Le antenate | Maria Teresa De Filippis

Ecco un’altra donna appassionata di motori di cui vorrei raccontarvi.
Una nuova pilota  tra le nostre antenate, che farà compagnia ad Ada Pace, con i suoi podi mondiali, e a Vittorina Sambri, mitica motociclista.
Si chiama Maria Teresa de Filippis, il Pilotino per chi l’ha conosciuta.

La prima donna della formula 1

Maria Teresa nasce nel 1926 a Napoli. Di buona famiglia e con quattro fratelli maschi, accede ai motori e ha l’opportunità di esercitare la sua passione per le auto fin da bambina. Le donne avevano conquistato il diritto al voto proprio negli anni in cui Maria Teresa iniziò a disputare le sue prime gare e solo pochissime avevano la possibilità di guidare.

La sua condizione privilegiata, figlia di un conte, le permise di accedere a qualcosa che ancora per molto tempo sarà preclusa alle donne, per cultura e per condizioni economiche.

Vicina al padre sin da piccola nel mondo dei motori e sostenuta dai fratelli, nel 1948 partecipò al Giro di Sicilia in coppia con il fratello Antonio. Da quella prima gara si susseguirono oltre 10 anni di competizioni e di podi importantissimi, una parabola che la portò ad esordire nel 1958 in Formula1.

Prima donna in assoluto ad entrare nel Circus. Dopo di lei, solo altre 4 donne hanno gareggiato, la seconda nel 1974 e l’ultima nel 1992.

10 anni di corse

Furono anni faticosi per Maria Teresa De Filippis. Anni di iscrizioni rifiutate e di piloti che non volevano partecipare ai gran premi per la presenza di una donna, di squalifiche ingiuste e di macchine non disponibili per lei.

Solo il sostegno della sua famiglia e la possibilità economica di provvedere alla macchina e al team, le permisero di gareggiare e viaggiare per tutta Europa.

Godeva del rispetto e dell’amicizia di molti piloti importanti. Tazio Nuvolari, Fangio e anche Luigi Musso, spesero negli anni non solo parole per lei, ma si schierarono per difendere il suo diritto ad essere riconosciuta come pilota.

Si ritirò nel 1959 dopo l’incidente mortale del suo caro amico Berha, su una macchina che avrebbe dovuto pilotare lei. Una morte ultima di altre in ordine di tempo di piloti vicini a lei che la portò ad allontanarsi definitivamente dalle gare, ma non dai motori.

E’ morta nel 2016 a 89 anni, ormai leggenda delle quattro ruote e con cariche importanti da Vice Presidente del Club International des Anciens Pilotes de F1, Presidente Onorario a vita del Maserati Club, socio onorario del British Racing Driver’s Club e membro del Comitato d’onore della Mille Miglia.

Minimo comun denominatore: la passione per la velocità e per l’indipendenza

Ada, Vittorina e Maria Teresa sono unite da una passione comune per la velocità, vivono gli stessi tempi spezzandone le convenzioni . Convivono tutte con una serie di limitazioni e pregiudizi che vogliono la donna incompatibile con la rivalità, le ruote, i motori e una certa dose di incoscienza con cui fare i conti.
Essere spericolati nell’indole viene ritenuta una prerogativa concessa solo agli uomini. Uomini che mettevano in dubbio le doti di queste sportive, insinuando trucchi ai mezzi, preferenze dei giudici e non rispetto delle regole.

Queste donne sono state ostacolate e spesso solo un privilegio economico le ha aiutate a decidere per se stesse, forzando le barriere che impedivano l’ingresso a mondi maschili, chiusi e impenetrabili.

Come se fosse impossibile che, semplicemente, le donne potessero competere a pari livello, sportivamente e senza altri elementi in comune se non la pura passione per la velocità. Competere ed eccellere, alla pari degli uomini.

Resta purtroppo un tema ancora aperto quello delle donne nel mondo corse. Attualmente non ci sono donne nel Circus, mancano da 30 anni e al massimo vediamo sparute presenze femminili nelle serie minori e tra i collaudatori.

Spero di vedere presto un cambiamento forte, spero di vedere presto correre una donna, molte donne. Alla pari fuori dalla pista e magari un passo avanti al traguardo della bandierina a scacchi.

About Agnese Scarito

Donna in progress, mamma di gemelli, femminista, digital tata e sostenitrice del tacco 12 ma proprietaria di Birkenstock. Leggo, ascolto, scrivo e lavoro in ordine sparso. Ho fissazioni anziane come Mina, Cesare Pavese e le auto. Amo i cambi Steptronic ma la mia macchina preferita è una Giulietta del '59. Mi appassiono di quasi tutto, se chi me lo racconta ha passione. Quindi scrivo con passione.

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