Libri | Carmen Pellegrino, maestra di scrittura che cura l’anima

Certe volte sperava che un meteorite distruggesse la Terra. Per ore osservava il cielo e mai che si vedesse una palla infuocata. L’amore. Di cos’era fatto? Tutto quel gran parlare di affetto famigliare in lei corrispondeva alla sensazione precisa di vivere un abbandono, talmente lungo che persino un abbraccio frettoloso, ricevuto da qualcuno incontrato per caso, era veramente un miracolo. Cominciava a essere stanca di freddo, di cieli disumani, stanca di andarsene in altri mondi, nascosti in libri, Chiudeva gli occhi e ogni volta le tornava in mente un contatto di ossa, di pelle. Fuori di casa, avrebbe abbracciato chiunque. Perciò in classe la guardavano con diffidenza e, poco alla volta, si era fatta da parte. Non erano pronti all’amore incondizionato che portava con sé, nessuno lo era, ma non importava. Ciò che veramente contava era che dopo un abbraccio lei non moriva, non si apriva la terra né niente.

Amiamo Carmen Pellegrino, ve lo abbiamo ripetuto più e più volte.
Da qualche settimana Carmen è in libreria con un nuovo romanzo dal titolo rubato all’incipit della poesia A mio padre di Alfonso Gatto, Se mi tornassi questa sera accanto.

Un romanzo epistolare, fatto di centinaia di parole che passano da un padre alla figlia, diventando magia e incanto.
Perchè Carmen Pellegrino ha un lirismo d’altri tempi, garbato, ricercato, nostalgico.
Un tocco educato in un mondo, quello dei libri, dove la carta viene troppo spesso malamente imbrattata.

Carmen Pellegrino - Se mi tornassi questa sera accanto

È un grande romanzo Se mi tornassi questa sera accanto.
Racconta di un uomo ormai anziano, il socialista utopista Giosuè, che del fiumeterra ha fatto la propria roccaforte. Il fiumeterra attraversa gli Appennini e li nutre, li protegge, li avvolge, come un padre benevolo che va rispettato e amato.
Giosuè è sposato con Nora, anima fragile ormai divorata dalla malattia mentale.
Nora è infelice, arroccata nei propri pensieri di morte e di altrove. Nora non sa come amare, perchè dell’amore ha un ricordo malvagio e putrido.

Giosuè e Nora hanno avuto una figlia, Lulù, che da bambina sognava di fare la pensatrice. Lulù avrebbe voluto avere un’officina dove aggiustare i pensieri rotti della gente, trasmettendo felicità e serenità.
Ma non è questo il futuro che Giosuè ha tenuto in serbo per lei. Lulù ha dovuto restare con i piedi per terra e studiare agraria, per affiancare il padre nel suo sogno più grande: dare vita a una città, l’Ignoto Ideale, dove gli uomini possano vivere nell’uguaglianza di diritti e opportunità.

Carmen Pellegrino - Se mi tornassi questa sera accanto

Il libro della Pellegrino è un lungo mea culpa di un padre che scrive lettere alla figlia lontana, fuggita da quella famiglia/prigione priva d’amore e satura di gelo. Le lettere sono affidate al fiumeterra, che forse le ingollerà per sempre, senza ristabilire il contatto tra Giosuè e Lulù.
Un legame di sangue che si perde nelle pretese di un genitore convinto di fare del bene, che si dissolve nel silenzio di una madre malata, che si annulla in un mondo che non ha più spazio per i sogni di una bambina costretta a diventare adulta in un baleno.
Giosuè, Nora e Lulù sono spettri che si perdono in un intricato labirinto di parole gridate e di altre non dette, indigeste e mandate giù per una strana forma d’amore malato.
Ed è con le parole, quelle che stavolta hanno il sapore del giusto, che Giosuè tenta di ricucire lo strappo e ottenere il perdono di Lulù.
Parole d’un amore un tempo sbagliato, che vuole redimersi prima dell’arrivo della morte.

È un romanzo magnifico quello dell’abbandonologa napoletana, che in 228 pagine conferma la sua dote più grande: Carmen Pellegrino è maestra di scrittura che sa curare le ferite dell’anima.
Alla fine, chiudiamo il romanzo e lasciamo che il fiumeterra ci porti via.

In quel momento Lulù pensò a quanto sia complicata la vita per i figli dell’uomo, che cercano il perdono definitivo per quello che fanno, ma non perdonano mai se stessi per quello che non hanno fatto. E poi c’era questa cosa che la tormentava da quando aveva memoria, questa riluttanza o forse incapacità degli uomini di dire una parola che ripara, la parola che aggiusta.

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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