Le antenate | La piratessa Ching Shih

Avete mai sognato di solcare i mari, a bordo di un veliero con bandiera nera e teschio?
Se la risposta è sì, questo post è perfetto per dare un senso alle vostre fantasie piratesche.
Se la risposta è no, siamo certe che nella storia di Ching Shih troverete comunque alcuni spunti per coltivare le vostre ambizioni, perchè da una donna così determinata e potente, c’è sempre qualcosa da imparare.

Ching Shih

Ma partiamo dall’inizio della storia, da una ragazzina nata nel 1785 nella campagna cinese con un nome che non sapremo mai (Ching Shih significa “vedova di Cheng” e le fu dato dopo la scomparsa del marito) e diventata prostituta a Canton, sulle coste del sud.
Una prostituta così bella e famosa da essere soprannominata, a soli 16 anni, la Signora di Canton e da conquistare il più famoso pirata cinese durante la dinastia Qing, Cheng Yi.
Certo, non fu un corteggiamento tradizionale quello di Cheng Yi: la fece rapire e solo poi le chiese la mano, ricevendo una risposta imprevedibile.
Ching Shih disse sì, ma non prima di essersi assicurata che lui le cedesse la metà del suo patrimonio e le desse il comando di una nave della sua flotta.
Forse non si trattò di un amore romantico degno di una favola, ma Yi e Shih furono una coppia davvero unita, tanto che lei divenne la principale consigliera del marito e, grazie ai suggerimenti che gli diede, la flotta si consolidò a tal punto da diventare la più grande e potente di tutta la Cina, denominata Red Flag Fleet.

Nel 1807 Cheng morì durante un assalto in Vietnam, lasciando Ching Shih in una posizione difficile. Avrebbe potuto essere estromessa dagli eredi del marito, ma fu molto più scaltra e spietata di loro, riuscendo a costruire una serie di relazioni importanti e dimostrando la sua grandezza a chiunque.
Il legittimo erede di Cheng avrebbe dovuto essere il figlio adottivo Cheung Po Tsai, che a quell’epoca aveva 21 anni, ma la 22enne Ching Shih riuscì a sedurlo e farlo diventare dapprima un amante, poi un alleato prezioso e infine, si dice, anche un marito. Shih ebbe anche in figlio da Po Tsai, roba da far impallidire l’albero genealogico dei Forrester di Beautiful!

Fortificata la sua posizione, Ching Shih in un baleno divenne la comandante dell’intera flotta Red Flag, rendendola imbattibile e sempre più feroce.
Solcarono numerosi mari e si accaparrarono incredibili bottini.
La spietatezza di Ching Shih si rispecchiò nel severo codice che prevedeva la decapitazione per chiunque non le avesse obbedito, ma istituiva anche una sorta di fondo pubblico, in cui versare gran parte delle merci rubate, che servivano poi ad acquistare il necessario per ripartire per altre missioni, accrescendo a dismisura la sua già potentissima flotta.

Ching Shih
Ching Shih (a destra) combatte contro l’esercito cinese

Insomma, Ching Shih sapeva farsi rispettare e aveva anche un proficuo talento per l’economia.
Nessun pirata sarebbe mai più stato alla sua altezza e forse fu questa consapevolezza che convinse il governo cinese – che ormai era talmente disperato da chiedere aiuto alle flotte portoghesi e inglesi – a firmare un’amnistia e a lasciarla libera e ricchissima, con tanto di titolo nobiliare.
Della serie “qualsiasi cosa, basta che la smetti”.
All’età di 25 anni la nostra antenata andò in pensione, tornò a vivere a Canton e si dedicò ad attività sempre decisamente a rischio, come la gestione di case da gioco e, probabilmente, di piacere.
Ching Shih morì a 59 anni, dopo aver attraversato almeno tre intense vite.

La fama di Ching Shih ha ormai varcato i confini della Cina e nel 2007, in Pirati dei Caraibi – Ai confini del mondo, l’abbiamo vista comparire con il nome di Mistress Ching.

Ching Shih

Ermanno Olmi, invece, nel 2003 ha realizzato Cantando dietro i paraventi, che ripercorre con occhio poetico la storia di Ching Shih, e persino Jorge Luis Borges le ha dedicato il racconto La viuda Ching, pirata.

photo credit | Philippe Antonello

Dopo aver letto le imprese di questa nostra antenata, non vi sentite pronte per affrontare qualsiasi avventura?

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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