Le antenate | Julia Child

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Julia Child

Una parte del mio DNA ha sicuramente origini francesi.
Lo deduco dal fatto che mangio burro in quantità industriali: lo spalmo sul pane, lo metto nei sughi, le mie frolle sono sempre lucidissime, lo sciolgo a bagnomaria e ci annaffio gli arrosti.
E sono ancora viva.

Mi sono sempre domandata che cosa avremmo fatto io e Julia Child in cucina, una accanto all’altra. Tra le mille ipotesi, di certo avremmo aperto il frigorifero per cercare il burro.

Julia Carolyn McWilliams, americana di Pasadena, nacque sotto il segno del Leone e passò tutta la vita come una vera leonessa, a distinguersi dalle altre donne con quel carattere forte, determinato, a volte così originale da diventare bizzarro.

Julia Child

Julia era altissima, sfiorava i 190 cm, e amava praticare numerosi sport, dal golf al tennis, passando per il basket.
Nonostante la corporatura massiccia per entrambe, in questo frangente, io e Julia, non ci assomigliamo per niente.
Mi ha sempre affascinata, però, questo suo fisico possente, immenso quanto il suo carattere e la sua intelligenza.
Una grandezza che risaltò ancor di più, quando incontrò l’amore della sua vita, Paul Cushing Child, che era molto più esile di lei, almeno fisicamente.

Paul era funzionario per l’Ufficio Servizi Strategici, un ente governativo molto attivo durante la seconda guerra mondiale.
Julia aveva accettato un posto da archivista e ricercatrice per lo stesso ente, dopo essere stata rifiutata per l’arruolamento militare. L’altezza l’aveva fregata, ma lei non aveva voluto rassegnarsi a condurre una vita monotona, da brava ragazza borghese.
Si incontrarono a Ceylon e si dice che fu amore a prima vista, ma – anche se travolti da una passione fisica travolgente – si sposarono  solo due anni più tardi, nel 1946.
Ho sempre pensato che Julia e Paul non si sarebbero fatti molti problemi a vivere per sempre nel peccato… erano fortemente anticonvenzionali, ma il loro amore li spinse verso il matrimonio, per suggellare un’unione che sarebbe davvero durata per sempre.

Julia Child

Paul amava il buon cibo, era un viveur dal palato raffinato e non faceva segreto della sua passione per la bellezza, in ogni sua forma. Era poeta e artista, sapeva come appagare tutti i sensi.
Ma proprio tutti.
Fu così che Julia si avvicinò alla cucina. Aveva più di trent’anni e poca esperienza, ma la passione le disse che quella sarebbe stata la sua strada.

Julia Child

Julia e Paul si trasferirono a Parigi e mentre lui lavorava ancora per l’intelligence americana, lei accettò la sfida del Cordon Bleu, insistendo per seguire un corso professionale e non il solito amatoriale proposto alle casalinghe.
Era caparbia Julia, non mollava facilmente. Poi aveva Paul dalla sua parte, sempre pronto a sostenerla, a consigliarla.
Fu così che, nonostante la poco velata opposizione del mediocre direttore, Julia superò brillantemente tutti i suoi compagni di corso e arrivò al giorno dell’esame.
Fallì, ma solo perchè il metodo di selezione le imponeva di ricopiare a memoria delle ricette che erano riportate sul libro del corso per casalinghe.
E di nuovo Julia sfoderò la sua cocciutaggine, lottando per poter sostenere nuovamente l’esame, cosa non prevista dalle rigide regole del Cordon Bleu.
Nel 1951 vinse anche questa sfida, diplomandosi con successo.

Julia Child

Un anno più tardi, Julia incontrò le francesi Simone (Simca) Beck and Louisette Bertholle, che stavano lavorando a un libro di cucina francese rivolto al pubblico americano.
Furono molto liete di accogliere Julia nel progetto.
Da questa amicizia nacque anche una scuola di cucina, L’Ecole des Trois Gourmandes, che le vide lavorare fianco a fianco, oltre la stesura del libro, che diventava sempre più corposo, giorno dopo giorno.
Il manuale stava prendendo le fattezze di Julia: era mastodontico, aveva superato le 800 pagine ed era molto lontano dalla parola FINE.
Fu rifiutato dalla casa editrice Houghton Mifflin, che lo trovò troppo dispersivo e complesso, e questo mise in crisi la creatività della nostra Julia, che non aveva dubitato nemmeno per un attimo che la cucina francese avrebbe potuto diventare una grande passione per gli americani, così come lo era per lei, che ne aveva fatto una ragione di vita.

Julia e Paul tornarono a vivere negli Stati Uniti nel 1961 e questo forse fu di buon auspicio, perchè solo qualche mese dopo – dopo nove anni di ricerca, scrittura, test culinari e diverse revisioni – Mastering the Art of French Cooking, volume uno, fu pubblicato.
Il successo fu immediato e, di lì a poco, per Julia arrivò la tv, con lo show The French Chef, attraverso il quale la sua magnifica risata, travolgente quanto la sua forza d’animo, entrò nelle case di milioni di persone, insieme alla cultura della cucina francese.

Le lezioni di Julia andarono avanti per dieci anni, fino al 1973, e il 25 novembre del 1966 il settimanale Time le dedicò la copertina e un lungo articolo, declamando che le sue dita volano con la velocità e la destrezza di un pianista.

Julia Child

La carriera di Julia era ormai inarrestabile e fu costellata di premi e onorificenze, provenienti dalla Francia ma anche dagli Stati Uniti, a cui lei aveva così generosamente donato il suo sapere.
Era ormai diventata un’icona, tutti amavano Julia Child e la cucina francese!
Si dice addirittura che Olaf, il pupazzo cuoco svedese del Muppets’ Show, fosse ispirato a lei…
Mentre Julia sfornava libri e souffle, Paul iniziò a soffrire di diversi malanni e nel 1994 si spense, portando nel cuore il sapore di tutti i manicaretti cucinati dalle amorevoli mani della sua musa, amante, compagna.

Julia gli sopravvisse altri dieci anni, mantenendosi attiva, vivace, sempre in prima fila.
Qui possiamo addirittura ammirarla accanto a Martha Stewart. Era il 1999 e Julia aveva ancora negli occhi e nelle mani la scintilla della caparbia ragazza che aveva conquistato il Cordon Bleu.

Julia Child morì nel 2004, dopo aver pubblicato numerosi libri e dopo essere riuscita nella grande impresa che aveva sempre sognato: affinare il palato dell’americano medio, avvicinandolo all’eleganza della cucina francese.

Nel 2009, Nora Ephron (altra nostra antenata, ma questa è un’altra storia) si mise dietro la macchina da presa e diresse una favolosa Meryl Streep in Julie & Julia, tratto dal libro di Julie Powell, che nel suo blog aveva intrapreso l’epica impresa di riproporre cronologicamente una ricetta al giorno, tratta dalla bibbia Mastering the Art of French Cooking.
Se non avete visto il film, recuperatelo e guardatelo in lingua originale.
L’interpretazione della Streep è magnifica.
O forse era Julia così magnifica da rendere la Streep ancora più brava di quel che è.

Julia Child era una vera non-groupie, appassionata, testarda, schietta, verace.
Da lei abbiamo imparato che si può inseguire un sogno a ogni età, l’importante è crederci davvero e andare sempre avanti, nonostante tutto.
Io, poi, da Julia ho imparato quanto sia fondamentale mettere le mani in pasta per trovare equilibrio e felicità.
Bon appétit!

Julia Child

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Ha fondato www.lalettricegeniale.it per dedicarsi con slancio e perseveranza ai libri e alla lettura. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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