Le antenate | Alexandra David-Néel

Ci sono incontri improvvisi che arrivano quando sei in cerca di storie da raccontare. Il mio con Alexandra David-Néel è accaduto proprio qualche settimana fa sulla bacheca della mia amica Zazie Vostok (grazie mia cara!)

Così mentre bevevo un tè ho iniziato a documentarmi forsennatamente sulla vita di Alexandra. Nata Louise Eugenie Alexandrine Marie David a Saint-Mandé nel 1868, fu una donna che definire pioniera non è affatto una iperbole! Sceglierla come nostra antenata è stato folgorante e immediato.

CHI É ALEXANDRA DAVID-NÉEL

La viaggiatrice più appassionata e indomita del ventesimo secolo, Alexandra David-Néel  ha visto molti dei suoi 100 anni in giro per il mondo. Ha attraversato le Alpi, ha percorso tutta l’Europa. Si è recata in India per approfondire l’Induismo in India e il Buddismo in Cina. É stata soprattutto la prima donna europea a entrare nel 1924 a Lhasa, capitale del Tibet all’epoca vietata agli stranieri. Un traguardo che ottenne dopo aver trascorso otto mesi in marcia dalla Mongolia.

Il virus della libertà le si insinuò nelle vene fin dall’età di diciotto anni. Lasciò Bruxelles, in sella a una bicicletta per dirigersi in Spagna. Viaggiando liberamente arrivò in Francia dove dimorò presso Mont Saint-Michel e poi a Londra. Lì la folgorazione nello studio delle filosofie orientali e l’incontro con Agvan Dorzhiev, inviato del tredicesimo Dalai Lama.

Fin dalla sua adolescenza e per tutta la vita, ebbe un fitto scambio di lettere con il geografo Elisée Reclus, amico dei genitori. Questa amicizia la influenzò al punto che sin dalla più giovane età fu interessata alle esplorazioni e alle idee politiche anarchiche. Pubblicò i suoi primi articoli  sul giornale L’étoile socialiste, e nel 1899, pubblicò un trattato anarchico, Pour la vie. Un libro di rottura in cui si scaglia contro la chiesa e la patria. Sotto accusa anche l’istituto del matrimonio e i vincoli della maternità che soggiogano le donne agli uomini.

ICONA DI EMANCIPAZIONE

Alexandra David-Néel fu anche una appassionata femminista, collaborando con La Fronde, giornale gestito da  sole donne. Anche se le sue idee anarchiche la misero in contrapposizione con alcune delle posizioni del gruppo. Lottò per tutta la sua vita per l’indipendenza economica delle donne che riteneva causa principale della sottomissione all’uomo.

Un lungo viaggio in India la fece appassionare alla musica tibetana e alla meditazione. Scoprì di avere una dote non comune nel canto, e così si esibì come cantante lirica, fino ad Hanoi e a Tunisi.

Nel 1902 si trasferì in Africa settentrionale, dove conobbe l’ingegnere ferroviario Philippe Néel che sposò il 4 agosto 1904. Un matrimonio movimentato che Alexandra arricchì con diverse fughe e viaggi. Fino a quando partì per un viaggio di studio della durata di 18 mesi. Non fece ritorno in Europa fino al 1925. Quattordici anni passati in giro con Yongden, giovane tibetano che l’accompagnò attraverso per l’Estremo Oriente. India, Nepal, Birmania, Corea, Cina e Giappone, fino agli ingressi clandestini in Tibet, nella città santa di Lhasa.

La sua fama giunse in Europa e negli Stati Uniti. Era incredibile che una donna fosse in grado di essere indipendente e di affrontare viaggi del genere. Per le donne dell’epoca, un vero baluardo e icona di emancipazione.

VIAGGIATRICE INDOMITA

Gli scritti di Alexandra David-Néel sul Tibet sono considerati una testimonianza importantissima che rifugge le patinature holliwoodiane e le stroncature maoiste. Un punto di vista autentico e poco incline ai compromessi, che le consentirono di raccontare ciò che incontrava e viveva. Condusse una lunga carriera di esplorazioni, reportage fotografici, studi di culture orientali e libri. Oltre trenta libri scritti nei suoi viaggi e sul Buddhismo, fede alla quale si convertì.

Non smise tanto presto di viaggiare, infatti, dal 1937 al 1946 tornò in Asia nuovamente, dopodiché ultra settantenne si stabilì  a Digne-les-bains.

I tumulti del maggio 1968 giunsero alle sue orecchie di quasi centenaria e le procurò un sussulto scoprire che le sue idee fossero ancora attuali e quanto si dovesse ancora lottare per la libertà. Morì nel settembre del 1969, a centunoanni in Provenza.

Alexandra David-Néel

 

About Nunzia Arillo

Sociologa, communications manager e, soprattutto, napoletana. Costantemente impegnata nella lotta tra serio e faceto. Riempie la sua vita - con la stessa intensità - di innovazione, libri e caffè. Non si ferma davanti a niente, nemmeno di fronte all'etichetta "lavare solo a secco". Crede nella reincarnazione e nella prossima vita vorrebbe essere manichino da Bergdorf Goodman. E' sedotta dal lusso, ma conosce la parola "mercatino" in tutte le lingue del mondo. Scrive sempre e ovunque pure su rotoloni asciugatutto (true story), non meravigliatevi di trovare la sua firma su magazine di musica, moda e luxury. Mollerebbe tutto per seguire Ivano Fossati ma la sua unica divinità è Stevie Wonder. La mattina si sveglia con il sorriso ma non dovete parlarle prima del caffè. Adora i numeri dispari, ma le piace ordinare le cose per 10.

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