Life | Cos’è la solidarietà?

E’ un momento storico di grandi difficoltà, spesso molto vicine a noi. E’ un momento in cui sento dire e mi dico Ma io cosa posso fare?
Parte da qui una piccola riflessione sul poter essere la differenza che vorremmo vedere.

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Il terremoto del centro Italia ha messo in ginocchio tantissime famiglie, la tragedia dei migranti ha tristemente popolato le schiere dei più deboli, la congiuntura economica ha portato sul baratro famiglie e persone fragili. Siamo tutti a rischio, un semplice accadimento nella nostra vita può portarci ad essere noi gli altri, a diventare noi quelli che hanno bisogno. L’unica parola che credo possa salvarci è solidarietà. Solidarietà è capire, avere cura, inventarsi ogni giorno un piccolo gesto. Ma essere solidali spesso è difficile tanto quando chiedere aiuto nel bisogno.

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E allora vi racconto una piccola storia, semplice, ripetibile o semplicemente supportabile: la storia della White Milk Foundation. La WMF è un’ associazione senza scopo di lucro che aiuta i bambini in difficoltà e le persone fragili economicamente in genere, senza nessuna distinzione di colore della pelle, fede o provenienza. Nasce da un’amicizia, da piccoli gesti condivisi, poi estesi tramite un gruppo più grande di persone, inizialmente organizzati su Facebook come Gruppo Latte e poi evoluti in una struttura associativa con sede a Besozzo, nella provincia di Varese. L’attuale magazzino, ospitato presso un edificio di proprietà comunale, era prima un magazzino affittato con i soldi delle donazioni e prima ancora un garage privato.

Quindi, ricapitolando: poche persone, l’amicizia, un garage, una piccola e semplice idea per portare aiuto immediato. Non sembra difficile, vero?

Tralasciando i progetti più strutturati, legati alla Turchia ed alla popolazione siriana, vi spiego meglio l’idea del minimarket, una delle attività concrete e regolarmente operative della WMF. Il magazzino dell’Associazione funziona come un piccolo minimarket, dove le persone possono fare la spesa, prendendo ciò di cui necessitano, nella giusta misura per fare in modo che tutti i richiedenti di quel momento possano attingere. Il tutto uscendo dall’idea più diffusa del pacco preconfezionato e potendo vivere la scelta, il diritto di poter prendere quello che si preferisce anche se in un pesante stato di bisogno. Avere l’occasione di tornare a vivere l’esperienza della spesa grazie alla solidarietà.

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Attualmente questo magazzino-minimarket supporta oltre una sessantina di persone e sono solo 3 o 4 volontari che regolarmente lo seguono, più ovviamente una schiera più vasta di sostenitori.

Molte delle provviste e degli abiti che sono ‘in vendita’ derivano da regolari staffette alimentari. Macchine private, furgoni noleggiati e qualsiasi altro mezzo adatto, partono dalla sede del magazzino vuoti e affrontano una lunga staffetta autostradale, che vede le soste ai caselli come punti di raccolta, per poter tornare alla base con un prezioso carico. Tutto organizzato, con la trasparenza massima sui costi, per poter affrontare la raccolta.

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Mara, che mi racconta tutta questa storia, mi descrive soprattutto le emozioni di questi momenti, quanto sia grande la gioia di chi dona, quanto sia liberatorio riuscire ad esprimersi con un gesto di questo tipo.

MI racconta anche di come le famiglie che si riforniscono al minimarket abbiano rinunciato alla spesa in favore di un carico per i terremotati di Amatrice. Mi racconta del coinvolgimento nelle piccole cose, dell’entusiasmo nel recuperare un passeggino, un materasso o qualsiasi altro oggetto richiesto. Mi racconta di come chi riceve si sdebiti come può, un circolo virtuoso del baratto solidale.

Ecco, questo è un esempio di come un gesto semplice, come comprare un paio di prodotti in più ad ogni spesa, riempirne una scatola per consegnarla in questo magazzino, possa fare la differenza. Diventando un gesto solidale per chi lo riceve e per chi lo compie.

Potete aiutare la White Milk Foundation qui ed informarvi quotidianamente sulle loro attività tramite la pagina Facebook.

 

About Agnese Scarito

Mamma di gemelli, digital pre-Social, sostenitrice del tacco 12 ma proprietaria di Birkenstock. Leggo, ascolto, scrivo e lavoro in ordine sparso. Ho fissazioni anziane come Mina, Cesare Pavese e le auto. Amo i cambi Steptronic ma la mia macchina preferita è una Giulietta del '59. Mi appassiono di quasi tutto, se chi me lo racconta ha passione. Quindi scrivo per passione.

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