Le antenate | Françoise Giroud

Non ho mai pensato che avremmo potuto cambiare il mondo, ma penso che tutti i giorni si possano cambiare le cose.

Françoise Giroud, nata nel 1916 con il nome di France Lèa Gourdji , è stata una giornalista, scrittrice e attivista politica, tra i maggiori esponenti della sinistra francese.
Una non-groupie che voleva cambiare il mondo, apparentemente fortissima, intimamente fragile.
Françoise era una di noi.

Figlia di un turco ebreo, giornalista attivista rifugiato politico, Françoise nasce in Svizzera e solo qualche anno dopo va a vivere nella nazione da cui aveva preso il nome. Si ritrova in un collegio severo, rimanendo legatissima alla madre creativa, gioiosa, carica di speranze e sogni, e alla sorella con cui condivide miserie e ingiustizie.
France, mora, astiosa e testarda, fin da ragazza sa che dovrà lottare sempre per ottenere ciò che desidera e ciò che sogna per gli altri. Femmina e povera, parte in una situazione di forte svantaggio, ma non si arrende e si fortifica sempre di più, consapevole della propria intelligenza e di quel carattere così determinato e operoso.

Françoise Giroud

Cacciata dal collegio a soli 12 anni, per una delle tante ingiustizie che costelleranno la sua vita, inizia dopo un paio d’anni a lavorare come commessa e a 16 anni, grazie al suo diploma in dattilografia e all’incontro con il nipote di André Gide (Nobel per la letteratura, ndr), entra nel favoloso mondo del cinema, per trascrivere a macchina sceneggiature e altri documenti. Ha la fortuna di lavorare anche sotto la protezione di Antoine de Saint-Exupéry, s’innamora del regista Pierre Billon e s’invaghisce di attori e scrittori.
Quando si parla di incontri che ti cambiano la vita, io penso a Françoise ragazzina, che incontra il nipote di Gide e apre un portone che la indirizzerà verso un futuro denso di scrittura.

Françoise Giroud

Françoise Giroud

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, France sente risvegliarsi quel profondo e combattivo senso di giustizia che fa parte del suo DNA. Sa da che parte stare, sa dove si nasconde il male, ma qualcosa le impedisce di unirsi al movimento partigiano: è incinta di un uomo fuggito in Spagna.
Partorisce Alain nel 1941 e compie una scelta fortissima ma necessaria, facendolo adottare da un altro uomo e poi affidandolo alle cure della madre.
Chissà quale cicatrice si formò nel cuore di France. Espierà questo senso di colpa sposandosi con un altro uomo nel 1946, decisa a essere una buona moglie e madre. Ma il destino non volle lasciarla in pace e quel marito fu imprigionato per collaborazionismo finanziario, lasciandola ancora più povera di quanto non fosse già stata.
Françoise si rimbocca le maniche e persevera in quella carriera a cui s’era avvicinata negli anni della guerra, raccontando la vita, le ingiustizie, le barbarie ma anche le cronache più leggere. S’era trasformata in una giornalista e voleva continuare a esserlo.

Françoise Giroud

Nei primi mesi del 1946 Françoise Giroud conquista la leadership come redattore della nuova rivista Elle, ruolo che porta avanti con ineguagliabile carisma fino al 1953. Lavora fianco a fianco della fondatrice Hélène Lazareff, gettando le fondamenta di quell’imperò che oggi noi donne consideriamo una bibbia di moda e lifestyle.
È in quegli anni che diventa madre per la seconda volta, mettendo al mondo Caroline nel 1947.
Madre, giornalista, donna in carriera, con un marito che di lì a poco sarebbe stato arrestato.

Sei anni dopo, chiusa l’esperienza con Elle, spinta dall’amore per la professione giornalistica ma anche da quello verso Jean-Jacques Servan-Schreiber, France è la co-fondatrice de L’Express, il primo settimanale francese di attualità e politica, nato il 13 maggio del 1953 e diventato, in pochissimo tempo, il principale punto di riferimento per tutta la sinistra francese anticomunista.

Françoise Giroud

Chi era Jean-Jacques Servan-Schreiber? La sua famiglia possedeva Les Echos, il principale quotidiano economico francese. Aveva studiato come ingegnere e in tempo di guerra era stato pilota della Forces Françaises Libres.
Era il grande amore di Françoise. Una passione intellettuale ma anche carnale, vorace e totalizzante.
Si conoscono nel 1951, a casa di amici. Lui ha accanto la prima moglie, ma Françoise è totalmente accecata dalla luce che quel giornalista emana.
Un vero e proprio colpo di fulmine.

S’inseguono per il mondo, facendo sbocciare la loro relazione a New York, dove lei aveva già consolidato la propria carriera giornalistica.
Tornano in Francia, continuando ad amarsi senza porsi il problema se essere clandestini o plateali.
Semplicemente vivono, condividono, sognano.
Da quello stare insieme nasce la più importante rivista politica francese.
Un’unione professionale e sentimentale che divenne, qualche anno più tardi, fonte di una tale tristezza da portare Françoise verso il suicidio.

Una coppia non è un uomo più una donna: è una terza persona che formano insieme.

Cosa accadde? JJSS era un uomo capace di distaccarsi completamente dai sentimenti, per mettere in primo piano il proprio benessere personale. Aveva l’animo di un politico ambizioso e devoto ai propri interessi.
Jan-Jacques sceglie d’amare un’altra e Françoise, per amore di lui e per orgoglioso rispetto verso se stessa, si allontana da L’Express.
Era il 1960.

Françoise non riesce ad accettare una vita che non sia felice. La ama troppo per viverla senza passione, così sceglie di essere ancora una volta libera. Abusa di barbiturici e si lascia andare alla morte.

Scegliere la propria morte, l’ora e la forma della propria morte, è un’espressione purissima di libertà. Forse la più pura in assoluto.

Viene salvata, almeno fisicamente, e da quell’esperienza esce ferita, fragile ma pronta a ricominciare.
Nel 1964, a seguito di un decreto della Repubblica, France diventa ufficialmente Françoise Giroud.
La politica si farà ancora più spazio nella sua nuova vita e Françoise diventerà sottosegretario della Condizione femminile nel 1974 durante la presidenza Giscard d’Estaing, e ministro della Cultura nel 1976 per il gabinetto di Raymond Barre.

Françoise Giroud

Françoise Giroud

Io sono una donna libera. Sono stata, e dunque posso essere, una donna felice… Esiste qualcosa di più raro al mondo?

È questo l’incipit della sua confessione più intensa e profonda. Storia di una donna libera, pubblicato in Italia da Neri Pozza, è il lungo racconto di una vita non sempre felice ma così appassionata da diventare infinita.
Françoise Giroud, morta nel 2003, è nel nostro cuore non-groupie e mai la dimenticheremo.

Françoise Giroud - Storia di una donna libera

About Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si trasferisce a Milano nel 2008 e diventa un angelo custode di eventi. Lettrice appassionata, modera incontri letterari ed è stata direttore artistico di una rassegna segreta e notturna. Ha fondato www.lalettricegeniale.it per dedicarsi con slancio e perseveranza ai libri e alla lettura. Pratica mindfulness, mangia e beve con gusto e adora rilassarsi ascoltando musica jazz. Ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando "La Bohéme".

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