Le antenate | Il mondo di Chavela Vargas

Imbattersi in questa canzone e innamorarsi di Chavela Vargas è stato un attimo.

Grazie al lavoro di Dimartino e Fabrizio Cammarata, che hanno tradotto e cantato le canzoni  più famose di Chavela Vargas nell’album Un mondo raro, ho scoperto un’artista che è unanimamente definita l’anima  vibrante del Messico. Tra le tracce dell’album e nelle pagine del libro omonimo – usciti entrambi lo scorso 19 gennaio – ho ritrovato una vita intensa e spregiudicata che ne fanno una antenata non-groupie.

Isabel Vargas Lizano – questo il suo vero nome – nacque il 17 aprile 1919. A soli 14 anni scappò di casa e dal Costa Rica e si diresse verso il confine messicano per diventare una cantante ranchera. Erano gli anni ’30  e il Messico era nel suo massimo splendore, l’Europa era in fiamme e gli Stati Uniti vivevano il loro periodo più nero.

Il Messico era il sogno rivoluzionario e accoglieva Sergei Eisenstein, Luis Buñuel, Leonora Carrington. Isabel era pronta per i lavori più umili e cantava agli angoli delle strade. A 25 anni, fu invitata nella famosa casa blu di Frida Kahlo e Diego Rivera a Coyoacán. Fu un incontro di quelli che valgono una vita intera: Chavela Vargas era nata e aveva trovato la sua famiglia.

Divenne famosissima e sono tante le storie che la vedono protagonista. Pettegolezzi o dicerie, Chavela Vargas diventa di volta in volta amante di Frida Khalo, compagna di letto di Trotsky. Ava Gadner impazzisce per lei. Grace Kelly ed Elizabeth Taylor vogliono ascoltare la sua voce. Uomini e donne fanno a gara per scoprire il segreto del suo fascino magnetico.

Una vita al limite

Controversa e trasgressiva – ben prima di Madonna – negli anni sessanta si aggirava per le strade del Messico vestita da uomo, fumando il sigaro e portando con sé una pistola. Al volante di un’Alfa Romeo bianca, si narra regalo del presidente messicano Adolfo López Mateos.

Le sue canzoni sono piene di donne abbandonate, vite sconfitte, alcool, amori impossibili.
Non ha mai nascosto il suo interesse per le donne.

Sono nata così. Da quando ho aperto gli occhi sul mondo, non ho mai dormito con un uomo. Mai. Figurati la purezza, non ho niente di cui vergognarmi, i miei dei mi hanno fatta così.

Nella sua canzone più famosa Macorina, canta “Metti la tua mano qui, Macorina”, indicando chiaramente la mano sul suo sesso. Ha cantato canzoni d’amore per le donne scritte da uomini, senza porsi il problema di cambiare ipocritamente i pronomi maschile/femminile. Visse in maniera mai ambigua rispetto alla sua natura eppure solo a 81 anni dichiarò pubblicamente la sua omosessualità.

Paragonata alle voci più amate della storia della musica, come Billie Holiday e Édith Piaf, la sua vita fu segnata dall’alcolismo, e a causa di questo fu costretta a ritirarsi nel 1979. A 83 anni affermò candidamente di aver bevuto più di 45 mila litri di tequila.

La musica che fa vibrare il mondo

Mi sembra di vederla  esibirsi con il suo poncho rosso e i pantaloni bianchi. Unici strumenti chitarra e voce, per cantare le donne messicane. Ha imparato dai migliori musicisti messicani:  Agustín Lara, Antonio Bribiesca, Toña la Negra, Lydia Mendoza, tra gli altri. José Alfredo Jiménez  è il suo maestro per la sua capacità di esprimere il dolore che accomuna tutti quelli che amano.

Senza saperlo, come piccoli sassi, alcune sue interpretazioni sono già entrate nella mia vita. In Carne Tremula di Almodóvar c’è LEI che canta Somos:

Somos un sueño imposible que busca la noche
para olvidarse del mundo, del tiempo y de todo.
Somos de nuestra quimera, doliente y querida,
dos hojas que el viento junto en el otoño-o-o…

La sua arte non ha niente di banale e le sue sonorità non sono quelle dei trenini festaioli pepeppepe. È dramma, vita e sangue. La disperazione post sbronza e la fine di un amore importante.
Scomparve per quindici anni, un tempo abbastanza lungo per vedere un patrimonio dilapidarsi e gli amici morire. Poi ritornò sulle scene, ma quella voce una volta cristallina come il mezcal era diventata torbida come un rum invecchiato. A 93 anni la malattia prese il sopravvento e il Messico la pianse come una perdita incolmabile.

chavela vargas - antenate - imnotagroupie

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About Nunzia Arillo

Sociologa, communications manager e, soprattutto, napoletana. Costantemente impegnata nella lotta tra serio e faceto. Riempie la sua vita - con la stessa intensità - di innovazione, libri e caffè. Non si ferma davanti a niente, nemmeno di fronte all'etichetta "lavare solo a secco". Crede nella reincarnazione e nella prossima vita vorrebbe essere manichino da Bergdorf Goodman. E' sedotta dal lusso, ma conosce la parola "mercatino" in tutte le lingue del mondo. Scrive sempre e ovunque pure su rotoloni asciugatutto (true story), non meravigliatevi di trovare la sua firma su magazine di musica, moda e luxury. Mollerebbe tutto per seguire Ivano Fossati ma la sua unica divinità è Stevie Wonder. La mattina si sveglia con il sorriso ma non dovete parlarle prima del caffè. Adora i numeri dispari, ma le piace ordinare le cose per 10.

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