Libri | “L’amore che ti meriti” di Daria Bignardi

Un giorno ho ricevuto un pacco da Mondadori.
Dentro quel pacco ho trovato le lacrime impudiche più belle di questi ultimi mesi di letture.

Il nuovo libro di Daria Bignardi ha messo a dura prova i miei occhi, costretti a una costante e incontenibile lucidità.
“L’amore che ti meriti” è un romanzo struggente, che indaga l’anima nera di una famiglia spezzata, di un città malinconica e di un periodo storico difficile e doloroso, con lo stile asciutto ed elegante a cui la Bignardi ci ha ormai abituati.

Ho letto con profonda emozione la storia di Alma e Maio, fratelli così uniti da sembrare gemelli, figli di Francesca, di Giacomo e di un’epoca in cui non era poi così strano avvicinarsi all’eroina e distruggere, in pochi attimi, un’intera famiglia.

Alma è razionale, greve, distante, di quella freddezza tipica di chi ha sofferto e vuole proteggersi dal mondo.

“Alma non sa cosa sia la leggerezza. Non è una persona pesante, è solo… intensa. Concentrata. Profonda. Sempre, senza tregua.”

“Trovava sempre un motivo per stare male e sentirsi al centro del mondo, lo sai. Sempre … Credeva che tutto dipendesse da lei.”

Maio era cuore e pancia, apparentemente fragile, volubile, manipolabile. Profondamente libero.
Sparirà in una notte di gennaio e Alma resterà convinta, per il resto della sua vita, d’essere l’unica responsabile di quella tragedia.

“Nessuno potrà mai convincermi che, se quella sera di giugno io non gli avessi proposto di provare l’eroina, lui avrebbe cominciato lo stesso.”

E’ un dolore immenso quello di Alma, un’incolmabile voragine di sensi di colpa, che nemmeno l’amore del marito Franco e la maternità sono riusciti a placare.
Un buco nero nel cuore, che ingoia qualsiasi sprazzo di vita.

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Poi c’è Antonia, figlia di Alma e Franco.
Incinta di sei mesi, ascolta la rivelazione della madre sul fratello perduto e parte per indagare sui misteri di famiglia, scoprendo, in un crescendo di empatici incontri, tutti i segreti che la annientarono.
Antonia è serena, forte, emancipata. Ha un marito poliziotto, Leo, dall’anima semplice e risoluta, nonostante gli orrori della sua professione.
E’ coraggiosa, determinata, vivace. Così diversa da Alma, al punto da non riuscire a comprendere le sue scelte, i suoi gesti, il suo modo di non-vivere. Poi, la confessione sulla scomparsa dello zio, che fino a quel momento nemmeno sapeva di avere, smuovono un lento amorevole avvicinamento al cuore di Alma, per cercare di alleviarne il dolore, per ristabilire un equilibrio perduto, che salvi l’anima dell’intera famiglia.

Infine c’è Ferrara, città in cui sono sepolti i misteri e che diventa, pagina dopo pagina, protagonista fondamentale dell’intreccio di vita e morte dei personaggi.
Ferrara e i suoi vicoli, fiancheggiati da mattoni rossi.
Ferrara e la nebbia, il pasticcio di maccheroni, il ghetto ebraico, il terremoto.
Ferrara e i ferraresi, “che ti fanno sempre sentire come se ti giudicassero”.
Ferrara, che è la mia città, la mia terra, un patrimonio di universale bellezza.
Una città che ami fino in fondo o odi visceralmente.

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Sono le donne le vere protagoniste di questo romanzo: non solo Alma e Antonia, ma anche Francesca, Michela, Lia, Isabella. Ferrara, che è volubile e feroce come solo le femmine sanno essere.
E gli uomini? Sono lì in disparte, osservatori silenziosi ma saldamente presenti, pronti a tendere la mano nel momento del bisogno.

Un libro intenso e commovente, che parla di droga, suicidio, malattia, olocausto, con il tocco garbato di un’autrice dalla scrittura cortese e dallo sguardo delicato.
Ci sono morte e dolore in queste pagine, c’è il male di vivere.
E c’è la nascita di un bambino, che porterà anche il nome di chi scelse la morte.
L’esorcismo finale e risolutivo di troppe tragedie, il bagliore di luce e speranza che diventa ragione di vita per chi aveva smesso di respirare.
Il passato che scioglie un nodo soffocante e libera il presente.

“L’amore che ti meriti” è, paradossalmente, un libro dai forti tratti positivi.
Un lungo promemoria sulla vita che continua.
Sempre.

Grazie Daria.
Grazie Mondadori.

Ho scritto questo post ascoltando:

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Ha fondato www.lalettricegeniale.it per dedicarsi con slancio e perseveranza ai libri e alla lettura. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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