Libri | Il mare nasconde le stelle di Francesca Barra

Storia di Remon raccontata da Francesca

Il mare nasconde le stelle - Francesca Barra

Per tutta la durata della lettura, che vola via in poche ore, ho continuato a pensare: vorrei che lo leggessero tutti quelli che non riescono a capire, che hanno perso il senso dell’umanità, che non riescono ad andare oltre a quello che certi politici vogliono far loro credere.
In verità, questo pensiero me lo porto dentro dai tempi del bel libro di Catozzella, Non dirmi che hai paura.
Con Il mare nasconde le stelle, l’ultimo libro della bravissima giornalista e scrittrice Francesca Barra, ho aggiunto un nuovo volume alla mia immaginaria salvifica biblioteca per razzisti, ignoranti e intolleranti.

Ma forse i razzisti, ignoranti e intolleranti sono tali proprio perchè hanno poca voglia di leggere, di ascoltare e di scoprire il mondo al di fuori della punta del proprio naso…

La storia di Remon, le sue parole così ben trasposte sulla carta da Francesca, non possono non commuovere chi vorrebbe tendere una mano e di certo potrebbero scalfire l’ottusità di chi ignora ma ha cuore.
Remon ha quattordici anni, è cristiano copto e vive in Egitto, con una famiglia che lo ama e che non vorrebbe mai vederlo partire.
Ma Remon ha paura: teme di non essere libero, di non poter studiare, di vedere suo padre picchiato e torturato.
Così decide di partire e di affrontare un viaggio che è soprattutto un incubo anche se, in fondo, nasconde un sogno, l’Italia.

Nella notte del sesto giorno finalmente abbiamo visto le luci delle coste italiane da lontano. E io ho pensato, e forse l’ho anche detto: “Ecco Milano”. Perchè io dell’Italia avevo sentito nominare Milano. Non sapevo quanto era grande, quante città ci fossero, per me c’era solo Milano.

Raggiunta l’Italia, per Remon inizierà una nuova vita, anche se le difficoltà non saranno del tutto superate. Tra il centro di prima accoglienza e il successivo passaggio in un altro centro, dove troverà il supporto e l’affetto dei volontari che inizieranno a insegnargli un po’ di italiano, Remon riuscirà a fare una sofferta telefonata ai genitori rimasti in Egitto.
E’ su queste pagine che i miei occhi hanno iniziato a essere lucidi, di fronte alle strazianti parole che Francesca Barra scrive per raccontare la nostalgia e il dolore che Remon prova ripensando alla famiglia, alla cucina della mamma, ai sacrifici e alla salute del papà, ai giochi fatti con il fratellino.
Mi fermo qui, non voglio andare oltre e svelare altro della storia di questo ragazzo coraggioso, che ha abbandonato le sue radici per continuare a coltivare il sogno di studiare e diventare ingegnere.
Una storia che tutti dovremmo leggere.

Io stavo studiando alla mia scrivania. “Promettimi che non diventerai come me”, mi ha detto. “A me piaceva studiare. Ho dovuto interrompere perchè mio padre non voleva. Per lui dovevo lavorare. La scuola non era concepità come una libertà”, ha aggiunto, come se volesse farmi comprendere il gesto della sua rinuncia. “Io non te lo chiederò mai. Devi studiare, Remon, devi realizzare il tuo sogno di fare l’ingegnere. Devi imparare sempre cose nuove. Solo questo rende davvero liberi.”
“Lo so, papà. Anche a me piace studiare. Conoscere mi fa stare bene.”

Grazie a Francesca Barra, conoscere la storia di Remon ha fatto stare bene me, nonostante le lacrime.

Remon e Francesca foto tratta dal profilo FB di Francesca Barra
Remon e Francesca
foto tratta dal profilo FB di Francesca Barra

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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