Le antenate | Iris Apfel

Perchè scrivere di un’antenata non-groupie ancora in vita?
Perchè io credo che Iris Apfel sia eterna e inossidabile, come una gemma preziosa, e che vada celebrata in vita, senza aspettare nemmeno un minuto.

Se amate il mondo della moda, sarete già ammiratori del suo inconfondibile stile.
Se, come me, storcete il naso quando si parla di fashion, la Apfel vi conquisterà con la sua simpatia e intelligenza. Poi v’innamorerete del suo bizzarro look, che riempie gli occhi di luce e vitalità.

Iris Apfel, è l’uccello raro della moda, così come viene soprannominata e riconosciuta ovunque.
Lei, con grande ironia, si autodefinisce una geriatric star.

Iris Apfel
Icona, musa, trendsetter, anticonformista, originale, eccentrica, Iris Barrell nasce nel 1921 in un quartiere della middle-class di New York.
Chissà se già da bambina la sua prepotente personalità trovasse sfogo nei colori eccessivi, nei tessuti lavorati, nell’uso di abbondanti accessori.
Mi immagino una piccola Iris con decine di fiocchi nei capelli e piccoli copricapi vezzosi!
Pare che a otto anni pronunciò la frase che ogni donna usa almeno un centinaio volte nella vita: non ho niente da mettermi!

Dopo la laurea in storia dell’arte, la passione per tutto quanto era esotico e anticonvenzionale la portò prima a lavorare come interior designer, poi a fondare nel 1950 una propria ditta di produzione e importazione di tessuti lussuosi, la Old World Weavers, con la quale girò il mondo in lungo e in largo, alla ricerca di stoffe e filati coloratissimi, etnici, preziosi.

Iris Apfel

Iris Apfel

Iris aveva trovato in Carl Apfel un socio e un grande amore.
Si sposarono nel 1948 e si dice che fossero fatti l’uno per l’altra, anche in fatto di stile.
Carl è morto centenario lo scorso anno, con la sua amata Iris al fianco.

Iris e Carl Apfel

Chissà quanto ha sofferto Iris per questa perdita!
L’amore di una vita ti lascia dopo 67 anni di avventure condivise in simbiosi, ci sarebbe da chiudersi in casa e deprimersi parecchio.
Ma la nostra Iris è attaccata alla vita con una forza straordinaria, così indossa il suo immancabile rossetto rosso e gli enormi occhiali tondeggianti e si presenta alle sfilate della New York Fashion Week, pronta a dare il suo contributo e a elargire l’Iris pensiero.

Iris Apfel

Nel 2005, il Costume Institute del Metropolitan Museum of Art di New York progettò e realizzò una retrospettiva di grande successo, Rare Bird of Fashion: The Irreverent Iris Apfel, che divenne itinerante e fu ripetuta in altri importanti spazi espositivi.
Il catalogo si trova ancora su Amazon ed è ammaliante nelle immagini di ogni outfit.

Rare Bird of Fashion: The irriverent Iris Apfel

Sono decine le gallery fotografiche a lei dedicate, su Pinterest potete trovare centinaia di scatti, sempre con mise orientaleggianti, futuriste, in technicolor.
Iris Apfel oggi ha 94 anni e continua a insegnare, tenere seminari, incontrare i giovani e gli addetti ai lavori.
Partecipa a party esclusivi e lavora, creativa e inarrestabile, per mantenere vivo il suo immenso archivio di abiti, bijoux e oggetti provenienti da tutto il mondo.

Iris Apfel

Iris Apfel

La sua straordinaria quotidianità è stata ripresa nel documentario che si intitola semplicemente Iris ed è stato diretto da Albert Maysles, visibile su Netflix.
E’ stato guardandolo che la mia scintilla d’amore è diventata fuoco perpetuo.

Iris Apfel è forse un’aliena o forse una dea… certamente, tra le tante parole, ha pronunciato anche quelle che vorrei sentir dire da ogni stilista:
Ognuno deve fare a modo suo. È più importante essere felici che vestirsi bene.

Grazie Iris.

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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