Libri | Metti via quel cellulare di Aldo Cazzullo

Non è possibile che, quando andiamo in pizzeria, anziché i vostri volti mi veda sempre davanti i vostri cellulari.
Non è possibile che, quando entriamo in un albergo, come prima cosa voi due, Francesco e Rossana, chiediate la password del wi-fi.
Non è possibile che ovunque si vada, all’estero o in Liguria dai nonni, voi due vi portiate dietro il vostro piccolo mondo, chiuso nel telefonino.

Inizia così Metti via quel cellulare, l’ultimo libro del giornalista e scrittore Aldo Cazzullo, che ci ha abituati ad analisi storiche e sociali piacevoli e appassionanti quanto la migliore narrativa.

Aldo Cazzullo - Metti via quel cellulare

Metti via quel cellulare

Quando ero adolescente, la frase preferita di mia madre (e forse anche della vostra) era “QUESTA CASA NON È UN ALBERGO!”, riferendosi agli assurdi orari di rientro a casa dopo la discoteca o ai panni sporchi da lavare, sparsi per tutta la casa.
Probabilmente ancora oggi questa minaccia focosa spunta nella routine delle famiglie italiane, ma di certo, nel numero di volte in cui viene pronunciata. è stata surclassata da un nuovo precetto: METTI VIA QUEL CELLULARE!
Perchè i ragazzi degli anni 2000 – ammettiamolo noi che ormai abbiamo passato gli anta – il cellulare ce l’hanno davvero sempre in mano, anche quando è ora di mettersi a tavola.
E questa presa d’atto, ci fa sentire ancor più vecchi di quel che siamo.

Per quanto possiamo essere smart e social, non li capiamo fino in fondo i millennials che senza smartphone e wi-fi non sanno vivere, che senza connessione perdono gli argomenti di conversazione, che preferiscono i messaggini alle telefonate e  la condivisione sui social alle pizzate tra amici.
Ce lo spiega bene Cazzullo in questo lungo dialogo con i figli Rossana e Francesco, che analizza la mania dei ragazzi di oggi e la difficoltà degli adulti di adeguarsi alla società che cambia, che per i giovani evolve mentre per i genitori involve.

Non sempre il telefonino e la tecnologia sono il male, lo sappiamo tutti (o quasi tutti) che è l’utilizzo che se ne fa a renderli più o meno buoni.
Possono semplificare la vita, farci stare facilmente sul pezzo, regalarci infinite possibilità, ma hanno anche aspetti degni dei più aberranti romanzi distopici.

L’ex moglie di Sergey Brin, Anne Wojcicki, è la cofondatrice di 23andMe: 23 come i cromosomi. È la società che vende online, a 99 dollari, il kit per analizzare il Dna. Si possono così prevenire le malattie: ottimo. Ma con qualche dollaro in più, un padre può anche sapere se suo figlio è davvero suo. E questa è una cosa da non fare mai. Perché nella storia milioni di padri hanno cresciuto con infinito amore figli che non erano biologicamente loro, ma lo sono diventati perché loro gli hanno fatto da padre. La verità, se l’avessero conosciuta, avrebbe rovinato tutto.

In un botta e risposta di fulgida sagacia, pagina dopo pagina vediamo le diverse posizioni di padre e figli prendere nuove direzioni e delineare confini meno netti, aggiungendo sfumature al bianco o nero del teorema iniziale.
Le tesi dell’una e dell’altra parte sono supportate da decine di esempi reali, che spesso confutano, altrettanto spesso avvalorano e quasi sempre arricchiscono.

Forse è vero che i ragazzi di oggi senza cellulare non sanno stare, a tavola come durante un viaggio in auto, ma è altrettanto vero che noi adolescenti negli anni ’90 usavamo altri mezzi per isolarci dai nostri genitori e prenderci il nostro spazio: penso al walkman e alle cuffie, con una cassetta da 45 minuti ascoltata in loop, uno scudo perfetto per restare nel nostro mondo e alienarci senza dare troppo nell’occhio; oppure al primordiale Nintendo, che tra mattoncini e serpentelli ci ipnotizzava per ore. Nuovi marchingegni, che i nostri genitori non conoscevano e non utilizzavano, ritenendoci per questo degli extraterrestri scesi dallo spazio profondo.

Allora, se la storia si ripete, perché siamo infastiditi di fronte alla compulsione tecnologica dei giovani?
Azzardo: che ci sia anche un pizzico d’invidia della padronanza dei mezzi di comunicazione e dell’elasticità mentale di chi ha davanti a sé un futuro longevo?

Aldo Cazzullo - Metti via quel cellulare

Ne abbiamo chiacchierato la scorsa settimana, a tavola con l’autore e con altri blogger, scambiandoci aneddoti e opinioni.
La mia personale conclusione?
Che Metti via quel cellulare sia un libro da leggere, per comprendere il fenomeno e per sentirsi compresi, in un verso e nell’altro, prendendo atto che lo scontro, in fin dei conti, non può essere altro che un (fruttuoso) incontro.

Aldo Cazzullo
Metti via quel cellulare

Mondadori
pp. 195
euro 17,00

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Ha fondato www.lalettricegeniale.it per dedicarsi con slancio e perseveranza ai libri e alla lettura. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *