Libri | Il ritorno di Benjamin Malaussène

Io sottoscritto Benjamin Malaussène vi sfido, oggi, chiunque voi siate, ovunque vi nascondiate, quale che sia il vostro grado di indifferenza alle cose di questo mondo, a ignorare l’ultima notizia appena uscita, la notiziona che farà discutere la Francia e crepitare i soscial.

photo credits | Feltrinelli Editore
photo credits | Feltrinelli Editore

Da pochi giorni è arrivato anche in Italia il nuovo capitolo delle avventure di Benjamin Malaussène. E non potrei esserne più felice!

L’eroe della mia vita universitaria, che – complice Daniel Pennac – mi aveva abbandonato nel 1999, è finalmente tornato. Assieme a me sono tantissimi i lettori di tutto il mondo che aspettavano con ansia nuove pagine della famiglia di Belleville!

Il libro si intitola Il caso Malaussène – Mi hanno mentito ed è il primo di due volumi, in Italia pubblicati da Feltrinelli, tradotti come sempre da Yasmina Melaouah.

Insomma… Giubilo in tutto il regno!
Daniel Pennac ha scritto nuove e immancabilmente incredibili avventure per Malaussène, il capro espiatorio più amato dai lettori di tutto il mondo.

RICORDIAMO LA SAGA DI MALAUSSENE

Tra il 1985 e il 1998, Daniel Pennac inventò una delle saghe più seguite, quella della famiglia Malaussène. Primogenito e capo famiglia è Benjamin, nato da una madre inafferrabile e da padre sconosciuto, deputato all’accudimento dei fratelli e delle sorelle che via via la mamma gli porta in casa.  Inoltre fulcro di una comunità multietnica, sfaccettata e dalle multiformi caratteristiche, composta dagli abitanti di Belleville.

Malaussène, quando lo incontriamo per la prima volta, ne Il Paradiso degli Orchi, ha trent’anni e lavora come capro espiatorio in un grande magazzino. Tale ruolo non gli si toglierà mai più di dosso, condannato ad attirare problemi, incidenti e sotterfugi più grandi di lui.
Una figura archetipica, in un’epoca dove si cerca qualcuno su cui scaricare responsabilità.  Un capo tribù, molto responsabile, che ama la sua famiglia e cerca di proteggerla, come può.

La famiglia è stata protagonista di sei gialli surreali dal successo mondiale, più famosi de I Tre Moschettieri:

Il paradiso degli orchi, 1991 (Au bonheur des ogres, 1985)
La fata carabina, 1992 (La fée carabine, 1987)
La prosivendola, 1991 (La petite marchande de prose, 1989)
Signor Malaussène, 1995 (Monsieur Malaussène, 1995)
Ultime notizie dalla famiglia, 1997 (Monsieur Malaussène au théâtre 1995 e Des Chretiens et des maures 1996)
La passione secondo Thérèse, 1999 (Aux fruits de la passion, 1999).

IL LIBRO

La nuova storia inizia con il rapimento di Georges Lapietà, tra gli uomini più ricchi e più arroganti d’Europa. Il riscatto richiesto – una somma simbolica ed enorme – sarà dai rapitori distribuito ai poveri. Siamo dalle parti di Robin Hood e di un altro archetipo: il potere in mano ai corrotti.

I protagonisti si muovono agilmente tra il quartiere di Belleville, a Parigi, e Vercors sulle Alpi francesi.

Abituati a un eterno presente della saga precedente, è un po’ faticoso riprendere le fila e accettare che i personaggi della famiglia Malaussène sono invecchiati di vent’anni. Ma non temete, come al solito,  il nostro Benjamin finirà per essere coinvolto in questo intreccio politico-giudiziario. Non mancheranno i colpi di scena, mille equivoci e false piste. Assieme a lui, tutti i piccoli – divenuti grandi – Verdun, Maracuja, SigMa, Nange, oltre alla Regina Zabo e agli ispettori Titus e Silistri.

Il libro è già magistralmente sintetizzato da Benjamin.

La mia sorellina minore Verdun è nata che già urlava ne La fata carabina, mio nipote È Un Angelo è nato orfano ne La prosivendola, mio figlio Signor Malaussène è nato da due madri nel romanzo che porta il suo nome e mia nipote Maracuja è nata da due padri ne La passione secondo Thérèse. E ora li ritroviamo adulti in un mondo che più esplosivo non si può, dove si mitraglia a tutto andare, dove qualcuno rapisce l’uomo d’affari Georges Lapietà, dove Polizia e Giustizia procedono mano nella mano senza perdere un’occasione per farsi lo sgambetto, dove la Regina Zabo, editrice accorta, regna sul suo gregge di scrittori fissati con la verità vera proprio quando tutti mentono a tutti.
Tutti tranne me, ovviamente. Io, tanto per cambiare, mi becco le solite mazzate.
Benjamin Malaussène 

EVVIVA PENNAC!

Un ritorno in piena regola per Daniel Pennac che con il suo stile ironico e surreale, riesce a farci ritrovare il piacere di leggere storie incredibili. La modernità con i social network e i talk show si insinua tra le pagine, assieme alle crisi mondiali e al terrorismo.

La storia ha nella giustizia e nei profondi cambiamenti sociali il suo nodo centrale. Alla comunità ideale rappresentata dai Malaussène e fondata su solidarietà, equità e morale va a contrapporsi una democrazia mondiale sempre più in balìa del senso di ingiustizia e nel ricorso ai poteri forti, totalitari.

Un romanzo che non delude per la sua irriverenza, ironia e verve, per certi versi sfacciata. Perché cerca – e riesce –  a farci ridere, non senza una vena di profonda tristezza. Il ritorno di un narratore come pochi, che conosce metodi e trucchi per conquistare il pubblico.

Daniel Pennac, in scena qualche giorno fa al Teatro Bellini di Napoli con Un Amour Exemplaire, mi ha regalato una nuova favola e una dedica altrettanto favolosa.

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SPOILER

Il caso Malaussène si conclude con: To be continued…

About Nunzia Arillo

Sociologa, communications manager e, soprattutto, napoletana. Costantemente impegnata nella lotta tra serio e faceto. Riempie la sua vita - con la stessa intensità - di innovazione, libri e caffè. Non si ferma davanti a niente, nemmeno di fronte all'etichetta "lavare solo a secco". Crede nella reincarnazione e nella prossima vita vorrebbe essere manichino da Bergdorf Goodman. E' sedotta dal lusso, ma conosce la parola "mercatino" in tutte le lingue del mondo. Scrive sempre e ovunque pure su rotoloni asciugatutto (true story), non meravigliatevi di trovare la sua firma su magazine di musica, moda e luxury. Mollerebbe tutto per seguire Ivano Fossati ma la sua unica divinità è Stevie Wonder. La mattina si sveglia con il sorriso ma non dovete parlarle prima del caffè. Adora i numeri dispari, ma le piace ordinare le cose per 10.

4 thoughts on “Libri | Il ritorno di Benjamin Malaussène

  1. Uno scrittore che non scorda il ragazzo che era e conserva ancora quello sguardo… Lo adoro come ogni storia che racconta…

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