Life | Gli uomini secondo Candy Candy

Il primo ottobre 1976 viene trasmesso in tv, per la prima volta, il cartone tra i più strappalacrime della sua categoria: Candy Candy.

candy candy - imnotagroupie

La bionda lentigginosa, rigorosamente orfana come il costume dell’epoca richiede, viene allevata al caldo della Casa di Pony e la sua vita densa di sfighe immani, ha regalato a noi ragazze cresciute negli anni ’80 non solo l’opportunità di versare fiumi di lacrime, ma anche di esplorare l’universo maschile attraverso un -interessante quanto vario- bouquet di rappresentati del genere.

Faccio subito outing: io ero innamoratissima di Stear e dei suoi occhiali, feticcio che mi porto dietro sin dalla preadolescenza.

STEAR

stear - candy - imnotagroupie

Stear, che fa una morte imbarazzante mentre volteggia nei cieli, è il padre di tutti i nerd: aspetto modesto, prestanza discutibile, compensa la miseria della sua condizione fisica con la passione –ossessiva- per le nuove tecnologie. Non un iPhone X nel suo caso, ma l’aereo a bordo del quale viene impallinato mentre filosofeggia sull’ingiustezza della guerra.

Per essere felice al mio amato STI – al secolo Alistear Stear Cornwell Ardley –  bastava regalargli un fiore di campo, oggi ce la caveremmo con un pennello per miniature o un set di dadi.

ANTHONY

candy - anthony - imnotagroupie

Di ben altre pretese è Anthony: altro che bustina di Magic, con Anthony Brown Andrew ci vogliono proprio i soldi. Anthony quando esci devi andare sempre prima a farti la piega che sicuro ti porta nel locale più costoso di Milano che tanto non paga mica lui.
Figlio di papà senza speranza di salvezza, oggi Anthony lo troveremmo esibire alle telecamere di #RICCANZA la sua collezione di mocassini di capretto delle Ande.
Mortificato da una vita di privilegi immeritati il nostro cerca anche di riscattare i natali facendo cose umili, tipo consegnare il latte porta a porta, ma gli dei che sono sempre una punta stronzi gli fanno fare la più chiassosa delle morti durante una battuta di caccia alla volpe: ciao povery. E ciao Candy Candy.

ALBERT / ZIO WILLIAM

Come chiameremmo oggi uno che ti compra le calze, le cioccolattine e lunghi nastri per intrecciare i capelli? Più o meno un protettore; un filantropo nella versione edulcorata; un pigmalione in quella più raffinata. Che infatti Albert (medaglia d’argento della mia personale classifica di materessabilità dei maschi del cartone), si prende cura di Candy con amorevole, paternalistica(?) cura.
Sotto mentite spoglie le si avvicina, la introduce all’amore per gli animali che lui stesso va a curare in Africa, la racconta un sacco di aneddoti imperdibili, fino a portarsela a casa per farsi cambiare il pappagallo quando esce dall’ospedale.
Qualcosa di simile l’abbiamo vista in My Fair Lady, ma Eliza batte dolce Candy 150 a 1.

BOB

(NB: non abbiamo testimonianze fotografiche del nostro Bob e ne sono molto addolorata)

Personaggio a cui ingiustamente viene concesso poco spazio, Bob uno degli ultimi arrivati a Casa di Pony sarebbe oggi il classico stalker: sociopatico, litigioso, sfascia macchine, rompe vetri, probabilmente incendia gattini. Vede complotti ovunque e quando si prende con qualcuno -cioè sempre- ha la simpatica abitudine voodoo di inciderne il nome su una croce e seppellirla nel terreno. Si distingue per una spiccata attitudine per la falegnameria, pratica che piace pensare gli autori del cartone scelgano di raccontare in forma di sottile metafora contemporanea.
Bob terrebbe banco in prima serata a Chi L’ha visto.

NEAL

zio william -albert - candy imnotagroupie

Altrettanto meritevole di finire sulle pagine di nera, è il ripugnante Neal. Fratello della non meno ripugnante Iriza, possiede quella che le nostre nonne lombrosionamente definirebbero ‘la faccia della cattiveria’, cova dentro di sé un mondo di frustrazioni infinite. Rosicone, frevaiolo, non una ragazza che lo guardi, non qualcuno che gli riservi un sorriso, nessuno che lo ritenga all’altezza di un compito di un certo livello. Solo mazzate, Neal becca solo mazzate, possibilmente da Terence che agita gambe e braccia con la disinvoltura di un membro del Fight Club. Il problema di Neal, restringendo il campo, è che non scopa. Perfino la dolce Candy che non le fa specie proprio niente, lo respinge con fermezza: epica la scena in cui l’orfanella gli assesta un manrovescio che lo incolla alla porta.

TERENCE

candy e terence - imnotagroupie

Least but not last Terence, il più amato di sempre, lo strappamutande.
L’ho lasciato per l’ultimo perché dopo di lui non ce n’è per nessuno.
Terence Granchester è quello che senza troppi giri di parole definiremmo un cap’ e muro. Sporco quanto basta per regalarci un fremito wild, ma non abbastanza per farci scegliere di andare oltre col naso turato. Il nostro eroe passa la metà della prima serie a friendzonare Candy che naturalmente cade nella sua rete come la più cretina delle mosche nella telaragna.
Impregnato di Sauvage di Dior, Terence risveglia –assieme all’ormone- la crocerossina che è in ciascuna di noi, ma ad essere salvato, ca va sans dire, non ci pensa proprio.
Pare sia stato lui ad aver usato per primo l’espressione ‘tesoro tu sei meravigliosa, sono io che non ti merito’.
Da Terence in poi l’immaginario erotico femminile non è stato più lo stesso. Impossibile resistere al fascino del bello e dannato, impossibile non rincorrere chi si sottrae, impossibile non credere che veramente quella era sua cugina venuta da Pescara.

Con Terence si chiude la mia modesta disamina. Certa di essermi dimenticata qualcuno, passo a voi la palla: con quale dei personaggi vi fidanzereste solo una volta o tutta la vita (speriamo prima che l’estate sia finita)?

About Sarah Galmuzzi

Lazzara since 1976 è una figura mitologica insieme giornalista, storica dell’arte, mamma, content manager, depositaria della ricetta dei biscotti più buoni della storia. Vergine ascendente vergine, amante della musica pop-trash non distingue –fieramente- una Porsche da una Panda, così come una pregiatissima etichetta da un muscolare Tavernello. La sua grafomania la porta a scrivere ovunque sia possibile farlo: dai cataloghi d’arte ai blog di food passando per testate di informazione e quotidiani. Esteta fino allo stremo delle forze, inorridisce di fronte a uno smalto sbeccato, un abbinamento infelice, le sopracciglia in disordine, i punti neri. Accompagna questa esistenza faticosissima, alla ricerca –irraggiunta- della perfezione, una discreta insofferenza per il genere umano che va di pari passo con la tendenza a commuoversi anche di fronte a una papera che fa il bagno, caratteristica che fa di lei una lucidissima non groupie. Facebook addicted ci vomita dentro tutta la sua scostumatezza, su Instagram invece, pubblicherebbe volentieri foto di tette e gattini ma non ha le tette né i gattini. Se potesse scegliere di vivere in una città diversa da Napoli, farebbe tanuccia a Venezia, luogo che ama in ogni suo angolo, pantegane comprese.

4 thoughts on “Life | Gli uomini secondo Candy Candy

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *