concorrere alle presidenziali americane accusando l’avversario maschile di comportamenti vergognosi e molestie nei confronti delle donne è un piano di scontro molto povero dei veri contenuti su cui gli elettori chiedevano confronto.

Meanwhile in Italia, solo pochi giorni fa, è morta Tina Anselmi, prima donna ministro italiana nel 1976, esattamente 40 anni di stacco da questa notte di Hillary. Tina inizia la sua storia d’amore con la politica come staffetta durante la Resistenza, nome di battaglia Gabriella, rimanendo attiva in vari importanti ruoli politici fino a tarda età, quando si dedica alla memoria dei temi sulla Liberazione. Tina rappresenta una donna combattiva e coraggiosa, integra e di rottura per i tempi, lontana dalle analisi su storia familiare e outfit delle attuali politicanti. Non è una femminista, non ne ha bisogno, combatte fianco a fianco ad altri uomini e donne, fa politica ad alti livelli, non deve ostentare la sua femminea peculiarità.

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Tina Anselmi

In quegli anni legifera accanto ad una sua altrettanto famosa collega, Nilde Iotti, meno mascolina e sicuramente più agguerrita nei modi, cresciuta nelle frange femministe del partito comunista e amante di un leader molto più vecchio di lei, in epoca ancora lontana dalla legalizzazione del divorzio. Un’altra figura forte e strutturata, lontanissima da qualsiasi donna sieda su uno scranno oggi.

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Nilde Iotti

Per tornare ai giorni nostri abbiamo delle sindache, più o meno manipolate e preparate, delle ministre e delle politicanti accumunate da lunghe chiome, legami clientelari e nepotismo. Sicuramente difficile trovare in Italia un esempio di politica femminile per poterci permettere di criticare la Cinton. Sono tra quelli che sperano che prima o poi Emma Bonino diventi Presidente della Repubblica e tra quelle che si sono disamorate della politica quando le donne sono state le prime a non portare in alto e rifinire temi cari alle donne stesse come il Welfare, le leggi sulla famiglia, l’aborto e la fecondazione.

E’ di una donna la battaglia che ha portato ad una prima legge sulle Unioni Civili, imperfetta ma finalmente in essere. Ed è ancora una donna tra gli esponenti europei che ci fa fare miglior figura a Bruxelles.

Non cito nomi attuali e non entro nei dettagli perchè non ne sarei in grado e non è nella politica da talk show che voglio cadere, ma semplicemente affermare che siamo ancora lontani da poter avere diritto di critica nei confronti di questa donna americana che sta per entrare nella stanza ovale, questa volta da prima ballerina. Almeno non fino a quando avremo una nuova donna in politica di grande valore alla pari di Tina e di Nilde.

E comunque per la cronaca, io alle presidenziali americane avrei votato Michelle. 😉

Auguro a tutti noi di apprendere stamattina di una donna a stelle e strisce, ma soprattutto mi auguro che in tutto il mondo, nei posti di potere, possano fiorire delle vere non-groupies non perchè donne ma perchè donne di valore.

Aggiornamento: Donald Trump è il nuovo inquilino della Casa Bianca.

About Agnese Scarito

Mamma di gemelli, digital pre-Social, sostenitrice del tacco 12 ma proprietaria di Birkenstock. Leggo, ascolto, scrivo e lavoro in ordine sparso. Ho fissazioni anziane come Mina, Cesare Pavese e le auto. Amo i cambi Steptronic ma la mia macchina preferita è una Giulietta del '59. Mi appassiono di quasi tutto, se chi me lo racconta ha passione. Quindi scrivo per passione.

4 thoughts on “Life | Hillary, una non groupie?

  1. Nel ruolo della donna al potere dobbiamo ancora imparare molto, la percezione degli uomini nei nostri confronti e di vedere poche differenze, la percezione delle donne invece e molto più marcata, questo e il punto di riflessione, personalmente non mi interesso molto della politica ma il paragone nel mondo del lavoro lo trovo comunque attinente, una donna che usa in continuazione differenze sul suo status, si rende debole, mentre deve solamente dimostrare di essere competente, solo questo farà la differenza, grazie e voto Michelle !

    1. La penso come te Federica.
      Da quello che ho potuto leggere il programma di Hillary, aldilà di difendersi da Trump, era debole e comunque non era vista come una donna che poteva fare la differenza, impressione che Michelle Obama da’ molto forte.
      Forse è solo più abile nella comunicazione? Chissà, sicuramente avremo modo di vederlo.
      #TeamMichelle e grazie a te!

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