Le antenate | Maria Callas

Don’t talk to me about rules, dear. Wherever I stay I make the goddam rules.
Maria Callas

Non le mandavi a dire, cara Maria! Oggi sei tu l’antenata non-groupie che vogliamo ricordare.
Tu che eri bella, forte, volitiva e fragile.

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Una volta Montale scrisse di te Ma era poi facile vivere con lei? Qui debbo riferirmi a quanto ce ne dice la (Camilla ndr) Cederna. Pare che avesse un sale caractère, un temperamento che provoca e anzi alimenta i pettegolezzi e gli scandali.

A una bella donna si perdona tutto, tranne il brutto carattere, Maria. Pure tua madre, che ha tentato di riscattarsi attraverso la tua carriera, narrò di un famoso incidente che ti modificò il carattere rendendolo ombroso e ribelle. Ah cara mamma, che tra interviste e biografie tentò in tutti i modi di monetizzare il tuo successo, cercando di ripagarsi per aver sempre creduto e spinto per farti diventare un’artista acclamata!
E tu che, nascesti a New York Cecilia Sophia Anna Kalogeropoulos giusto in tempo, perchè la tua famiglia era arrivata in America dalla Grecia solo qualche mese prima, comprendesti in fretta che la vita si decide proprio nei bivi.

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Sei stata la cantante lirica più nota al mondo e quella che ha venduto più dischi in assoluto, eppure non piacevi a tutti. Una carriera iniziata con alti e bassi, fino alla consacrazione e al soprannome di Divina non ti resero immune dalle cattiverie e dalle critiche. Per ogni critico che lodò la tua tecnica e le potenti e drammatiche interpretazioni, ce ne furono altri che trovarono la tua voce sgradevole e la tecnica difettosa. Ne soffrivi ma andavi avanti, abituata a combattere e a sconfiggere il nemico.

Non parse vero alla stampa, poter scrivere e commentare pruriginosamente i tuoi insuccessi, i fischi, le tue bizze, gli amori contrastati.
Quanto li fece parlare la tua perdita di peso. Quante dicerie.
E i tuoi vizi, la moda, i gioielli. Non si era mai vista una cantante lirica comparire su così tante copertine glamour.
A condire il tutto, la rivalità costruita ad arte con Renata Tebaldi.
Contrasto che (si dice) appianaste nel 1968, quando eri nel periodo più triste della tua vita. Avevi appena saputo che Aristotele Onassis, il tuo Aristo a cui avevi dedicato ogni tuo atomo, avrebbe sposato Jackie Kennedy. Il dolore ti mordeva dall’interno del tuo corpo, ma uscisti e andasti al Metropolitan, dove si esibiva Renata. L’ascoltasti in disparte e poi andasti a salutarla. E lì, nel silenzio del camerino vi abbracciaste piangendo. Come due amiche, come due anime che conoscono la sofferenza.

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I tuoi amici erano tutto per te. Ti accompagnavi a loro e li guardavi sognante, ogni loro parola e gesto ti affascinava. Riconoscendo in loro un’arte da rubare e da fare tua. E fu quando l’amicizia e l’amore vennero a mancare che non trovasti più motivi per continuare a vivere.

Vissi d’arte, vissi d’amore, non feci mai male ad anima viva!
Con man furtiva quante miserie conobbi aiutai.

Così cantavi nella Tosca e così sei vissuta: d’arte e d’amore.
Inseguisti l’amore fino all’ultimo dei tuoi giorni.
Perchè vivesti a bocca aperta, Maria. Cantando e prendendo la vita a morsi.

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Per emozionarvi ancora non perdetevi le registrazioni delle lezioni tenute alla Juillard School di New York da ottobre 1971 a marzo 1972.

About Nunzia Arillo

Sociologa, communications manager e, soprattutto, napoletana. Costantemente impegnata nella lotta tra serio e faceto. Riempie la sua vita - con la stessa intensità - di innovazione, libri e caffè. Non si ferma davanti a niente, nemmeno di fronte all'etichetta "lavare solo a secco". Crede nella reincarnazione e nella prossima vita vorrebbe essere manichino da Bergdorf Goodman. E' sedotta dal lusso, ma conosce la parola "mercatino" in tutte le lingue del mondo. Scrive sempre e ovunque pure su rotoloni asciugatutto (true story), non meravigliatevi di trovare la sua firma su magazine di musica, moda e luxury. Mollerebbe tutto per seguire Ivano Fossati ma la sua unica divinità è Stevie Wonder. La mattina si sveglia con il sorriso ma non dovete parlarle prima del caffè. Adora i numeri dispari, ma le piace ordinare le cose per 10.

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