Libri | Qual è il vostro “Adagio urbano”? Teresa Monestiroli e il downshifting

Rallentare, frenare, moderare, andare adagio.
Chi di noi non ha pensato almeno una volta nella vita “mollo tutto e me ne vado?”.

In questi giorni io lo penso a ogni respiro.
La città mi opprime, il lavoro mi stressa, la gente mi soffoca.
Ciclicamente mi capita di pensare: cosa ci faccio in questa città così faticosa, dai ritmi fagocitanti, grigia, polverosa, ossessionata dal lavoro e così poco attenta alle relazioni umane?

Sarà perchè le mie origini emiliano-romagnole m’impongono di mantenere un certo gusto per la vita e un’alta qualità dei rapporti personali, ma il continuo nervosismo metropolitano inizia a starmi sempre più stretto.

Se Milano non mi avesse trafitto il cuore con la sua struggente bellezza, così difficile da dimenticare, sarei già fuggita altrove.

Invece, dopo ormai sette anni, sono ancora qui, magari un pochino più nevrotica ma ancora saldamente attaccata alla mia scelta.
Che cosa riesce a dare pace ai miei nervi?
Quello che è ormai comunemente conosciuto come il fenomeno del downshifting.

Scegliere l’adagio urbano, come ha fatto Teresa Monestiroli, fino a tre anni fa stressatissima giornalista a tempo indeterminato per un quotidiano nazionale e ora soddisfatta freelance.
Teresa ha scelto, non senza sofferenza, di lasciare il posto fisso per regalarsi tempi e spazi più adatti a lei.
Ha raccontato la sua esperienza e quella di molti altri milanesi nel libro “Adagio urbano”: centodiciannove pagine pregne di vita, da gustare tutte d’un fiato o a piccole dosi.

Io l’ho letto in poco più di due ore, seduta ai piedi del Manzoni.

adagio urbano

Tutti noi dovremmo avere piccole oasi in cui coltivare il nostro relax.
Teresa ci racconta di una giovane stilista che molla il scintillante mondo della moda, per diventare una pasticcera.
Poi c’è la storia di chi coltiva un orto nell’area dell’ex manicomio, di chi sceglie di sfrecciare in bicicletta tra le auto, di chi vuol tornare a essere un medico vero e di chi resta in silenzio per un’intera giornata.
Perchè per trovare il proprio equilibrio non è necessario mollare tutto e trasferirsi altrove, come il più celebre dei volontariamente semplici, Simone Perotti.
Quando non hai un’alternativa così forte, puoi scegliere di rallentare a modo tuo, restando in città.
Teresa Monestiroli ha scelto di lavorare in proprio, di camminare, di lucidare le foglie delle piante (ebbene si, non solo l’unica a rilassarsi in questo modo!), rimettendo in discussione la sua vita, con la piacevole conseguenza, tra le tante, di ritrovarsi a ridurre i suoi consumi, ormai consapevole di quante cose superflue riempiano i nostri giorni.

La mia oasi di lentezza è, paradossalmente, la stessa caotica Milano.
Le passeggiate tra i suoi angoli più nascosti, gli scorci suggestivi, il verde così bistrattato e i palazzi che lanciano surreali messaggi d’amore.

Amo il sole!

E’ la mindfulness, praticata la mattina presto, prima di andare in ufficio.
E’ leggere in tram, in Piazza San Fedele all’ombra di Alessandro, in coda all’ufficio postale.
E’ cucinare con cura una cena leggera.

Tutti noi possiamo vivere il nostro adagio urbano!
Qual è il vostro?
Scrivetelo a Teresa su Twitter: @adagiourbano.

Poi…
rallentate
respirate
vivete!

Teresa Monestiroli
Adagio urbano
Editrice Compositori
pagg. 119
€ 10

Ho scritto questo post ascoltando:

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Ha fondato www.lalettricegeniale.it per dedicarsi con slancio e perseveranza ai libri e alla lettura. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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