Le antenate | Beatrice d’Este

Beatrice d’Este

una non-groupie del 1400

Anche nel 1400 esistevano le non-groupie e vorrei presentarvi Beatrice d’Este: giovane donna che con noi ha in comune molto.

Beatrice d’Este nasce nel 1475 a Ferrara, città natale dell’altra altrettanto nota concittadina Elena Giorgi, capostipite delle non-groupie. Visse tra Napoli e Milano, città presidiate dalla redazione, che le è grata per diverse cose. Vediamole.

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Fanciulla di regali natali, summa degli estensi e degli aragonesi, sposa Ludovico Il Moro e diventa Duchessa di Milano. Poco più che sedicenne le tocca in sposo un uomo burbero, vent’anni più vecchio di lei. Ma con un’intelligenza ed una considerazione per la moglie non usuale per quei tempi. Si distingue fin da subito per il suo carattere, la sua intelligenza ed il suo stile, incarnando l’ideale rinascimentale di principessa italiana. E a noi le principesse piacciono!

Alla sua corte la moda, l’arte e la cultura sono tenute in grande considerazione, portando Milano tra le città simbolo dell’epoca. Viene descritta come una donna fiera, dotata di una grazia unica, usata anche per allontanare le numerose amanti del marito. Nonostante i tempi e la grande differenza d’età, Ludovico la tiene al corrente delle faccende politiche ed avvalla le sue attitudini da mecenate. Leonardo da Vinci, il Bramante e Baldassarre Castiglioni sono solo alcuni degli artisti che frequentano la corte. Un po’ come la gente che mettiamo insieme noi non-groupie!

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Insomma, questa giovanissima donna rende Milano capitale della moda, la sua corte la più invidiata d’Europa e l’arte un buon motivo per capitalizzare risorse. E tutto questo in soli 22 anni di vita perchè purtroppo muore nel 1497,  dando alla luce il secondo figlio.

Una donna da celebrare, così come fecero a Venezia nel 1492, accogliendola nella Serenissima con grandi sfarzi. Avrebbe gradito i nostri aperitivi e le nostre chiacchiere.

Beatrice viene sepolta inizialmente a Santa Maria delle Grazie e dopo trasferita alla Certosa di Pavia. Dove possiamo trovare anche uno splendido cenotafio del Solari, famosissimo scultore milanese dell’epoca, che rappresenta lei ed Il Moro.

Dove sarebbe arrivata se avesse avuto più tempo? Che donna sarebbe stata ai nostri giorni? Sicuramente una non-groupie!

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About Agnese Scarito

Mamma di gemelli, digital pre-Social, sostenitrice del tacco 12 ma proprietaria di Birkenstock. Leggo, ascolto, scrivo e lavoro in ordine sparso. Ho fissazioni anziane come Mina, Cesare Pavese e le auto. Amo i cambi Steptronic ma la mia macchina preferita è una Giulietta del '59. Mi appassiono di quasi tutto, se chi me lo racconta ha passione. Quindi scrivo per passione.

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